La nutrizione non si ferma in autunno

Somministrare oculatamente acidi umici, macro, oligo e microelementi permette alle colture di ripartire al meglio la primavera successiva

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Fruttiferi e cereali: come affrotare l'autunno
Fonte foto: © Photo Passion - Adobe Stock

Per quanto in autunno sia lontana dal pieno delle propria efficienza primaverile-estiva, l'attività fotosintetica delle colture continua a presentare una residua efficacia, la quale permette alle colture di accumulare sostanze utili alla ripresa vegetativa. Ciò grazie anche al perdurare dei processi di assorbimento degli elementi minerali, a tutto beneficio delle parti lignificate e delle gemme.

Altro aspetto positivo di tale traslazione di elementi, appare la maggior concentrazione di sali nella linfa. Ciò consente di meglio fronteggiare eventuali anticipi di freddo, sempre in agguato quando l'autunno inizi ad aprire le porte ai rigori invernali.

La somministrazione di nutrienti, organici e minerali, può avvenire sia al terreno, sia per via fogliare. Per esempio, anche delle semplici irrorazioni alla chioma con soluzioni diluite di urea alza il tasso di accumulo di sostanze azotate, motivo per il quale tale pratica ha preso abbastanza piede in diverse zone frutticole del Nord Italia.

Di tali benefici se ne avvantaggiano ovviamente sia le colture arboree, in procinto di entrare in quiescenza, sia i cereali autunno vernini.

Su vite, pomacee, drupacee e actinidia, la somministrazione di nutrienti in autunno reintegra buona parte di quanto asportato con la produzione dell'anno in corso. Per esempio, si possono somministrare letame, pollina o concimi organici pellettati o misti organici.

Ciò che conta è che vengano somministrati concimi che minimizzino le dispersioni ambientali dei nutrienti, a tutto svantaggio delle colture, del portafoglio e delle falde.

Vanno cioè prediletti concimi che rilascino azoto in maniera lenta e graduale, in modo che questo possa essere assorbito quasi completamente dalle colture minimizzando la quota dilavabile. Oltre all'azoto, però, in questi concimi è bene siano presenti anche altri macro elementi, come potassio e fosforo, come pure magnesio e microelementi essenziali. Se poi trattasi di cereali a paglia, indispensabile anche la presenza di zolfo.

Di ottima efficacia anche gli specifici prodotti a base di acidi umici. Questi, oltre ad apportare preziose sostanze nutritive, migliorano anche la struttura del terreno e la sua capacità di scambio cationico e sono quindi i migliori partner dei concimi fogliari da somministrare nella fase di pre-caduta foglie. Questi ultimi presentano di solito aminoacidi liberi e microelementi, spesso chelati, come manganese, ferro, molibdeno e zinco. Ciò consente alle colture di entrare in riposo nel migliore dei modi, rafforzando tronco, colletto e radici. Tali applicazioni, al suolo e al fogliame, è bene prevederle a circa un mese dalla prevista fase di caduta foglie.
 

Benefici in sintesi

  • maggiore accumulo di sostanze di riserva, a favore di legno e gemme;
  • supporto allo sviluppo radicale;
  • razionalizzazione dei piani di concimazione, alleggerendo quella primaverile;
  • ottimali condizioni vegetative post-germogliamento;
  • migliore allegagione;
  • maggiori rese produttive;
  • ottimi livelli qualitativi.
 

Prodotti specifici per i cereali

In autunno i cereali sono nelle loro prime fasi di sviluppo. Ogni prodotto ad essi somministrato va quindi considerato pienamente parte dei piani stagionali di fertilizzazione.

Un prodotto particolarmente utile ai cereali è per esempio la calciocianamide. Questa va somministrata al terreno a circa 4/5 giorni prima della semina o, al massimo nella fase di post-emergenza quando la coltura si presenta allo stadio di "tre foglie". Tali applicazioni permettono alla coltura di contare su azoto a lento effetto, integrato dall'apporto di calcio in grado di aumentare la resistenza delle piante alle fisiopatie.

Possono essere anche utilizzati concimi azotati a lenta cessione, magari contenenti agenti inibitori della nitrificazione in modo da prolungare il più possibile l'effetto benefico del rilascio graduale dell'azoto.

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