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Innovazione e sostenibilità nel futuro di De Sangosse

Durante un evento a Padova il gruppo francese ha delineato prodotti e strategie future: si punta su soluzioni innovative per un'agricoltura sostenibile

Tommaso Cinquemani di Tommaso Cinquemani

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Cresce l'interesse di De Sangosse per i prodotti a base di microrganismi
Fonte foto: © WavebreakmediaMicro - Fotolia

La legislazione Ue in tema di agrofarmaci si sta facendo sempre più stringente limitando il numero di soluzioni disponibili per gli agricoltori. Se a questa tendenza si sommano i cambiamenti climatici, l'arrivo di nuovi patogeni e il mutamento delle abitudini di consumo degli italiani, sempre più inclini al 'naturale', risulta evidente come serva un aggiustamento di rotta del settore agricolo. Accanto ai prodotti di sintesi si sta aprendo un ampio spazio per quelli di origine biologica.

Il futuro della nutrizione e della difesa delle colture passa sempre di più da soluzioni di origine naturale, compresi i microrganismi. È questo il messaggio lanciato da De Sangosse durante un evento organizzato a Padova dedicato ad agricoltori e tecnici dal titolo 'Produzioni ecosostenibili - Esperienze europee'.

"In un grammo di terreno vivono 10 miliardi di microrganismi. In un ettaro di campo si arriva ad avere fino a 10 tonnellate di biomassa composta da batteri e 5 tonnellate di funghi. Ma nei campi vivono anche alghe, nematodi, insetti. Risulta dunque evidente come le nostre campagne siano un ecosistema vivo dalle potenzialità enormi", ha spiegato Hicham Ferhout, responsabile del laboratorio di Labege di Agronutrition (parte del gruppo De Sangosse) . "I microrganismi del terreno sono fondamentali per la vita delle piante e per il successo dell'agricoltura".

Se fino ad oggi gli agricoltori si sono affidati soprattutto alla chimica per nutrire e proteggere le colture, oggi hanno un'opzione in più. Nei laboratori di De Sangosse i ricercatori stanno studiando i rapporti di simbiosi che intercorrono tra batteri, funghi e piante. Un esempio sono le micorrize, le associazioni fungo-pianta, in cui la radice 'accoglie' il fungo che a sua volta dà vita ad una rizosfera secondaria, molto più estesa e capillare, capace di fornire alla pianta gli elementi nutritivi di cui abbisogna.
 
 

Microrganismi a supporto delle piante

Ma quali sono i compiti svolti dai microrganismi a sostegno delle piante? 
  • Promozione della crescita. Alcuni microrganismi sintetizzano ormoni vegetali in grado di promuovere lo sviluppo vegetativo, qualità molto utile quando si vuole ad esempio potenziare l'apparato radicale.
  • Nutrizione. Batteri e funghi sono responsabili della degradazione della materia organica nel terreno ma sono anche in grado, in certi casi, di fissare l'azoto atmosferico, fonte di nutrimento delle piante.
  • Resistenza agli stress. Nel loro rapporto simbiotico con le piante molti microrganismi mettono in atto comportamenti difensivi quando le condizioni ambientali diventano ostili, come nel caso di siccità, terreno salino o alte temperature.
  • Biocontrollo. Occupando la stessa nicchia ecologica dei batteri patogeni, quelli utili ne ostacolano la proliferazione e, nel caso dei funghi, il micelio funziona da vero e proprio sistema di allarme, in grado di avvertire le piante dell'arrivo di una minaccia.

Insomma, i microrganismi nel corso di milioni di anni si sono evoluti per vivere in simbiosi con i vegetali. Decifrare questo rapporto di mutuo aiuto diventa prezioso per lo sviluppo di nuovi prodotti dedicati all'agricoltura. Ne è un esempio la linea Baseos, un concime naturale che, fanno sapere dall'azienda, migliora il radicamento delle piante e il profilo nutrizionale.

All'interno del prodotto sono contenuti funghi micorrizici e tre ceppi di batteri utili selezionati nei laboratori De Sangosse (Bacillus megaterium, Streptomyces beta-vulgaris, Burkholderia sp). "La loro azione rende biodisponibili elementi come il fosforo e il ferro, sono responsabili della formazione di acidi umici e di fitormoni e sono anche in grado di fissare l'azoto atmosferico", spiega Ferhout. "Prove in campo su colture estensive come il mais o specializzate come il melone hanno dimostrato che l'utilizzo di Baseos assicura produzioni più omogenee, ad esempio nel calibro, e abbondanti".

La legislazione europea è sempre più attenta nel prevenire lo spreco di fertilizzanti, come i nitrati, che possono avere un impatto ambientale negativo nel caso in cui non vengano utilizzati correttamente. "La linea OrgaCote è composta da concimi organico-minerali in cui la frazione azotata è rivestita da uno strato di resina vegetale che protegge i granuli da una rapida degradazione e li rende disponibili alle piante per un più lungo periodo di tempo", spiega Emmanuel Challet, esperto in concimazione minerale e organo-minerale.

OrgaCote associa tre forme di azoto (organico, ammoniacale e ureico) che permettono alla pianta di avere disponibili nel corso del tempo diverse fonti di nutrimento. In questo fertilizzante vengono usate anche fosforiti marine che hanno il vantaggio di avere un contenuto molto basso di metalli pesanti, essere disponibili pressoché al 100% per le piante e infine di essere una fonte di fosforo non retrogradata da carbonati.


Obiettivo 'residui zero'

I consumatori europei, specialmente nel Nord del continente, chiedono sempre più prodotti naturali. Se da un lato l'agricoltura biologica risponde alle esigenze di questo segmento di mercato, c'è spazio anche per un'agricoltura che affianca alla chimica l'utilizzo di prodotti sostenibili. Sta infatti sempre più prendendo piede il concetto di 'residuo zero', sposato anche da alcune sigle della grande distribuzione che promuovono prodotti che al momento della raccolta non presentano residui di agrofarmaci.

De Sangosse ha acquisito da poco la spagnola Servalesa, una azienda che da anni sviluppa e commercializza biostimolanti e soluzioni per il biocontrollo. "L'utilizzo di prodotti a base di microrganismi permette di ottenere produzioni di qualità, in quantità, senza residui e nel rispetto della natura. Offrendo anche un ambiente di lavoro più salutare per gli agricoltori", spiega Angel Mateo Garcia, responsabile tecnico di Servalesa. "Non si vuole bandire la chimica dall'agricoltura, ma usarla solo se strettamente necessario e solo nel caso in cui non lasci residui, ad esempio nelle prime fasi culturali o con prodotti non sistemici".

Tra i prodotti proposti da Servalesa c'è Necurser Gold, un concime-biostimolante da distribuire in fertirrigazione. Concime perché risolve i problemi di carenze potassiche. Biostimolante perché migliora lo sviluppo equilibrato delle piante, esponendole in minor misura all'insorgere di alcune patologie, e ha come effetto indiretto il contenimento dello sviluppo dei patogeni del suolo.

Le proposte di De Sangosse hanno suscitato il vivo interesse degli agricoltori e dei tecnici presenti in sala. Ma al di là dei prodotti proposti risulta evidente come l'agricoltura stia attraversando una fase di mutamento in cui agli agricoltori è richiesto un nuovo approccio all'agricoltura stessa, di cui stanno cambiando i paradigmi.

© AgroNotizie - riproduzione riservata

Fonte: Agronotizie

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Tag: concimi biologico ricerca residui biostimolanti micorrize microrganismi

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