L'incertezza dell'agricoltore: sempre meno sostanze attive

Circa il 12% delle sostanze attive attualmente impiegate giungeranno in scadenza nel 2020. Si parla di 21 erbicidi, 9 insetticidi, 5 acaricidi e 19 fungicidi. Trend positivo invece per i prodotti impiegabili in agricoltura biologica

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Il settore è in costante evoluzione, le revisioni non si fermano e anzi, continueranno periodicamente su tutti i prodotti autorizzati (Foto di archivio)
Fonte foto: © hedgehog92 - Fotolia

Sempre più difficile il lavoro degli agricoltori per la gestione della difesa fitosanitaria. In costante riduzione il numero dei prodotti fitosanitari, ed in particolare delle sostanze attive, che sono a disposizione degli agricoltori per la difesa delle piante dalle avversità parassitarie.
E' questa una convinzione diffusa che sta pesantemente incidendo sui produttori agricoli che, con le particolari criticità che si sono avute negli ultimi anni, come l'Halyomorpha halys e la maculatura batterica, sono sempre più in difficoltà nel riuscire ad ottenere produzioni agricole sane e commercializzabili.

Al di là delle criticità evidenziate e di un generale stato di insoddisfazione, è il caso di analizzare oggettivamente il settore e verificare in modo oggettivo il trend evolutivo in atto.

A seguito di un'analisi presentata alle Giornate Fitopatologiche del 2010, in cui veniva fatta una previsione a 18 mesi della situazione aggiornata (fine 2011), sostanzialmente al termine del primo giro di revisione, ora viene condotta sui prodotti fitosanitari attualmente a disposizione dei produttori agricoli.

E' a tutti noto che il processo di immissione in commercio dei prodotti fitosanitari è stata oggetto negli ultimi trenta anni da un profondo processo di revisione delle sostanze attive e dei prodotti fitosanitari impiegabili in agricoltura per la difesa delle piante dalle avversità parassitarie che la Commissione europea ha avviato attraverso l'applicazione della Direttiva 91/414/CE, prima, e del Regolamento 2009/1107/Ue poi.
Questo processo di revisione ha consentito di ridurre l'impiego di sostanze attive potenzialmente pericolose per la salute dell'uomo e dell'ambiente. E' questo un grande risultato che fa sì che le produzioni agricole ottenute nel territorio dell'Unione europea assicurano ai consumatori elevati standard di garanzia per i potenziali effetti dei prodotti fitosanitari sulla salute dell'uomo. 

Allo stesso tempo occorre evidenziare come siano molteplici anche gli effetti negativi indiretti che questo processo di revisione ha determinato sul sistema agricolo:
  • sono complessivamente sempre più limitate le soluzioni a disposizione degli agricoltori per difendersi dalle avversità parassitarie delle piante e per alcune avversità le difficoltà sono crescenti; 
  • è sempre più incerta e poco stabile la situazione del portafoglio dei prodotti impiegabili in agricoltura, in quanto costantemente in evoluzione per la revisione periodica delle s.a. attuata dalla Ue;
  • l'agricoltura europea è penalizzata nei confronti delle altre agricolture che hanno a disposizione un miglior armamentario di prodotti per la difesa dalle avversità;
  • gli investimenti nel settore da parte delle multinazionali che sono sempre meno attratte dal mercato europeo dove è sempre più difficile e costoso ottenere un'autorizzazione all'impiego di nuove sostanze.

In prospettiva questa forbice tra il mercato europeo dei prodotti fitosanitari e quello planetario si sta sempre più aprendo e le criticità evidenziate non potranno che aumentare nei prossimi anni.


Le sostanze attive di sintesi in Italia

Nell'infografica seguente viene riportata la situazione dei prodotti fitosanitari utilizzabili prima della revisione, indicativamente intorno all'inizio degli anni 2000, la situazione al 2011-2012 e la situazione attuale (2020 – 2021). La prima parte dell'analisi è stata condotta solo sulle sostanze di sintesi, in modo da non condizionarne la lettura con l'interferenza con i prodotti utilizzabili in agricoltura biologica. Inoltre, sono stati considerati come non disponibili i prodotti attualmente in commercio, ma di cui è già stata ufficializzata la revoca.
 
Sostanze di sintesi
(*) i prodotti rameici sono stati calcolati nel biologico
(Clicca sull'immagine per scaricare l'infografica)

Come si può vedere la contrazione molto forte si è avuta tra il 2000 e il 2012, le sostanze attive si sono quasi dimezzate, mentre la riduzione negli ultimi è stata numericamente molto limitata, globalmente intorno all'8%. Le riduzioni più rilevanti si sono avute nei diserbanti che continuano a calare e che in particolare annoverano pochissime nuove sostanze attive messe a disposizione negli ultimi anni.
Anche gli insetticidi sono in contrazione, calano circa del 15%, da 48 a 41 s.a.. Addirittura, numericamente, in leggero aumento i fungicidi e stabili gli acaricidi.


Il trend del biologico

In costante aumento invece i prodotti impiegabili in agricoltura biologica, anche se il numero, sotto riportato, è condizionato dal numero dei ceppi registrati per le singole sostanze (es. Bacillus, Trichoderma ecc.).
 
Sostanze in biologico
(Clicca sull'immagine per scaricare l'infografica)

Al di là della riduzione delle sostanze attive disponibili, la revisione ha pesantemente inciso anche sui prodotti autorizzati. Questi cambiamenti, forse meno analizzati, sono forse ancora più pesanti e di difficile valutazione da parte degli agricoltori.
Si devono infatti segnalare:
  • la riduzione delle dosi di impiego; sistematica e molto consistente tra i diserbanti, ma anche diffusa tra gli insetticidi (es. acrinatrina, pirimicarb ecc.) e tra alcuni fungicidi (es. ditiocarbammati, captano e dithianon);
  • la contrazione dei residui massimi ammessi che, in taluni casi, hanno determinato una riduzione dei campi di impiego;
  • la limitazione del numero di interventi eseguibili con la stessa sostanza attiva (es. tutti i piretroidi);
  • la definizione puntuale degli intervalli da rispettare tra i trattamenti eseguibili con la stessa sostanza attiva.


Agrofarmaci, in costante evoluzione

Purtroppo, il settore è in costante evoluzione, le revisioni non si fermano e anzi, continueranno periodicamente su tutti i prodotti autorizzati (cinque anni per i candidati alla sostituzione, dieci anni per i prodotti standard e quindici anni per le s.a. meno pericolose). Al momento la revisione non è prevista solo per i prodotti di base che peraltro costituiscono una quota molto limitata dell'intero portafoglio prodotti. Essendo stati recentemente definiti i parametri sugli interferenti endocrini su cui verranno valutate le s.a, molta preoccupazione sussiste per la revisione delle s.a. in calendario nei prossimi anni. Nel 2020 vanno in scadenza 54 sostanze attive, circa il 12% di quelle attualmente impiegate, delle quali 21 erbicidi, 9 insetticidi, 5 acaricidi e 19 fungicidi. 

Per gli agricoltori continua quindi l'incertezza e diventa sempre più difficile poter organizzare e pianificare il proprio lavoro su basi solide e certe. Difficile il presente, ma sempre più nebuloso il futuro.

In questo primo articolo è stata analizzata la situazione complessiva, mentre in una serie di articolo successivi verranno presi in esame:
  • la disponibilità dei diserbanti;
  • la disponibilità dei fungicidi;
  • la disponibilità degli insetticidi, dei nematocidi e degli acaricidi;
  • la disponibilità dei prodotti impiegabili in agricoltura biologica;
  • la disponibilità dei prodotti fitosanitari utilizzabili nella difesa delle colture frutticole;
  • la disponibilità dei prodotti fitosanitari utilizzabili nella difesa delle colture orticole;
  • la disponibilità dei prodotti fitosanitari utilizzabili nella difesa delle colture erbacee.

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