Thiopron®, nuove strategie di lotta al brusone del riso

Il ministero della Salute ha concesso l'autorizzazione in deroga per situazioni di emergenza fitosanitaria per un periodo di 120 giorni

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Thiopron® è un prodotto fitosanitario a base di zolfo

Le perdite produttive causate dal brusone del riso sono molto elevate e raggiungono il massimo livello di danno nelle varietà che costituiscono le eccellenze del panorama risicolo nazionale, in particolare quelle utilizzate per i risotti, come Carnaroli, Arborio, Baldo (tipologia “lungo A”), Vialone nano ed altre varietà di più recente introduzione. L'agente causale della malattia è Pyricularia oryzae che rappresenta il principale patogeno fungino della coltura in tutte le aree dove essa viene coltivata.

Questa pericolosa avversità viene controllata mediante la combinazione di corrette pratiche agronomiche, come la scelta varietale e le fertilizzazioni, e di valide strategie fitoiatriche. Queste ultime si avvalgono sempre di più dell'ausilio di efficienti modelli previsionali oggi disponibili. Tali strumenti, che si avvalgono di una capillare rete di monitoraggio delle condizioni climatiche, sono in grado di prevedere in modo attendibile il rischio d'infezione del patogeno e di aiutare il tecnico nella scelta dei tempi e delle modalità d'intervento.

Il ministero della Salute, in data 24 giugno 2020, ha concesso l'autorizzazione in deroga per situazioni di emergenza fitosanitaria - ai sensi dell'art. 53 del regolamento (Ce) n. 1107/2009 - per l'impiego su riso del prodotto fitosanitario Thiopron® (reg. n. 00013), contenente la sostanza attiva zolfo, per il controllo del brusone. Tale autorizzazione sarà valida per un periodo di 120 giorni (dal 24 giugno 2020 al 21 ottobre 2020).

Thiopron® è un prodotto fitosanitario a base di zolfo (825 g/L), la cui esclusiva formulazione liquida è dotata di elevata adesività e resistenza al dilavamento. Il formulato è caratterizzato dall'uniforme dimensione delle micelle della sostanza attiva e dall'assenza di solventi ed oli minerali o vegetali. Tali caratteristiche ne fanno un prodotto unico per efficacia e selettività.

Thiopron® può essere impiegato su riso, per il controllo di Pyricularia oryzae, a dosi comprese tra i 4 e gli 8 litri/ettaro, in funzione della pressione del patogeno. Possono essere eseguite un massimo di tre applicazioni all'anno (con volumi d'acqua variabili tra 300 e 500 litri/ettaro) nella fase compresa tra la formazione del panicolo e lo sviluppo delle cariossidi.
Lo zolfo, con la sua attività fungicida multisito, costituisce un'importante evoluzione delle strategie antiresistenza, essendo in grado di prevenire o gestire la perdita d'efficacia delle altre sostanze attive attualmente autorizzate per il controllo del brusone del riso (strobilurine e triazoli), tutte dotate di meccanismi d'azione monosito.
Il formulato può essere inserito all'interno di diverse strategie di lotta, sia da solo, sia in miscela con altri fungicidi (azoxystrobin, trifloxystrobin, difenoconazolo, ecc.).

Nelle coltivazioni integrate vi sono numerose possibili combinazioni. L'uso più razionale consiste nel miscelare Thiopron® ad una strobilurina (ad esempio, i formulati a base di azoxystrobin AZ 250 SC, Zoxis 250 SC, ecc.) nelle due epoche di maggior rischio (generalmente, all'emissione della foglia a bandiera ed alla spigatura - inizio fioritura). Un'altra possibilità è costituita dall'applicazione alternata a quella di altri fungicidi (anticipandolo o posticipandolo a questi) per prolungare il periodo di copertura dalle infezioni del fungo. Tale soluzione è molto utile in quegli areali di coltivazione dove le strobilurine sono limitate ad un unico trattamento all'anno. In questo caso, si dovrà posizionare la strobilurina a copertura delle infezioni di maggiore gravità (sulla base delle indicazioni dei modelli), utilizzando Thiopron®(da solo) per la gestione di quelle di minore entità.

Nelle coltivazioni biologiche (le superfici coltivate a riso biologico costituiscono attualmente una realtà diffusa e consolidata) Thiopron® verrà impiegato da solo (adottando nello stesso tempo tutte le misure agronomiche utili per ridurre la pressione della malattia) alla dose consigliata di 5 litri/ettaro (elevabile fino ad 8 litri/ettaro in caso di forte pressione del patogeno). In questo caso, oltre ai due interventi da eseguire nelle epoche usuali (foglia a bandiera e spigatura), si consiglia una terza applicazione, anticipata, durante la fase di levata. Tale intervento andrà effettuato non appena i modelli segnalino i primi rischi di infezioni.

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