Dove serve, quando serve

Microstar C2 di De Sangosse è il fertilizzante fosfatico a effetto starter da applicare al momento della semina dei cereali

Contenuto promosso da De Sangosse Italia
Questo articolo è stato pubblicato oltre 3 anni fa

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La resa in campo inizia alla semina
Fonte foto: © Xpistwv - Morguefile

Fosforo in ragione del 45%, accompagnato da magnesio (3%), manganese (0,5%) e rame (0,5%). È Microstar C2 di De Sangosse, il fertilizzante microgranulare da applicarsi in via localizzata al momento della semina dei cereali.
 
Fosforo e microelementi contenuti in Microstar C2 permettono alla coltura di partire al meglio fin dalle primissime fasi dopo la germinazione, grazie alla disponibilità immediata dovuta alla localizzazione lungo la fila di semina. Nel suolo la disponibilità di fosforo, infatti, appare limitata da diversi fattori di campo, come la distanza dell’elemento dal capillizio radicale, o il pH, la tipologia e la temperatura del terreno. Grazie alla deposizione vicino ai semi, effettuata direttamente dal microgranulatore delle seminatrici, il fosforo viene invece reso totalmente disponibile per la coltura, accelerandone le primissime fasi di crescita, specialmente dell’apparato radicale. Queste saranno poi il viatico per l’ottenimento dei massimi risultati in campo, fino alla raccolta.
 
Tra i vantaggi offerti da Microstar C2 vi sono inoltre quelli insiti nella sua formulazione. I granuli del prodotto presentano infatti il medesimo peso specifico della semente di frumento, permettendo alle seminatrici e ai loro microgranulatori di operare al meglio, distribuendo semi e fertilizzanti in modo preciso e omogeneo rendendo la distribuzione più facile e senza intoppi.
 
Infine, il prodotto di De Sangosse beneficia dei vantaggi derivanti dalla tecnologia brevettata TPP, acronimo di Technologie Phosphore Preservation, la quale rende il fosforo contenuto nel granulo completamente disponibile per le radici.
 
Dal punto di vista delle modalità di applicazione, Microstar C2 va posto nella tramoggia alternando strati di semente a strati di fertilizzante, in ragione di 50 chilogrammi la prima e di 7-10 chilogrammi il secondo. Le vibrazioni della seminatrice faranno poi sì che semi e granuli si omogeneizzino fra loro, venendo processati in modo sincrono dagli organi lavoranti della seminatrice stessa.

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