La potenza del tempo

I prodotti a base di acidi umici e fulvici derivanti da Leonardite sono il risultato di processi chimico fisici durati milioni di anni. Il tutto, al servizio delle colture agrarie

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La fertilità degli strati superficiali del suolo nasce molto più in profondità
Fonte foto: © usdagov - Flickr

La concimazione organica delle colture è profondamente cambiata dal tempo dei sovesci, delle rotazioni e delle letamazioni, pratiche tutt'oggi assolutamente auspicabili in ottica di sostenibilità delle pratiche agricole, ma spesso integrate o del tutto sostituite da apporti organici forniti tramite altre soluzioni, più pratiche e dagli effetti più immediati sulle produzioni, come per esempio quelle a base di acidi umici e fulvici concentrati, estratti da Leonardite americana.

Questa è infatti la fonte naturale qualitativamente più affidabile e costante nel tempo di tali preziosi fattori nutrizionali per le colture agrarie, derivando essenzialmente da lignite ossidata, materia organica di origine vegetale la cui formazione risale a un epoca compresa fra i 65 milioni e i 2,5 milioni di anni fa. I primi giacimenti di Leonardite si sono cioè formati nell'era in cui si stavano estinguendo i dinosauri. Ciò spiega la forma fortemente umificata di questi materiali, del tutto privi di componenti organici indecomposti.

L'uso di tali prodotti, anche tramite fertirrigazione, permette di migliorare la struttura e la capacità di scambio cationico dei terreni, rendendoli più ospitali per gli apparati radicali delle colture e più generosi nel trattenere l'acqua nei momenti di scarsità di tale risorsa. Ottima anche l'influenza sulla porosità del terreno, permettendo migliori scambi gassosi quando al contrario di acque ve ne sia anche troppa.
 

Dall'America ai campi

A causa delle sue origini la Leonardite americana si presenta come uno strato sedimentario soffice, dal colore molto scuro ad alto tasso di acidi umici e fulvici. Tale materiale grezzo è strutturalmente alquanto omogeneo, contenendo le sostanze umiche fino a punte del 90%. Gli acidi umici e fulvici possono essere estratti con processi industriali che ne preservino l'integrità, senza forzarne la resa tramite eluenti dal pH aggressivo.

In tal caso, queste molecole risultano particolarmente stabili, offrendo agli agricoltori un'ampia gamma di molecole ricca di gruppi aromatici e un elevato rapporto C/N, indice di eccellente umificazione e assicurazione di un alto valore di estratti umici e l'assenza di frazioni insolubili.
 

Tutti i vantaggi in un prodotto

Gli effetti esercitati dal mix di acidi umici e fulvici sulle colture sono molteplici. Innanzitutto si può notare un effetto positivo sulla formazione di colloidi argillo-umici, conferendo elevata porosità e capacità di scambio cationico. Ma oltre a fare bene al suolo, tali sostanze fanno anche bene alle colture grazie all'apporto di sostanze minerali e organiche contenenti azoto, fosforo e zolfo, essenziali sia allo sviluppo delle piante, sia dei micro-organismi del terreno.

Altro aspetto positivo, l'azione chelante degli ioni metallici come rame, manganese, zinco, ferro e altri cationi, i quali risultano più facilmente disponibili per l'assorbimento radicale.

Grazie poi alla propria struttura, tali formulati riducono anche il rischio di lisciviazione degli elementi nutritivi, stimolando la crescita delle radici principali e secondarie. Anche grazie a tale rigoglio radicale, le piante vengono stimolate nei processi metabolici aumentando dapprima la produzione di biomassa, soprattutto di proteine e carboidrati.

In termini di fisiologia, innalzano quindi la resistenza della coltura agli stress dovuti a salinità, siccità o scarsa illuminazione.

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