Xylella, il focolaio di Alberobello si allarga

Rinvenuti altri tre olivi infetti che portano a 15 le piante colpite dal batterio nel comune della provincia di Bari in zona cuscinetto. Coldiretti ribadisce la preoccupazione per la riduzione dell'area buffer a 50 metri decisa con il regolamento (Ue) 2020/1201

Mimmo Pelagalli di Mimmo Pelagalli

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In totale gli olivi colpiti censiti dall'inizio del monitoraggio 2021 sono 58
Fonte foto: Coldiretti Puglia

Appare "incontenibile" l'avanzata della Xylella fastidiosa in Puglia: solo saliti a 15 gli olivi positivi al batterio nella cittadina di Alberobello, il quarto comune della provincia di Bari - insieme a Monopoli, Polignano e Locorotondo - colpito dal batterio killer degli oliveti. È quanto riporta Coldiretti Puglia, sulla base dei dati dell'aggiornamento di Infoxylella sul monitoraggio della malattia in Puglia dove sono in totale 58 gli olivi risultati infetti con il campionamento 2021 iniziato nel luglio scorso.

"Il Rapporto 107P/2021 pubblicato sul sito istituzionale Emergenza Xylella indica infatti il ritrovamento di altri tre ulivi infetti, estendendo ulteriormente l'area del focolaio - scrive a proposito di Alberobello Infoxylella. Il risultato dell'ampliamento del focolaio già presente ad Alberobello posto in zona cuscinetto, in base al regolamento di esecuzione (Ue) 2020/1201, è pertanto l'abbattimento obbligatorio di tutte le piante "specificate" sensibili a Xylella fastidiosa pauca ST53 nel raggio di 50 metri dal ritrovamento degli alberi infetti.

"I risultati delle analisi statistiche condotte dagli enti di ricerca impongono una seria riflessione circa il nuovo regolamento comunitario approvato il 14 agosto 2020 che ha ridotto a 50 metri, dai 100 metri inizialmente previsti, l'area buffer ovvero il raggio dell'area focolaio intorno alle piante trovate infette e soggette a taglio obbligatorio - aggiunge Coldiretti Puglia - per sottrarle all'azione di diffusione degli insetti vettori, come la cicalina sputacchina".

Se la sputacchina si sposta fino a 400 metri in una stagione - è il ragionamento di Coldiretti -, l'area buffer di 50 metri risulta decisamente insufficiente a contenere il rischio contagio, quindi si ottiene solo un'azione di rallentamento della diffusione, non certo l'estinzione dei focolai più avanzati nelle aree cuscinetto che richiederebbe invece azioni ben più drastiche.

La vastità del problema, la rilevanza economica della coltura per l'intero territorio regionale e le prescrizioni - insiste Coldiretti Puglia - della normativa fitosanitaria comunitaria e nazionale in caso di ritrovamento di patogeni da quarantena impongono scelte e provvedimenti urgenti, anche in considerazione della diffusione della malattia che, dopo aver causato il disseccamento degli ulivi leccesi, ha intaccato il patrimonio olivicolo di Brindisi e Taranto, arrivando sino alla provincia di Bari, con effetti disastrosi sull'ambiente, sull'economia e sull'occupazione.

Da quando è stata confermata la presenza della Xylella fastidiosa in Salento nel 2013 - aggiunge Coldiretti Puglia, in base alla elaborazione di dati Sian - la produzione di olio ha subito un trend negativo che rischia di diventare irreversibile, con una diminuzione dell'80% in provincia di Lecce, mentre a Brindisi la produzione di olio è diminuita del 16% e del 4% in provincia di Taranto.
Il contagio della xylella ha già provocato con 21 milioni di piante infette una strage di ulivi - conclude Coldiretti Puglia - lasciando un panorama spettrale e il danno per il settore olivicolo è stato stimato per difetto in 1,6 miliardi di euro, con oltre 8mila chilometri quadrati di territorio colpito dalla fitopatologia, pari al 40% del territorio regionale.

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Fonte: Coldiretti Puglia

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Tag: Xylella fastidiosa fitopatie politica agricola monitoraggi

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