Ciliegio: allegagione e resa assicurate con l'idrolizzato enzimatico di Fabaceae

Il biostimolante 100% vegetale garantisce allegagioni e rese più alte, anche in situazioni limite

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Fonte foto: © emirkoo - Fotolia

Se ancora serviva la prova del nove, puntualmente è arrivata.
L'idrolizzato enzimatico di Fabaceae, 100% vegetale e riconosciuto come "biostimolante" dalla normativa italiana (D.Lgs 75/2010), ha confermato la sua efficacia sull'aumento dell'allegagione, e quindi della resa finale, delle colture arboree. Dopo gli ottimi risultati già avuti negli anni scorsi, in cui i formulati a base di idrolizzato enzimatico di Fabaceae (IlsaC-ON, IlsaVegetus) avevano favorito abbondanti fioriture e percentuali di allegagione sempre superiori rispetto ai campi non trattati, quanto ottenuto nella primavera del 2018 rappresenta la prova inconfutabile della loro efficacia.


Burian non spaventa

Ricordiamo tutti la terrificante fine dell'inverno dello scorso anno. Quando ormai tutto sembrava passato, con molte drupacee già a fiore, l'arrivo di Burian (prima) e di Burian Bis (poi) ha pregiudicato in molte regioni d'Italia, in particolare al Sud, l'allegagione e quindi la resa finale. Tra le colture più colpite, in primis l'olivo ma anche ciliegio, susino, albicocco e pesco.

Coincidenza ha voluto che fosse in corso una prova su ciliegio, varietà Ferrovia, in agro di Rutigliano, in provincia di Bari. L'obiettivo di valutare l'efficacia di differenti formulati biostimolanti prevedeva anzitutto la valutazione di alcuni sulla tolleranza a stress termico e sull'aumento dell'allegagione e riduzione della cascola dei frutticini. Così, le applicazioni di IlsaTermiko (biostimolante a base di amminoacidi liberi levogiri, ad alto contenuto di prolina) a partire dalla ripresa vegetativa e soprattutto di IlsaC-ON hanno consentito di limitare gli effetti negativi del freddo tardivo.


La prova provata sulle rese: maggiori

Con tre applicazioni fogliari a 2 kg/ha, la prima al 20% di fiori aperti, la seconda a fioritura completa e la terza in post-allegagione/scamiciatura, IlsaC-ON ha favorito una percentuale di allegagione (sul totale di gemme aperte) del 67%, rispetto al 32% del testimone non trattato. Ciò si è tradotto in una resa media per pianta di circa 20 kg di ciliegie, contro i 14 kg delle piante non trattate.
 
Tabella Ilsa
Tab.1: Protocollo e risultati della prova su ciliegio, var. Ferrovia, a Rutigliano (Ba) nel 2018
 

Le evidenze sui ciliegi

Anche visivamente (tesi Ilsa a sinistra e testimone a destra nelle foto), era evidente il miglior risultato favorito dall'idrolizzato enzimatico di Fabaceae in termini di allegagione, a conferma di quanto già verificato negli anni scorsi sempre su ciliegio.
La natura 100% vegetale e le caratteristiche fisico-chimiche del biostimolante (ottenuto da un processo di idrolisi enzimatica) consentono sia l'impiego in agricoltura biologica sia la possibilità di applicazione combinata con altri concimi a base di microelementi o anche con fitofarmaci.
 
Tesi e testimone


Come agisce l'idrolizzato enzimatico di Fabaceae?

Sul regolare processo di fioritura e allegagione, incidono fattori di natura genetica e altri di natura ambientale, tra cui il "fotoperiodo" (giusto numero di ore di luce giornaliere, che consente alle cellule dei meristemi di proliferare differenziandosi in fiori e infiorescenze), la temperatura, la presenza di elementi nutritivi e l'equilibrio dei sistemi enzimatici ed ormonali, necessari per stimolare i processi di allegagione.

L'idrolizzato enzimatico di Fabaceae agisce equilibrando le fasi vegetative (sviluppo e fioritura) e riproduttive (allegagione e sviluppo dei frutti), fornendo sufficiente energia per sostenere fiori e frutti, attraverso un'equilibrata ripartizione dei nutrienti e stimolando positivamente tutte le fasi che portano allo sviluppo iniziale dei frutticini.

Il triacontanolo naturale, gli estratti fenolici e gli amminoacidi vegetali contenuti nell'idrolizzato enzimatico di Fabaceae stimolano l'attività degli enzimi che regolano le principali reazioni del metabolismo del carbonio e dell'azoto, favorendo così la fotosintesi, la fioritura e l'allegagione, limitando le influenze negative degli stress ambientali.

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