"Chi ben comincia è a metà dell'opera".
Il germogliamento è una fase fondamentale sull'actinidia. Il potenziale produttivo della coltura in quell'annata è racchiuso nelle gemme e, dopo il germogliamento, non potrà più essere modificato. Ottimizzare il risveglio vegetativo, regolare la fioritura e aumentare la produzione è possibile.
L'intervento si esegue al bruno, è sicuro ed efficace.


La dormienza

Su actinidia, come in altre specie arboree, al culmine di ogni ciclo vegetativo segue una fase chiamata "dormienza". In questa fase, che inizia con la caduta foglie, la pianta arresta il proprio metabolismo, allo scopo di sopravvivere alle condizioni sfavorevoli che caratterizzano l'inverno. Passato un certo periodo di tempo a basse temperature e una volta soddisfatto il così detto "fabbisogno in freddo", un nuovo ciclo vegetativo può iniziare.

Per germogliare adeguatamente il kiwi ha bisogno di accumulare almeno 800-1000 unità di freddo a seconda della varietà (intese come ore in cui la temperatura scende sotto la soglia di 7,2°C) e, ovviamente, della riattivazione metabolica in risposta al ritorno di condizioni ambientali favorevoli.
 
Dormienza dell'actinidia


Il problema

Se il fabbisogno in freddo non viene soddisfatto, o il metabolismo della pianta non si riattiva al meglio, la rottura delle gemme del kiwi può risultare scarsa e irregolare.

Le piante presenteranno un elevato numero di gemme cieche, disformità di sviluppo, fioritura disomogenea e daranno origine ad un limitato numero di fiori.
In una specie dioica (ossia con piante maschili e femminili) come il kiwi, la mancata sincronia di fioritura pregiudica l'impollinazione, con ovvi effetti negativi sul calibro e sulla qualità dei frutti.

Questi due parametri, come ben sappiamo, sono invece fattori fondamentali per avere una buona collocazione e remunerazione del prodotto. Se si parla di kiwi convenzionale, le possibilità di intervento sono limitate. Nel kiwi biologico, nulle (almeno fino ad ora).


La soluzione

In agricoltura convenzionale, la chiave per massimizzare il potenziale produttivo è BluPrins®. Si tratta di un biopromotore appositamente studiato per favorire il germogliamento dell'actinidia. Associato a BluAct, che attiva e completa la sua azione, BluPrins® mima gli effetti del freddo e fornisce l'energia necessaria alla riattivazione del metabolismo della pianta.
Anche per l'agricoltura biologica, oggi esiste una soluzione. La prima e l'unica.

BluPrins® Bio è il biostimolante, frutto della ricerca Biolchim, specificatamente creato per interrompere la dormienza dell'actinidia in agricoltura biologica. BluPrins® Bio deve essere associato a BluAct Bio e Zinco EDTA Biolchim, suoi attivatori. Questa innovativa strategia riattiva e sostiene il metabolismo della pianta, aumentando quantità e qualità del raccolto.
 
Prodotti Biolchim


Risultati: affidabilità e sicurezza

BluPrins® e BluPrins® Bio si applicano al bruno, associati ai rispettivi prodotti attivanti.

Ecco cosa permettono di fare ai produttori:
  • ridurre il numero di gemme cieche, aumentando il numero di germogli;
  • uniformare lo sviluppo dei tralci, concentrando fioritura e maturazione;
  • promuovere la formazione delle strutture fiorali, aumentando il numero dei frutti.

Tutti i formulati delle due strategie sopraelencate, sono soluzioni sicure, la cui applicazione non comporta rischi di fitotossicità né per la salute dell'operatore. Adatti sia all'applicazione in pieno campo che sotto telo.

Contatta l'ufficio agronomico Biolchim per definire la strategia migliore per il tuo impianto.