Il fascino indiscreto della zeolite

Dalle rocce un prodotto che si presta a molteplici utilizzi in agricoltura, il tutto a integrazione delle usuali pratiche di nutrizione e difesa delle piante

Donatello Sandroni di Donatello Sandroni

zeolite-fonte-serbios.png

Clinoptilolite, al 95-99% di purezza (per gentile concessione di Serbios)
Fonte foto: Serbios srl

Un outsider si aggira per i frutteti d'Europa e si chiama zeolite. Outsider perché di per sé non è né un prodotto per la nutrizione, né un prodotto per la difesa. Però il suo uso sulle piante coltivate porta una serie di vantaggi non trascurabili nell'ottica dei più sani concetti di gestione integrata delle colture.

Sostanzialmente la zeolite è un minerale afferente ai silicati idrati, soprattutto di alluminio. Elevata quindi la capacità di scambiare cationi soprattutto nel terreno, ove i colloidi derivanti dall'alterazione di alcuni minerali sono protagonisti di un continuo scambio di elementi fra matrice solida e liquida. Processo molto utile, per esempio, nel mettere a disposizione delle piante preziosi microelementi.

La sua origine non è solo da rocce sfarinate, bensì può derivare anche dai processi di addolcimento delle acque naturali, trovando impiego perfino nella formulazione di detersivi sintetici, ma anche come integratore alimentare e in veste di catalizzatore in alcuni passaggi dei processi di raffinazione del petrolio. In agricoltura ha avuto da sempre un ruolo come correttivo dei terreni. Ma vi è adesso qualcosa di più.

I prodotti usualmente commercializzati, con zeolite presente ad altissima percentuale, fino a quasi il 100% di purezza, mostrano la presenza di un'elevata porosità che consente differenti fenomeni fisici, anche grazie a una dimensione delle particelle alquanto contenuta, talvolta fino a valori inferiori a 20 micrometri.

Oltre ai succitati scambi di cationi, si evidenzia una notevole capacità di assorbire e trattenere l'acqua, ceduta in seguito al variare delle temperature. Tale funzione, che ricorda in qualche modo quella di una spugna, può essere sfruttata non solo nel terreno, ma anche per ridurre l'umidità su foglie e frutti, rendendo più difficile la germinazione di spore fungine. Effetto collaterale di ciò, la capacità della zeolite di asciugare le superfici vegetali permette di velocizzare anche i processi di cicatrizzazione dei tessuti in caso di microlesioni.

L'azione della zeolite è quindi esclusivamente di tipo fisico, esercitando anche un'apprezzabile azione di tipo meccanico su alcune forme di parassiti.

Altro aspetto interessante è che non influisce sul profilo residuale dei raccolti, andando anzi ad alleggerirlo nei casi in cui le sue applicazioni abbiano mitigato il bisogno di intervenire con specifiche soluzioni per la difesa delle piante.

© AgroNotizie - riproduzione riservata

Fonte: Agronotizie

Autore:

Tag: biologico zeolite

Ti è piaciuto questo articolo?

Registrati gratis

alla newsletter di AgroNotizie
e ricevine altri

Unisciti ad altre 218.065 persone iscritte!

Leggi gratuitamente AgroNotizie grazie ai Partner