Trissolcus japonicus, conosciuto come vespa samurai, è il parassitoide coinvolto contro la cimice asiatica nelle operazioni di rilascio che hanno preso avvio anche in Piemonte, per il secondo anno consecutivo.
E' stato infatti autorizzato, dal ministero della Transazione ecologica, il proseguimento del piano di contrasto di Halyomorpha halys, divenuta ormai nota per gli ingenti danni causati a molte colture che hanno messo in crisi intere filiere produttive del Nord Italia.


I lanci della vespa samurai

Dopo essere stata moltiplicata nei laboratori del Dipartimento di Scienze agrarie, forestali e alimentari dell'Università degli Studi di Torino (Disafa), la vespa samurai è stata rilasciata da Agrion: la Fondazione per la ricerca, l'innovazione e lo sviluppo tecnologico dell'agricoltura piemontese, presente in oltre cento siti del territorio regionale.
A luglio 2020, Agrion aveva già effettuato i primi lanci del parassitoide; operazioni possibili grazie all'adesione della Regione Piemonte al piano triennale nazionale di lotta biologica, tramite la presentazione di una richiesta ufficiale per il rilascio del parassitoide nell'ambito del Programma nazionale di contrasto alla cimice asiatica, elaborato dal Servizio fitosanitario nazionale in collaborazione con il Crea e le regioni interessate.


Ricerca e sperimentazione, la difesa dalla cimice asiatica

Nel 2018 è stato intrapreso un percorso di ricerca e sperimentazione di nuove e innovative soluzioni in merito alla difesa dalla cimice asiatica grazie a un gruppo di lavoro che comprende il Settore fitosanitario regionale (Sfr), Agrion, Disafa, le organizzazioni dei produttori e le organizzazioni professionali. Le azioni introdotte variano dal fondamentale monitoraggio regionale attraverso frappage e trappole a feromoni, all'impiego di sostanze ad azione battericida, all'uso di reti escludi insetto.
Nonostante l'efficacia di queste attività, il contributo più significativo al contenimento della cimice asiatica, la cui incidenza sulla filiera agricola piemontese rimane un problema, si deve al rilascio nell'ambiente della vespa samurai.

Dopo i primi cento lanci ne verranno effettuati altri cento dopo circa venti giorni.


I commenti

"Grazie al lavoro di vari soggetti istituzionali, si è potuto attuare concretamente un progetto di aiuto alle imprese agricole per prevenire e contenere i danni dell'insetto - sottolinea l'assessore regionale, Marco Protopapa -. Al secondo anno di rilascio, la vespa samurai ci consentirà di risolvere in modo naturale il problema, dandoci la possibilità di compiere un ulteriore passo per la tutela dell'ortofrutticoltura e la corilicoltura piemontesi. L'agricoltura di qualità e biologica è il futuro del Piemonte, pertanto è necessario difendere le produzioni delle nostre aziende agricole".

"L'obiettivo del piano triennale di lotta biologica è ottenere una progressiva riduzione delle infestazioni da cimice asiatica nel rispetto dell'ambiente e della salute umana - precisa Luisa Ricci del Settore Fitosanitario della Regione Piemonte -. Nel frattempo è indispensabile proseguire con queste operazioni di contrasto e di monitoraggio delle colture sensibili sul territorio regionale, che permettono di ridurre la frequenza dei trattamenti individuando i periodi di maggior rischio per la presenza di H. halys nelle diverse coltivazioni".

"Fondazione Agrion è al servizio delle filiere per il contenimento dell'emergenza cimice asiatica, nell'ottica di una sempre maggiore sostenibilità ambientale delle colture - ribadisce Giacomo Ballari, presidente di Agrion -. Grazie alla rete creatasi sul territorio regionale, stiamo proseguendo anche quest'anno con le prime operazioni di rilascio: una lotta biologica che consente un'efficiente gestione dell'emergenza fitosanitaria e che offrirà soluzioni alle criticità che riscontrano le aziende".

"A seguito dei primi rilasci dello scorso anno, abbiamo potuto verificare che il piccolo insetto, antagonista della cimice asiatica, si è insediato e si sta man mano diffondendo - afferma Luciana Tavella del Disafa -. È sempre più importante puntare su agenti di controllo biologico perché si tratta di strategie di contenimento economicamente ed ecologicamente sostenibili, in quanto il rilascio di un antagonista efficace non richiede ulteriori sforzi se si insedia ed esegue il suo lavoro correttamente, consentendo così di evitare l'utilizzo del mezzo chimico".