Più olio, più buono

Risultati degli ultimi due anni di prove in Puglia sugli strumenti messi a punto da Ilsa per aumentare resa e qualità dell'olio

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Le line tecniche di Ilsa migliorano quantità e qualità delle produzioni
Fonte foto: © Donatello Sandroni - AgroNotizie

Una buona nutrizione dell’olivo, sia a livello radicale che fogliare, permette alla pianta di metabolizzare e distribuire in maniera uniforme le sostanze che, ogni anno, sono destinate alla produzione, alla qualità finale ed alla formazione di nuova vegetazione e nuove gemme produttive per l’anno successivo. Contemporaneamente alla formazione ed all’accrescimento delle olive, infatti, sui nuovi germogli inizia la formazione delle gemme che, nell’anno seguente, daranno origine ad altri germogli o a fiori, pertanto, si creano le basi per la produzione dell’anno successivo. Questo dipende dalla quantità di sostanze di riserva a disposizione e dall’equilibrio ormonale al suo interno.

Come intervenire, allora, sulla pianta? Attraverso una strategia combinata, al suolo e per via fogliare, con  concimi di natura organica, non soggetti a perdite e che, quindi, cedono gradualmente ed in maniera prolungata l’azoto e gli altri elementi nutritivi come fosforo, potassio e zolfo, e concimi fogliari a base di amminoacidi e microelementi come boro, magnesio, manganese, calcio che aiutano l’olivo in ogni specifica funzione, ovvero in fioritura, allegagione, formazione delle drupe e inolizione, limitando i rischi di pericolose carenze e quindi di stress.

Proprio i momenti di stress sono tra le cause principali del non corretto svolgimento del ciclo produttivo, e le ultime primavere fredde e piovose lo hanno confermato. Ecco quindi l’importanza degli amminoacidi e di altre sostanze ad azione biostimolante che, oltre a proteggere la pianta dagli agenti climatici esterni, intervengono proprio sugli equilibri ormonali dell’olivo.

Ricercatori e agronomi di Ilsa, azienda italiana leader nella produzione di fertilizzanti e biostimolanti naturali per le piante, si sono occupati proprio di questo negli ultimi anni: studiare la fisiologia dell’olivo, capirne i meccanismi ed intervenire per far esprimere al meglio le potenzialità della pianta.

Le prove svolte con i concimi proteici solidi a base di Agrogel®, gelatina idrolizzata per uso agricolo, oppure liquidi ad alto contenuto di amminoacidi levogiri, perché da idrolisi enzimatica e non chimica, come Gelamin®, gelatina fluida per uso agricolo e con i biostimolanti vegetali a base di Idrolizzato enzimatico di Fabaceae, matrice biostimolante riconosciuta dalla legge italiana e ad alto contenuto di triacontanolo completamente naturale, hanno permesso di individuare la strategia nutrizionale ottimale per l’olivo, in virtù dei risultati nettamente migliori rispetto alle tesi messe a confronto.

Negli ultimi due anni di prove eseguite in Puglia, presso aziende olivicole della zona di Cassano Murge, l’impiego dei prodotti Ilsa ha garantito sempre produzioni maggiori, come minimo del 30% ma anche ben oltre, e rese in olio più alte, rispetto alle tradizionali pratiche della zona, nonostante i problemi climatici avuti soprattutto lo scorso anno.
 
 

Incrementi percentuali delle strategie con prodotti Ilsa, rispetto alla pratica tradizionale della zona di riferimento, in termini sia di produzione di olive sia di resa in olio
 
Tra i principali protagonisti, il più studiato è stato proprio l’Idrolizzato enzimatico di Fabaceae, biostimolante innovativo e di produzione esclusiva Ilsa, che ha confermato il suo ruolo nel favorire il benessere dell’olivo, ridurre i fenomeni di stress e consentire una migliore resa finale in olio, grazie allo stimolo del metabolismo primario e secondario, quindi per la produzione di acidi grassi, nel prodotto finale.
In questo modo, molti olivicoltori hanno già potuto constatare l’efficacia dei prodotti speciali Ilsa e adottare la strategia che consente loro una produzione ed un guadagno nettamente più alti.