Xylella fastidiosa e altre malattie dell'olivo, il focus

Piano d'Azione 2022, influenza dei sistemi di impianto superintensivi sulle malattie dell'olivo, controllo sostenibile e corretta fertilizzazione. Ecco di cosa si è parlato durante il secondo incontro di Vigna & Olivo 2022 che si è tenuto il 25 marzo scorso ed è stato dedicato interamente all'olivo

Vittoriana Lasorella di Vittoriana Lasorella

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All'Università di Bari sono stati fatti degli studi per verificare come i sistemi di impianto superintensivi possono impattare sull'incidenza di alcune malattie dell'olivo (Foto di archivio)
Fonte foto: © angelo chiariello - Adobe Stock

Il 14 marzo 2022 è stato approvato dal Consiglio Regionale della Puglia il Piano d'Azione per il Contrasto e la Prevenzione della Diffusione di Xylella fastidiosa in Puglia per l'anno 2022. È il documento che descrive l'organizzazione delle indagini, il numero delle piante da campionare e le analisi di laboratorio da eseguire, e la strategia operativa che l'Autorità Competente Regionale, cioè l'Osservatorio Fitosanitario della Regione Puglia intende adottare per il monitoraggio delle piante infette e degli insetti vettori.


Oltre a questa novità relativa al mondo olivicolo, durante la seconda giornata dell'evento Vigna & Olivo, che si è tenuta il 25 marzo 2022 in modalità online, si è parlato anche dell'influenza del sistema di impianto e della varietà sull'incidenza di altre malattie dell'olivo, dell'innovazione nel controllo sostenibile e delle proposte per una corretta fertilizzazione dell'oliveto.

 

Vigna & Olivo è organizzato dall'Associazione Vento di Maestrale con la coorganizzazione e il patrocinio dell'Osservatorio Fitosanitario della Regione Puglia, dell'Ordine dei Dottori Agronomi e Dottori Forestali della Provincia di Bari, del Coordinamento Regionale Collegio dei Periti Agrari e dei Periti Agrari Laureati della Puglia, dell'Associazione Regionale Pugliese Tecnici e Ricercatori in Agricoltura, Arptra, dell'Associazione Italiana per la Protezione delle Piante, Aipp, della Rete Gas Puglia, Gruppi di Acquisto Solidale e dell'Università di Bari, Dipartimento di Scienze del Suolo, della Pianta e degli Alimenti. AgroNotizie è stata mediapartner dell'evento.

 

A moderare l'evento dedicato all'olivo Gianluca Chieppa, presidente Arptra, e Cristiano Spadoni di Image Line, del cui network fa parte anche AgroNotizie. La giornata è cominciata con i saluti di Gerardo Tedesco, presidente dell'Associazione Vento di Maestrale, Salvatore Infantino, dirigente dell'Osservatorio Fitosanitario della Regione Puglia, Oronzo Milillo, presidente dell'Ordine dei Dottori Agronomi e Dottori Forestali della Provincia di Bari, Antonio Memeo, presidente del Collegio dei Periti Agrari, Bat, Gianfranco Romanazzi, professore dell'Università Politecnica delle Marche e presidente Aipp e Girolamo Lamanuzzi, vice presidente Arptra.

 

L'evento di Vigna & Olivo è arrivato quest'anno alla 10° edizione registrando più di 1.200 partecipanti alle due giornate. La prima si è tenuta l'11 marzo 2022, sempre in modalità online, ed è stata dedicata interamente alla coltura della vite, in particolare sono stati approfonditi i temi della gestione del suolo e dell'inerbimento.

 

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Il Piano d'Azione 2022

A spiegare il nuovo Piano d'Azione 2022 è stato Salvatore Infantino, dirigente dell'Osservatorio Fitosanitario della Regione Puglia. Il documento descrive l'organizzazione delle indagini, cioè il numero delle piante da campionare e delle analisi di laboratorio da eseguire, e la strategia operativa che l'Osservatorio fitosanitario della Regione Puglia adotterà nell'anno in corso.

 

L'obiettivo generale è quello di anticipare l'evoluzione della malattia evitando di disperdere energie nelle aree dove ormai non è più possibile eradicare l'organismo nocivo. Nello specifico, la Regione Puglia vuole eradicare il batterio intervenendo sulle piante infette, controllare l'insetto vettore e potenziare la campagna di comunicazione e informazione.

 

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Per fare questo sono state identificate delle aree "delimitate" che sono quelle di Monopoli, Polignano, Alberobello e quella del Salento. Le prime 3 sono costituite da una zona infetta e da una zona cuscinetto della larghezza di 2,5 chilometri dove si attuano misure di eradicazione. La zona Salento è dichiarata infetta e al suo interno si attuano misure di contenimento nel raggio di almeno 5 chilometri. Le misure di eradicazione prevedono la distruzione della pianta infetta e di tutte le piante suscettibili presenti nel raggio di 50 metri attorno alla pianta infetta. Le misure di contenimento prevedono l'abbattimento della sola pianta infetta e del monitoraggio delle piante suscettibili.

 

Con questo schema l'Osservatorio vuole arrivare a campionare quasi 300mila piante, quest'anno, su una superficie di 34mila ettari.

 

Per quanto riguarda il controllo dei vettori, l'Osservatorio, con il supporto delle istituzioni scientifiche regionali, monitorerà in siti specifici del territorio regionale la presenza, la densità di popolazione e l'evoluzione degli stadi di sviluppo degli insetti vettori della Xylella fastidiosa con particolare attenzione alla sputacchina (Philaenus spumarius). Il controllo prevede azioni mirate sia al contenimento delle forme giovanili che degli adulti, con mezzi sia meccanici che chimici.

 

Dal lato comunicazione, l'obiettivo è quello di dare tutte le informazioni agli operatori professionali e alla cittadinanza sulla pericolosità di Xylella fastidiosa divulgando anche le ricerche scientifiche e le innovazioni. A questo scopo è stato creato il sito web Emergenza Xylella dove oltre a comunicazioni istituzionali e link utili sarà presente un cruscotto utile per monitorare l'evoluzione delle attività, dal campionamento in campo all'abbattimento delle piante rinvenute positive.

 

Tutte le attività del Piano d'Azione 2022 sono svolte attraverso un sistema complesso di relazioni tra le varie realtà coinvolte: l'Agenzia Regionale Attività Irrigue e Forestali (Arif), il Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr), l'Università del Salento, l'Istituto Agronomico Mediterraneo, l'Università di Foggia, l'Istituto Basile Caramia, la Società Inoovapuglia e i Carabinieri Forestali. L'obiettivo dell'Osservatorio è far funzionare in maniera fluida questo sistema.

 

Confronto tra coltivazioni tradizionali e superintensivo: l'incidenza delle malattie

Negli ultimi anni in Puglia gli oliveti superintensivi stanno mostrando un aumento e ad oggi le superfici dedicate a questo tipo di impianti sono pari a 2500 ettari. Quali sono i vantaggi?

 

I metodi di coltivazione tradizionali non ospitano più di 300 piante ad ettaro, gli impianti intensivi possono raggiungere le 1000 piante ad ettaro, mentre gli impianti superintensivi possono raggiungere le 1600-2500 piante ad ettaro con sesti di impianto molto ridotti rispetto alle coltivazioni tradizionali. Si parla di "parete produttiva continua" che ha il vantaggio di entrare in produzione precocemente con alte rese produttive, ridotti costi colturali grazie alla completa meccanizzazione delle operazioni colturali e ammortamento abbastanza rapido dell'impianto.

 

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In risposta alle elevate densità di impianto, però, numerosi patogeni possono danneggiare fortemente la coltura. Questo, infatti, è stato il focus della presentazione del professore Franco Nigro del Dipartimento di Scienze del Suolo, della Pianta e degli Alimenti dell'Università degli Studi di Bari Aldo Moro. Sono state presentate le attività sperimentali partite un paio di anni fa con il professore Salvatore Camposeo dell'Università di Bari per verificare come i nuovi sistemi di impianto di allevamento possono impattare sull'incidenza di alcune malattie e come rispondono varietà diverse in condizioni di gestione diverse.

 

La verticillosi (Verticillium dahliae) è considerata tra le malattie più importanti dell'olivo. Il patogeno ha una elevata variabilità di virulenza, infatti, ci sono patotipi non defoglianti e defoglianti. Questi ultimi sono i più aggressivi e sono responsabili di gravissimi danni ed esplosioni epidemiche negli oliveti spagnoli. Su piante di olivo cultivar Arbequina (una delle varietà maggiormente utilizzate negli impianti superintensivi) in studi fatti tra Barletta e Andria sono stati osservati gravi sintomi di disseccamenti e defogliazioni quasi totali.

 

Questo è stato tradotto in maggiori danni su impianti intensivi rispetto a quelli tradizionali. Un ruolo chiave è dato dalla variabilità nella virulenza del patogeno, estremamente elevata. La verticilliosi "classica" è indotta da ceppi fungini non defoglianti ma in Puglia negli ultimi anni, con l'incremento di oliveti intensivi e superintensivi, si è registrata una crescente diffusione della malattia, proprio grazie alla presenza di patotipi defoglianti di origine spagnola.

 

La rogna dell'olivo, Pseudomonas savastanoi pv savastanoi, si insedia sulle lesioni causate da eventi climatici avversi (vento, gelo, grandine) o dalla raccolta meccanica e dalla potatura. Delle varietà utilizzate nei sistemi ad altissima densità d'impianto, diverse hanno mostrato particolare suscettibilità e facendo un confronto tra il sistema tradizionale e quello superintensivo, nel secondo l'incidenza della malattia è risultata significativamente più alta.

 

Altre malattie prese in esame sono state l'occhio di pavone e la cercosporiosi. Nel sistema supertintensivo è stata riscontrata una maggiore incidenza di occhio di pavone rispetto al sistema tradizionale e l'opposto è stato invece mostrato dalla cercosporiosi.

 

Questi studi evidenziano comportamenti significativamente diversi influenzati sia dal sistema di impianto che dalle varietà utilizzate e mostrano come sia di fondamentale importanza continuare con studi del genere per meglio definire le varietà allevate in superintesivo.

 

Interventi

Il Piano d'Azione 2022 per Contrastare e Prevenire la Diffusione di Xylella fastidiosa in Puglia

Salvatore Infantino - dirigente dell'Osservatorio Fitosanitario della Regione Puglia


Influenza del sistema di impianto e della varietà sull'incidenza di alcune malattie dell'olivo

Franco Nigro - professore presso il Dipartimento di Scienze del Suolo, della Pianta e degli Alimenti dell'Università degli Studi di Bari Aldo Moro


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Fonte: Agronotizie

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