FcpCerea: attenzione ai fertilizzanti troppo economici

Non sempre un prezzo accattivante è così conveniente come sembra: FcpCerea è promotrice di una campagna di sensibilizzazione sulla solubilità del fosforo

Questo articolo è stato pubblicato oltre 9 anni fa

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FcpCerea
Fabbrica cooperativa perfosfati Cesena

FcpCerea è promotrice di una campagna di sensibilizzazione sulla solubilità del fosforo, al fine di aumentare l'informazione degli operatori del mondo agricolo sull'importanza di utilizzare concimi che siano assimilabili dalle colture agricole.

La legislazione prevede che l'etichetta di ogni fertilizzante riporti la tipologia e il grado di solubilità degli elementi contenuti in esso.

Il fosforo, espresso in etichetta come P2O5 (anidride fosforica), è un elemento poco mobile nel terreno e la sua solubilità è senza dubbio un indice di valutazione del prodotto e di disponibilità del nutriente per la pianta stessa.

Il fosforo può essere presente nei fertilizzanti in diverse forme. Le principali sono:
1. Fosforo solubile in acqua: indice di elevata disponibilità e di elevata qualità;
2. Fosforo solubile in citrato ammonico neutro: indice di buona qualità;
3. Fosforo solubile unicamente in acidi minerali: indice di scarsa qualità e di non disponibilità per le colture, in particolar modo nei terreni italiani 

Nelle tabelle sottostanti (1 e 2) vengono confrontati due concimi che si differenziano per la solubilità del fosforo in essi presente. Il 'Tipo 1' contiene 15 unità sulle 20 presenti solubili unicamente in acidi minerali, quindi pari al 75 % della totalità del fosforo presente. Il restante 25 %, quindi 5 unità, sono equamente divise in solubile in citrato ammonico neutro e in H2O. Il 'Tipo 2' contiene 15 unità sulle 20 presenti solubili unicamente in H2O, quindi pari al 75 % della totalità del fosforo presente. Le restanti 5 unità sono solubili in citrato ammonico neutro. Non vi è presenza di fosforo solubile unicamente in acidi minerali nel concime 'Tipo 2'. 

Per calcolare le unità fertilizzanti equivalenti per i due succitati concimi si utilizza il coefficiente α (tabelle 3 e 4). Il coefficiente α è definito dal Mipaaf come coefficiente di valorizzazione relativa per ogni tipologia di elemento fertilizzante presente nel concime analizzato. Il concime 'Tipo 1' è caratterizzato da 28,5 unità fertilizzanti equivalenti, mentre il 'tipo 2' da 39 unità fertilizzanti equivalenti. La differenza di 10,5 unità equivalenti (39-28,5) dei due concimi analizzati è data dalla diversa solubilità del fosforo presente.

Il concetto delle unità fertilizzanti equivalenti dovrebbe aiutare a scegliere il concime che sia il migliore dal punto di vista agronomico ed economico. Supponendo che il concime 'Tipo 2' costi 380€: facendo la dovuta proporzione in funzione delle unità fertilizzanti calcolate, il costo del concime 'Tipo 1' dovrebbe essere di 277€. Se il prezzo del concime di minore qualità è più alto di questo valore, è indubbio che lo si sta pagando più di quello che vale.

Attenzione, quindi, a non lasciarsi abbagliare da un prezzo spesso accattivante: non sempre è sinonimo di vero risparmio.

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