Monitoraggio insetti, sempre più interesse per le trappole smart

In commercio esistono delle trappole per il monitoraggio degli insetti che sono in grado di fotografare le catture ed inviare le immagini sullo smartphone dell'agricoltore. Ma i sistemi più evoluti forniscono un vero e proprio supporto alla gestione del campo

Tommaso Cinquemani di Tommaso Cinquemani

trapview750x500.jpg

Trapview è prodotto dalla startup Efos
Fonte foto: Efos

Per molte colture il monitoraggio degli insetti chiave rappresenta una pratica fondamentale per decidere se trattare o meno con un prodotto insetticida. Per quegli agricoltori che hanno un numero elevato di appezzamenti oppure parcelle sparse per il territorio non è tuttavia semplice recarsi in campo con frequenza per identificare e contare gli insetti catturati dalla trappola.

Ma in soccorso dell'agricoltore arriva la tecnologia. Già da alcuni anni sono presenti sul mercato delle trappole all'interno delle quali è integrata una fotocamera in grado di scattare una fotografia della superficie adesiva ed inviarla all'agricoltore. Sulla base di questa viene fatto il riconoscimento e il conteggio degli esemplari.

Non sempre tuttavia la risoluzione è tale da poter garantire una conta precisa. Ma il progresso tecnologico ha risolto anche questo problema e ultimamente si stanno testando delle trappole smart che oltre a fotografare la superficie appiccicosa analizzano l'immagine attraverso degli algoritmi di riconoscimento delle immagini e sfruttando le potenzialità dell'Intelligenza artificiale sono in grado di inviare all'agricoltore un report con il numero e la specie di insetti catturati.

Una soluzione che piace agli agricoltori e agli investitori. Ad esempio Trapview è una trappola smart sviluppata dalla startup slovena Efos che ha raccolto a settembre un investimento di 3,7 milioni di euro da parte di diversi investitori. Uno di questi è il fondo italiano Oltre venture, già attivo nel comparto agricolo avendo finanziato la realizzazione di Sfera agricola, la mega serra tecnologica attiva in Maremma.

C'è poi anche la giapponese Kubota che con questo investimento si sposta dal mondo dei trattori e delle attrezzature agricole verso quello della sensoristica in campo. D'altronde proprio il Gruppo giapponese ha da poco lanciato un ambizioso progetto di open innovation che mira a stringere rapporti con soggetti terzi, come le startup, per la realizzazione di nuovi prodotti o lo sviluppo di servizi innovativi in ambito agricolo.
 


Il digitale al servizio dell'agricoltore

La tecnologia di Trapview ha tutte le carte in regola per avere successo. Secondo i dati forniti dall'azienda sono più di 4mila le trappole in funzione in campo con circa 1.300 clienti unici sparsi tra Europa, Australia e le Americhe. Ed è probabile che ad ingolosire gli investitori non sia stato tanto la tecnologia hardware, quanto gli algoritmi di riconoscimento delle immagini e il grande database di foto di insetti realizzato dalla startup (il più grande al mondo, fanno sapere da Efos).

Ma c'è di più, perché nell'ottica di fornire un servizio completo all'agricoltore Trapview offre un vero e proprio supporto alle decisioni. In altre parole sulla base dei dati forniti dall'agricoltore (coltura, stadio fenologico, etc.), su quelli provenienti da fonti terze (come i dati meteo) e sulle immagini scattate dalle trappole in campo, il sistema è in grado di suggerire all'agricoltore l'opportunità di trattare con un prodotto fitosanitario.

La decisione se trattare o meno spetta poi sempre all'agricoltore che tuttavia può prendere delle decisioni sulla base di dati oggettivi. L'obiettivo è quello di trattare solo se realmente necessario, a tutto vantaggio dei bilanci dell'azienda e della sostenibilità ambientale. Resta il fatto che Trapview si dovrà guadagnare la fiducia degli agricoltori, che tendono a vedere sotto una cattiva luce le soluzioni digitali, specie se automatiche e sulle quali non hanno controllo.

Inoltre sarebbe interessante se Trapview si potesse integrare con altre piattaforme digitali per l'agricoltura oggi in commercio in modo da fornire all'agricoltore un solo ambiente di lavoro in grado di offrire una soluzione di gestione a 360 gradi.