La vite e il boro: senza carenze è meglio

Il prezioso microelemento può e deve essere somministrato alla coltura per favorirla nelle fasi più delicate del suo ciclo produttivo. In banca dati Fertilgest sono riportati differenti prodotti utilizzabili in tal senso

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L'uva è di qualità maggiore se non vi sono carenze di boro
Fonte foto: Donatello Sandroni

La presenza di boro nei terreni risulta quanto mai variabile, come pure limitata appare la sua traslocazione nella pianta. Ciò può causare improvvise e imprevedibili carenze del microelemento anche in vigneti coltivati su suoli mediamente dotati.

Diversi i problemi per la coltura qualora queste carenze, per quanto temporanee, dovessero avvenire in periodi in cui la fisiologia della vite si mostri particolarmente delicata, come per esempio la fioritura, l'accrescimento dell'acino e l'invaiatura. In tali fasi, una carenza di boro può avere riflessi negativi sia a livello quantitativo sulla vendemmia, sia qualitativo sull'uva raccolta. E se il primo dei due problemi non impatta più di tanto chi segua specifici disciplinari, plafonati comunque in termini di quintali per ettaro, il secondo impatta direttamente la qualità finale degli acini e quindi anche del vino.

Il boro rientra infatti in diversi livelli del metabolismo delle piante, per esempio garantendo una fecondazione ottimale. Favorisce inoltre la traslocazione degli zuccheri, fattore chiave nella produzione di vini di alta qualità, come pure influisce positivamente sul consumo idrico della coltura e nel trasporto delle auxine.
 

I formulati in banca dati

In banca dati Fertilgest si possono reperire 86 formulati specifici, a base cioè di soli microelementi, che contengano boro e che siano impiegabili su vite da vino. Diverse le combinazioni del boro, ovviamente, con altri microelementi. Essendo però l'articolo incentrato su questo specifico nutriente, si riporteranno solo i fertilizzanti che ne contengano più del 10% e che quindi si presume siano i più indicati quando la carenza sia specifica, sia da prevenire, sia da correggere.

Elencati per ordine decrescente di contenuto, e in subordine in ordine alfabetico, ecco i formulati che rispondono ai filtri impostati nella ricerca in banca dati.

In vetta alla classifica, stilata per contenuto di boro, con il 21% si trova Boron 21 PG di L. Gobbi, seguito dappresso da Unibor Più di Cifo, con il 20,5%, mentre sul terzo gradino del podio sale Boro KB 19, sempre di L. Gobbi, con il 19,4%.

Di poco al di sotto, con il 17,5% si posiziona Solubor DF di Compo Expert Italia, seguito a un solo punto percentuale di distanza, con il 16,5%, da Bork 37, anch'esso di Cifo.

All'11% di boro, si collocano poi nove differenti prodotti:
 
Infine, sono due i formulati reperiti in banca dati con il 10% di boro:
 
Ovviamente, ogni fertilizzante ha i propri specifici dosaggi di applicazione e modalità di impiego. Come pure ciascuno è accompagnato o meno da altri elementi. Quindi ogni viticoltore dovrà scegliere attentamente tra i formulati di cui sopra in funzione delle sue specifiche esigenze in vigna. La lettura accorta dell'etichetta resta infatti la via maestra per effettuare la scelta migliore.