Produttività delle serre, gli abstract in anteprima

Il convegno è in programma al Flormart di Padova, sala 7A, il 12 settembre 2013, dalle ore 9

Cristiano Spadoni di Cristiano Spadoni

Tecnica
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Fonte foto: Reza - r-z - Alcuni diritti riservati

Quali sono gli input tecnici necessari per migliorare la produttività in serra?
Come ottimizzare l'uso dei diversi fattori produttivi?


Considerando una serra tipica del Mediterraneo, i relatori del convegno organizzato dall'agronomo Silvio Fritegotto nell'ambito del Flormart di Padova affronteranno questioni quali la corretta progettazione della struttura e la sua gestione climatica attraverso la ventilazione naturale e l'umidificazione, la concimazione carbonica, l'irrigazione e la fertirrigazione.
I lavori sono presentati e moderati da Cristiano Spadoni, giornalista di www.AgroNotizie.it - staff di www.Fertilgest.com

In anteprima, ecco gli abstract degli interventi dei relatori

Ottimizzazione dell'uso della luce nella serra mediterranea

A cura di Cecilia Stanghellini - Wageningen UR, Greenhouse Horticolture, Group Greenhouse Technology. Wageningen, Olanda

Il “motore” della produzione vegetale è la fotosintesi, la cui “benzina” è la radiazione luminosa in una determinata banda di lunghezze d'onda: la “luce”. Radiazione è anche energia, che viene accumulata sotto forma di calore nell'ambiente serra e la riscalda. In periodi naturalmente caldi, particolarmente nelle zone temperate, questo effetto riscaldante può comportare delle temperature deleterie per la produzione in serra.
La gestione della serra in questi casi è quindi un difficile equilibrio fra massimizzare l'apporto di luce e prevenire il riscaldamento eccessivo della coltura. La regola numero uno è disporre di una sufficiente capacità di ventilazione e gestirla bene. In aggiunta, i recenti sviluppi in termini di materiali di copertura, particolarmente quelli diffusivi, offrono delle prospettive interessanti. Nella relazione si esamineranno le conoscenze recentemente acquisite sul tema e le possibilità tecniche per la loro applicazione in ambiente Mediterraneo.

Gestione del clima nelle serre del Mediterraneo (Climate management in Mediterranean greenhouses)

A cura di Frank Kempkes - Wageningen UR, Greenhouse Horticolture, Group Greenhouse Technology. Wageningen, Olanda

In una serra passiva come approssimativamente sono più del 95% delle serre presenti nel Mediterraneo, il controllo climatico, che si basa sostanzialmente sulla ventilazione della serra, differisce enormemente fra l'inverno e l'estate.
In inverno, l'umidità, la temperatura e la CO2 sono i fattori principali da controllare, mentre in estate sono le alte temperature il maggior problema da risolvere. Per il controllo dell'umidità, il nostro istinto è quello di aprire le finestrature, in modo da disperdere l'eccessivo vapore presente in serra, ma in realtà è saggio risolvere il problema in maniera differente. In questo caso il nostro scopo è quello di evitare la condensazione sulla nostra coltura. Per evitare ciò, i fattori che devono essere considerati, sono la temperatura delle piante, la temperatura e il contenuto in vapore d'acqua dell'aria della serra.
Se la coltura ha una temperatura più alta della temperatura dell'aria della serra non ci sarà condensazione sulla nostra coltura. Durante la notte, la temperatura della pianta, a causa delle perdite di calore per irraggiamento, potrebbe facilmente abbassarsi rispetto a quella dell'aria con la conseguente formazione di condensa sulla superficie della coltura. E' quindi importante ridurre queste perdite di calore per irraggiamento dalla serra, attraverso, per esempio, l'uso di schermi termici in alluminio. Una possibilità è quella di ridurre la ventilazione durante le ore diurne in modo che una maggiore quantità di calore venga immagazzinata nel terreno e rilasciata quindi durante la notte, usando, quindi, il suolo come sorgente di calore. Questo può essere fatto tipicamente nei mesi invernali e in quelli di inizio-primavera e di fine-autunno.
In estate invece lo scopo principale è quello di aumentare la ventilazione. Il primo passo è semplicemente quello di costruire serre con una adeguata capacità di ventilazione. La forma della serra, la presenza di sole finestrature sul colmo o sulle pareti laterali sono le domande da porsi e che hanno una profonda influenza sul clima in serra. In caso di scarsa capacità di ventilazione, si può ridurre il carico di calore in serra, attraverso l'imbiancatura con calce della serra stessa: tuttavia si deve porre attenzione, perché con questa operazione si riduce anche la luce visibile e quindi si riduce anche la capacità per la fotosintesi. Il principale svantaggio dell'imbiancatura, specie nelle zone con condizioni climatiche variabili, è la mancanza di flessibilità nella modulazione della luce. Ci sono poche possibilità all'imbiancatura come ad esempio gli schermi mobili e l'incremento della capacità di raffreddamento della serra. Gli schermi mobili, preferibili all'esterno della serra, sono una buona alternativa, anche se sono costosi. Tuttavia la temperatura può essere ridotta anche attraverso l'aumento della capacità di raffreddamento della serra. La traspirazione da parte della pianta è il migliore e il più economico sistema, ma anche l'uso di un fog system può aiutare in ciò. Infatti, molte delle aree Mediterranee hanno condizioni climatiche caratterizzate da alte radiazioni e temperature con bassi livelli di umidità. Con queste condizioni, un sistema fog può ridurre la temperatura della serra di diversi gradi. La dimensione delle gocce e la qualità e quantità di acqua sono i parametri chiave da considerare, non solo per i costi di gestione, ma anche per la sanità della coltura.

Incrementare la produttività in serra con la concimazione carbonica

A cura di Luca Incrocci - Dipartimento di Scienze Agrarie, Alimentari e Agro-Ambientali, Università di Pisa

I fattori che condizionano la produttività delle serre del Mediterraneo sono numerosi: temperatura, umidità, luminosità, disponibilità di acqua, assenza di patogeni radicali nel terreno e concentrazione di anidride carbonica nell'aria. La concentrazione di anidride carbonica nella serra è uno degli aspetti di cui negli ultimi anni si è poco discusso, con l'idea che nelle serre del bacino del Mediterraneo, la pratica della concimazione carbonica fosse anti-economica a causa dell'alto costo della CO2 e dell'elevato numero di ore in cui le finestrature delle serre sono aperte per favorire il ricambio d'aria della serra.
La relazione vuole porre in evidenza come anche per le serre a media tecnologia l'utilizzo della concimazione carbonica, abbinata ad una gestione integrata del clima in serra, può permettere di incrementare la produttività delle serre del bacino del mediterraneo. Nel corso della relazione saranno anche illustrate alcune delle attività del progetto Oiga-Mipaaf Serra CO2, avente lo scopo di studiare l'eventuale convenienza economica dell'uso della anidride carbonica nelle serre italiane.

Progettazione e gestione della microirrigazione a goccia in serra

A cura di Piero Santelli - Technical Supervisor Ufficio Tecnico Irritrol System Europe dell'Irritrol System Europe S.r.l. by Toro AG Irrigation

Quando si parla di microirrigazione a goccia in serra non si può non fare delle considerazioni iniziali sull'acqua e sul suo utilizzo: le origini, il suo ciclo, le quantità disponibili ed il suo utilizzo.
Conoscere ed utilizzare in modo ottimale l'acqua irrigua per le colture protette, vede senza dubbio una corretta stima dei differenti fabbisogni irrigui prima e, poi, una buona progettazione e la conoscenza delle caratteristiche materiali di un impianto irriguo, come per esempio le caratteristiche dell'erogatore, l'efficacia, l'efficienza e l'uniformità dell'irrigazione localizzata.
L'età dell'acqua sulla terra è di circa 4,4 Milioni di anni. Il suo ciclo sulla terra necessita del 25% di tutta l'energia che il sole invia. L'acqua sulla terra non si consuma. Ci sono 8 Milioni di km3 di acqua, di questa l'86% è contenuta nelle rocce della terra. Il 14% è accessibile, è quasi tutto contenuto negli oceani ed è salata. Solo una piccolissima percentuale è dolce e la quantità disponibile è di soli 9.000 km3. Per il suo utilizzo "umano", il Nord America ha un consumo giornaliero di 4.350 litri, quando in Africa siamo a 650 litri giornalieri.
Dei 9.000 km3, circa 6.300 sono utilizzati dall'agricoltura per l'irrigazione. Per il suo corretto utilizzo nell'irrigazione, è necessario stimare il fabbisogno irriguo, con vari sistemi, tra cui il principale è il calcolo dell'evapotraspirazione e del suo relativo coefficiente colturale Kc.
La progettazione di un impianto irriguo richiede la conoscenza del tipo di terreno e della stima dell'acqua disponibile in essa contenuta. La struttura del terreno poi, determina la permeabilità e di conseguenza influenza la scelta e la dimensione dei sistemi gocciolanti. Inoltre, nella relazione verranno affrontati nel dettaglio le tecniche e le conoscenze necessarie per una corretta scelta dei gocciolatori e della loro gestione per un efficiente microirrigazione in serra.

Evoluzione delle tecniche di difesa con ausiliari: progresso e miglioramento dal produttore al consumatore

A cura di Francesco Lavagnoli - Koppert Italia (associato IBMA Italia)

La difesa integrata e biologica delle colture orticole e floricole tramite l'utilizzo di insetti ed acari utili è sempre in costante innovazione. Grazie ai settori di ricerca e sviluppo delle biofabbriche che selezionano costantemente nuovi potenziali alleati per la difesa, riusciamo ad avere disponibili sul mercato sempre più ausiliari specifici per le varie problematiche, colture e zone produttive, europee e mondiali. Anche i sistemi di distribuzione, che contribuisce in maniera positiva all'efficacia del lancio ed al controllo dei fitofagi sono oggetto di studio e sperimentazione per incrementare le rese e la durata delle inoculazioni degli organismi utili.
L'aumento dei sistemi di tracciabilità determina la conoscenza perfetta tutta la filiera, dall'allevamento nella biofabbrica di produzione al momento della consegna al consumatore finale e consente in caso di anomalie di risalirne all'origine.
Tutto questo permette di avere a disposizione un prodotto di qualità eccellente, specifico per zona e bersaglio, in grado di controllare in maniera efficace gli insetti fitofagi, mantenendo inalterato il benessere delle colture e permettere di incrementare le rese produttive.


Per saperne di più e pre-iscriversi:

http://www.fritegotto.it
L'organizzatore:
Con www.fritegotto.it, il progetto "FertirrigoFacile" www.fertirrigofacile.it e "OrtiFacili" www.ortifacili.it, Silvio Fritegotto si pone l'obiettivo di aprire e gestire una finestra sul mondo della fertirrigazione e delle colture specializzate e del verde urbano. A questa attività si affianca l'organizzazione di una serie di appuntamenti formativi e divulgativi

© AgroNotizie - riproduzione riservata

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Tag: fertilizzanti convegni orticoltura fertirrigazione fiori e ornamentali serre

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