Ilsa: focus sulla nutrizione del riso

Soluzioni innovative per la concimazione, biologica e convenzionale, senza mai perdere di vista l'ecosostenibilità

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L'Italia conta 230mila ettari di risaie

L'Italia ha il primato europeo della coltivazione del riso, con 230mila ettari di risaie, per il 90% ubicati nelle sole province di Vercelli, Pavia, Novara e Milano. 

Il riso è un'importante risorsa e merita grande attenzione anche dal punto di vista dell'ecosostenibilità. Per questo Ilsa ha messo a punto soluzioni innovative per la concimazione del riso, tali da garantire produzioni migliori (anche superiori a 80 q/ha), ponderando l'apporto degli elementi nutritivi. 

In particolare, Ilsa consiglia l'impiego dei suoi fertilizzanti a base di Agrogel, gelatina idrolizzata per uso agricolo di sua esclusiva produzione. Nel caso di azienda biologica, Fertil e Fertorganico, prodotti con il 100% di Agrogel, in un'unica soluzione o, in terreni molto sabbiosi, ripartiti parte alla semina e parte al massimo entro giugno. Per le aziende convenzionali, invece, possono essere usati gli organo-minerali Azotil, Azoslow e Azoka, con la medesima tecnica.

Agrogel consente infatti di ridurre il numero di interventi di concimazione, anche in un'unica soluzione, nella preparazione del letto di semina (fine aprile/maggio, a seconda della varietà) o nella prima 'asciutta'. Il rilascio graduale e prolungato di azoto da parte di Agrogel copre tutto il ciclo colturale, perché è strettamente legato all'attività microbiologica del suolo che degrada la materia organica. Ciò consente un apporto azotato continuo e costante che rende le piante meno suscettibili al 'brusone' ed ai rischi di allettamento, fitopatologie direttamente correlate ad apporti di azoto eccessivi. 

In occasione di trattamenti antiparassitari, inoltre, può essere aggiunto Cerealmax, al fine di stimolare il vigore delle piante e migliorare la bagnabilità delle soluzioni. Agrogel non è soggetto a lisciviazioni e volatilizzazioni, a tutto vantaggio dell'ambiente.

 

L'approfondimento sulla nutrizione del riso

La tradizionale metodica dei tre interventi con urea, durante il ciclo colturale, può comportare vari rischi, soprattutto se somministrata in fase di levata, momento in cui Pyricularia oryzae, fungo responsabile del 'brusone' (quando attacca le foglie, o del 'mal del colletto' quando colpisce la pianta all'ultimo internodo), esplica la sua azione che può portare, in fase di raccolta (ottobre/novembre), a ingenti perdite di prodotto finale. 

Il riso ha, infatti, fabbisogni nutrizionali mediamente inferiori rispetto agli altri cereali (120-150 Kg/ha di N, 70-80 Kg/ha diP2O5 e 100 Kg/ha di K2O, mentre SO3 e Fe vengono somministrati raramente) e risultano ancora minori nei terreni alluvionali delle zone padane, ben dotati di potassio. Ciò è legato alle caratteristiche di questa specie, che necessita di terreni sommersi per buona parte del ciclo colturale. 

La tecnica di coltivazione, inoltre, prevede la semina su terreno asciutto (preventivamente spianato e con impermeabilità tale da garantire un livello d'acqua costante di 30 cm), seguita dalla sommersione dopo circa 1 mese, quando le piante si trovano allo stadio di 2a-3a foglia. 

Ciò facilita anche il controllo delle infestanti (soprattutto giavoni, riso crodo e alghe), per cui, garantendo anche una nutrizione equilibrata, si limita notevolmente l'impiego di agrofarmaci ed il numero di interventi da fare in campo, con enormi benefici sia dal punto di vista economico che ambientale.

 

Cultura, impresa, economia

Ilsa è tra gli organizzatori dell'incontro di presentazione del volume 'Studi di storia economica e sociale in onore di Giovanni Zalin' che si terrà a Verona il 24 febbraio 2012 alle 17.00 presso l'Accademia di Agricoltura, scienze e lettere di Verona (Via Leoncino, 6). All'evento, che sarà introdotto da Galeazzo Sciarretta, presidente dell'Accademia, interverrà Paolo Girelli, presidente di Ilsa. Seguiranno le relazioni di Giovanni Luigi Fontana, dell'Università di Padova, e di Francesco Vecchiato, dell'Università di Verona.