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Risicoltura, stop all'ureasi grazie a Nexur

E' il nuovo concime di Compo Expert a base di urea stabilizzata con tecnologia Limus, che rallenta l'ureasi: più nutrienti per la pianta e meno ammoniaca in atmosfera. Guarda il video

Tommaso Cinquemani di Tommaso Cinquemani

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Nexur è il nuovo concime di Compo Expert a base di urea stabilizzata
Fonte foto: © zephyr_p - Fotolia

La concimazione azotata è una delle fasi cruciali nella coltura del riso. Fornire alla pianta la giusta quantità di azoto nel momento del bisogno è strategico per avere produzioni elevate e di qualità. L'azoto è il principale nutriente di cui necessita il riso: concorre al buon accestimento della pianta, aumenta la taglia di foglie e granelli, accresce il numero di spighette per pannocchia, ma influisce anche sulla percentuale di spighette vuote e modifica il contenuto proteico delle stesse.

"Nexur è il nuovo concime con azoto a base di urea stabilizzata con tecnologia Limus", ha spiegato Federico Bosi, product manager di Compo Expert Italia, durante un evento dedicato ai risicoltori che si è tenuto presso l'Ente nazionale risi a Castello d'Agogna, in provincia di Pavia.
"Limus è un inibitore dell'ureasi brevettato da BASF che rallenta l'idrolisi dell'urea rendendo maggiormente disponibile questa fonte di azoto per le piante".

L'ureasi è un enzima che si trova nel terreno e che idrolizza l'urea in biossido di carbonio e ammoniaca, la quale può volatilizzare sotto forma di ammoniaca gassosa. Una delle pecche dell'urea è infatti la sua elevata perdita dopo lo spargimento in campo. Perdita che viene influenzata dalle condizioni ambientali e dal tipo di terreno e che è più marcata se il prodotto non viene immediatamente interrato. Nexur, rallentando l'ureasi, fa sì che le piante abbiamo a disposizione maggiori quantità di azoto per la crescita e che ci sia una minore volatilizzazione dell'ammoniaca.
 
Concime Nexur

"Noi di Compo Expert puntiamo moltissimo sull'innovazione", ha spiegato Eugenia Tron, managing director di Compo Expert Italia. "Nexur, grazie all'innovativa tecnologia Limus, va incontro alle esigenze degli agricoltori offrendo un prodotto performante, frutto della ricerca BASF e di più di 60 anni di esperienza di Compo".

Ma come funziona Limus? "Nel terreno sono presenti gli enzimi ureasi che trasformano l'urea in ammoniaca e biossido di carbonio", ha spiegato durante l'evento Stefano Tarlazzi di BASF Italia. "La tecnologia Limus si basa su due inibitori dell'ureasi, l'Nbpt e l'Nppt, i quali si legano agli enzimi impedendo l'idrolisi dell'urea. L'ureasi ha infatti un sito di attivazione dove avviene l'idrolisi. Occupandolo si evita che l'urea possa essere trasformata in ammoniaca e anidride carbonica".

Ogni terreno contiene numerose tipologie di enzima ureasi. La combinazione dei due principi attivi presenti in Limus (triammide N-butil-fosforica e triammide N-propil-fosforica) in rapporto di tre a uno, permette di intercettare più tipologie di enzimi e preservare dunque più a lungo l'urea.

Per l'agricoltore si tratta di un vantaggio importante perché permette un minore spreco di concime. Le ridotte perdite permettono infatti di avere programmi di concimazione azotata più flessibili ed efficaci. Nexur può infatti essere distribuito in copertura, senza necessità di interramento, anche su terreni calcarei o alcalini, in condizioni di scarse precipitazioni ed elevate temperature.

Durante l'evento Carlotta Caresana dell'Ente nazionale risi, ha esposto i risultati delle prove condotte nel corso del 2017 in tre località del Nord Italia: provincia di Ferrara, Vercelli e Pavia. Le prove in campo hanno dimostrato l'efficacia di Nexur anche se questa è fortemente influenzata dal tipo di terreno, dalla presenza o meno di acqua, dal piano di concimazione e da altri fattori. Proprio per identificare le migliori strategie di concimazione nel corso del 2018 saranno effettuate altre prove da parte dell'Ente nazionale risi.
Concime Nexur

Un aspetto da non sottovalutare è la normativa europea in fatto di concimi e sostenibilità ambientale. Secondo l'Agenzia europea per l'ambiente l'agricoltura è la principale fonte di ammoniaca gassosa contribuendo per il 94% alle emissioni. Se gli allevamenti sono i primi responsabili della presenza di questa sostanza in atmosfera, la concimazione (quasi esclusivamente quella ureica) è la seconda causa. Ecco perché dall'Unione europea sono stati definiti specifici target di riduzioni delle emissioni. La Germania ha già vietato per legge la commercializzazione dell'urea non stabilizzata, mentre in Francia è prevista una sovrattassa. L'Italia non ha ancora deciso in quale modo raggiungere i target definiti da Bruxelles, ma dovrebbe prendere una decisione nel breve periodo.
 

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Fonte: Agronotizie

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Tag: fertilizzanti unione europea