Bieticoltura francese sotto l'attacco di afidi e virus

Il giallume virotico sta tornando a espandersi in Francia, anche a causa della forte diminuzione nell'uso di insetticidi sulla coltura. Forti le responsabilità della politica transalpina

Donatello Sandroni di Donatello Sandroni

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Campo di barbabietole in Francia, segnate profondamente dal giallume virotico veicolato dagli afidi
Fonte foto: © Alberto Guidorzi

Di giallume virotico della barbabietola da zucchero AgroNotizie si era già occupata tempo addietro tramite un articolo di approfondimento dedicato: Bietola e giallume virotico: due virus e due afidi

Di seguito erano stati pubblicati anche i dati relativi agli andamenti in Francia negli usi di agrofarmaci su barbabietola, mostrando un fortissimo calo negli insetticidi.
 
Stando ai dati dell'Itb, acronimo di Institut technique de la Betterave, gli insetticidi in bieticoltura si sarebbero infatti praticamente azzerati a partire dal 1998.

Oggi le cose paiono però decisamente cambiate. Le proliferazioni di afidi avrebbero generato in Francia una recrudescenza di giallume virotico, virosi da essi veicolata. Nel 2019, da zero trattamenti insetticidi effettuati precedentemente i bieticoltori francesi hanno dovuto ricorrere mediamente a 2,5 irrorazioni a pieno campo. Peraltro, chi sbagliato l’intervento per tempistiche e modalità si è ritrovato i campi invasi dal giallume virotico.

Dato però che ciò che accade in un anno poi si riverbera in quello successivo, il 2020 ha mostrato una primavera calda e anticipata, la quale ha poi causato infestazioni precoci di afidi. Infestazioni molto violente che in determinate situazioni hanno causato letteralmente disastri.

Nessun trattamento, consentito o in deroga, ha sortito effetti sufficienti a impedire le infezioni, dato che a trasmettere il virus basta una minoranza di afidi sopravvissuta. Quindi o li si elimina in modo radicale o i risultati restano comunque parziali. Nessuna applicazione è stata peraltro possibile con i neonicotinoidi, essendo in Francia proibiti.

I danni da giallume virotico sono stati tali da interessare perfino la politica, con accese discussioni in Parlamento. Molti bieticoltori francesi hanno infatti annunciato che l'anno prossimo, stante l’impossibilità di prevenire efficacemente la patologia, non semineranno bietole. Sono infatti già stimate perdite che vanno dal 20 al 30% della produzione. In Belgio dove invece è in vigore la deroga per i tre neonicotinoidi il fenomeno del giallume si mostra nella norma. 

Barbabietola in un campo belga: nessun giallume veicolato dagli afidi
Campo di barbabietole in Belgio, ove l'efficacia dei trattamenti insetticidi è stata sufficiente a contenere gli afidi che trasmettono il virus del giallume virotico
(Fonte: ©
 Alberto Guidorzi)

Quindi gli zuccherifici sono molto preoccupati: ve ne sono 21 in Francia e processano la bellezza di 450mila ettari di bietole. E ben si sa in Italia cosa succede anche al destino degli zuccherifici se le superfici coltivate scendono al punto da renderli anti-economici in alcuni areali.

Si attende ora di sapere cosa deciderà la politica francese, la medesima che ha infatti bandito tutti i neonicotinoidi dal territorio nazionale senza soppesare prima i danni che tale decisione poteva causare alle colture più strategiche transalpine.
Chi è causa del suo mal…

© AgroNotizie - riproduzione riservata

Fonte: Alberto Guidorzi

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Tag: difesa zucchero insetticidi

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