FMC: pensare globalmente, agire localmente

La Casa americana investe nello sviluppo di nuove soluzioni sostenibili nel campo della difesa delle colture. Due le collaborazioni di recente avviamento, una in Danimarca, l'altra in Italia

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Accordi tra FMC e le università di Copenhagen e Catania
Fonte foto: © Pointimages-Adobe-Stock

Da Copenaghen a Catania. Realtà diverse, ma identici fini: individuare e sviluppare nuove soluzioni sostenibili utilizzabili nella difesa e il benessere delle colture. In futuro pare infatti che la fitoiatria e la cura delle piante si sposterà sempre più verso prodotti a base naturale, spesso microbiologica. In tal senso, appare quindi necessario investire su queste nuove frontiere attingendo anche a risorse culturali e tecniche di università prestigiose, italiane ed estere.
A conferma, FMC Corporation sta investendo nell’ampliamento del proprio portfolio “Plath health” e ha avviato due nuove collaborazioni, la prima con la Technical University of Denmark, la seconda con l’Università degli Studi di Catania.

In Danimarca l’obiettivo è quello di co-sviluppare nuove soluzioni biologiche per la protezione delle colture, frumento in primis, ottenendo anche fondi del Governo danese in ragione di 26 milioni di Corone, equivalenti a circa 3,5 milioni di euro. Il progetto, denominato Smarter agrobiological screening (Sabs), mira alla scoperta e allo sviluppo di soluzioni biofungicide basate su microorganismi.

La collaborazione mira a sviluppare nuovi schemi per lo screening di vaste collezioni di microrganismi, combinando test funzionali automatici e metodi di caratterizzazione molecolare con analisi di laboratorio e il supporto dell'intelligenza artificiale.
Non solo difesa delle colture, però, fra le collaborazioni implementate da FMC. Nel mirino delle ricerche sono stati posti anche i microrganismi potenzialmente capaci di interagire con la rizosfera migliorando la qualità e della fertilità del suolo. Gli equilibri del terreno sono infatti alla base dello stato di salute delle piante, favorendone il metabolismo e permettendo alle colture di esprimere il massimo delle potenzialità genetiche.

In tal senso, sul versante italiano FMC ha avviato una collaborazione con l’Università degli Studi di Catania, tramite il Dipartimento di Agricoltura Alimentazione e Ambiente Di3A. Responsabili scientifici dell’attività sono i professori Giancarlo Polizzi e Vittoria Catara, docenti di patologia vegetale e ricercatori affermati nell’ambito dei microrganismi della rizosfera e del suolo con particolare attenzione ai batteri associati alle piante e alla loro produzione di metaboliti secondari.

Tali metaboliti potrebbero infatti trovare possibili impieghi finalizzati proprio al miglioramento della qualità del suolo e quindi della sua fertilità. La collaborazione al momento è focalizzata sulla valutazione di un prodotto a base di Bacillus paralicheniformis nei confronti di stress biotici e abiotici delle piante orticole, formulato il cui lancio è dato imminente sul mercato italiano con il nome di Accudo®.