Sostenere, innovare, investire, nutrire

Valagro prosegue nella propria politica di investimenti miranti all'innalzamento dei livelli qualitativi della propria offerta anche in termini di sostenibilità globale

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Giuseppe Natale, Amministratore Delegato di Valagro

Sommariamente, un'azienda può scegliere fra due opzioni: cogliere i frutti che individua a vista fra le fronde del mercato, oppure può concentrarsi sulla produzione di nuovi frutti, più numerosi e appetitosi, da andare poi a cogliere quando sono maturi. In caso si scelga questa seconda strada, la ricetta per il successo si chiama "investimento". Ovvero quella parola che da più parti si invoca come un mantra, ma che solo poche realtà evolute riescono a tradurre in fatti concreti.
Solo a livello di R&D Valagro investe infatti il 4% del proprio fatturato, pari a circa 90 milioni di euro. Un'azienda definita impropriamente "piccola", Valagro, perché lo spessore aziendale e del management non si misura soltanto con il valore del turnover. A confronto con la media del settore della chimica la società di Atessa è infatti "grande", visto che in R&D mette ogni anno sul tavolo quasi quattro volte il valore percentuale del resto del comparto. In ricerca e sviluppo il mondo chimico italiano si ferma infatti sull'1,1%. Meglio non parlare delle percentuali di investimenti dello specifico settore della nutrizione vegetale, dato che la micronizzazione industriale che caratterizza questo settore ne mortifica le potenzialità di investimento.
Anche in termini di occupazione Valagro alloca importanti risorse, dal momento che il personale adibito all'R&D è pari al 9% del totale, contro un ben più modesto 4% medio del mondo della chimica.
 
Da tempo Valagro ha scelto una strada molto impegnativa, la quale ha portato la società abruzzese - per usare un'espressione di Giuseppe Natale, Ceo di Valagro - a divenire un vero e proprio "progettificio". Partnership e collaborazioni con enti e università di tutto il mondo hanno permesso all'azienda di mettere a punto nuove linee di prodotto, basate su concetti innovativi come quello che affonda le radici nella genomica vegetale. Ad Atessa non si parla quindi più solo di fertilizzanti, ma anche di biostimolanti, di nutraceutica e di interazione con la genetica delle piante per massimizzarne la salute e la produttività.
 
Da un punto di vista commerciale, i clienti restano sempre al centro delle attenzioni, venendo ascoltati e seguiti in modo puntuale per individuare e soddisfare le differenti esigenze che essi possono avere. Importante e irrinunciabile anche il capitale umano che compone l'azienda, come pure le nuove politiche di governance societaria, profondamente indirizzata alla responsabilità ambientale e sociale
 
La vendita di prodotti per l'agricoltura rappresenta sempre lo "zoccolo duro" dei bilanci, dato che dei 90 milioni di euro di fatturato sviluppati nel 2012 ben l'81% deriva dal comparto professionale agricolo. Profonda la riorganizzazione dei cluster aziendali nelle Americhe, nell'aerea EMEA (Europe, Middle-East-Africa) e Far east. Nuovi focus sono stati puntati su Brasile, Francia, Turchia, India e Cina. Ovvero i Paesi maggiormente emergenti nel panorama internazionale. Infine, è giunta l'acquisizione della distribuzione diretta in Nuova Zelanda. 
Il 2012 ha anche visto il lancio di nuovi prodotti, come Kendal Nem, Releaseed e Glimo.
Interventi anche lulle linee "Garden", con il riposizionamento della linea di prodotti "NutriOne" e il lancio in Italia e Spagna della linea Maxicrop, frutto di acquisizione di una società inglese. Anche in questo caso, l'attenzione è stata puntata soprattutto su alcune Nazioni, come Brasile, Argentina, Polonia e Russia.
Infine il comparto "Industrial": nuovi business per Valagro sono infatti la cosmetica, il food e il feed. Il tutto in un'ottica di "B2B", ovvero di business-to-business. In tal senso sono stati investiti circa 3,5 milioni di euro in impianti e progetti di sviluppo. Soprattutto la nutraceutica potrebbe dare in tal senso ritorni importanti in futuro.
 
In termini di fatturati, fra 2009 e 2012 i valori sono passati da 59 milioni di euro di turnover ai 90 attuali, con indicatori molto positivi anche per il 2013. Ovvie le difficoltà sul mercato italiano, causa le note vicissitudini che attraversa l'economia del Paese. L'Italia rappresenta comunque il Paese più importante in termini di fatturato (superiore al 17% del totale) e permette una market share pari al 10,5%. 

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I relatori della tavola rotonda organizzata da Valagro: da sinistra, Claudio Giorgione, curatore Leonardo Arte&Scienza, Museo della Scienza; Giuseppe Natale, Ceo di Valagro; Pierdomenico Perata, Rettore Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa; Stefano Righi, Corriere della Sera e moderatore

Fonte: Valagro

Tag: fertilizzanti