Mosca orientale della frutta, c'è il Piano di vigilanza in Campania

Ratificato dal Servizio fitosanitario della Regione Campania insieme ai Piani di emergenza e di azione

Mimmo Pelagalli di Mimmo Pelagalli

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In corso di posa 1627 trappole per verificare l'eventuale insediamento della Bactrocera dorsalis in Campania
Fonte foto: © Scott-Bauer Wikipedia

Con la primavera che porta all’innalzamento delle temperature medie, il Servizio fitosanitario centrale della Regione Campania si prepara a stabilire se le catture di mosca orientale della frutta – insetto da quarantena - effettuate nell’autunno scorso, riguardarono solo degli insetti in transito o se ne è invece verificato l’insediamento.
In questi giorni prendono il via le azioni connesse all'attuazione del nuovo Piano di sorveglianza, che prevede l’utilizzo di 1627 trappole McPhail all’interno dell’area delimitata con la delibera di giunta regionale n. 889 del 28 dicembre 2018. Le trappole saranno caricate per lo più con metileugenolo, per attrarre i maschi, e in parte con esche proteiche per catturare le femmine. In ogni caso, la presenza di adulti o di frutti attaccati riconducibili alla Bactrocera dorsalis devono essere tempestivamente segnalati al Servizio fitosanitario regionale all’indirizzo e-mail: servizio.fitosanitario@regione.campania.it.

Sul sito web dell’assessorato all’Agricoltura della Regione Campania già da alcuni giorni campeggia il decreto n. 36 del 3 aprile 2019, firmato dalla dirigente del servizio, Daniela Carella, con il quale si è provveduto alla “Ratifica del Piano di sorveglianza, del Piano di emergenza e del Piano d'azione per Bactrocera dorsalis, e del quale si raccomanda un’attenta lettura. In essi non si prevede la delimitazione di una zona infestata, perché i ritrovamenti dello scorso autunno - notificati in Europhyt alla Commissione europea il 2 novembre 2018 - sono considerati quali mere “incursioni”.

Il Comitato fitosanitario nazionale nella seduta del 18 febbraio 2019 aveva approvato i tre piani riguardanti la mosca orientale della frutta – elaborati dal Gruppo di lavoro nazionale Bactrocera dorsalis, coordinato da Raffaele Griffo, capo degli ispettori fitosanitari della Regione Campania – ed ora ratificati dal Servizio fitosanitario della Campania.
 

Lo stato di emergenza fitosanitaria

Regione Campania aveva già riconosciuto il ritrovamento dell’insetto da quarantena e lo status di emergenza fitosanitaria con la delibera di giunta regionale n. 889/2018. Con tale provvedimento ha istituito un’Unità di crisi ed individuato la zona delimitata da 389 chilometri quadrati. Nella zona delimitata ricadono 51 comuni delle province di Avellino, Napoli e Salerno. La delibera aveva anche disposto il controllo obbligatorio delle specie vegetali ospiti prima della movimentazione di frutti e ortaggi destinati al di fuori della zona delimitata, nel caso si fosse riscontrato un eventuale nuovo ritrovamento, anche di un solo esemplare di Bactrocera dorsalis nelle trappole, nei frutti o nel terreno. La zona delimitata è formata da due cerchi aventi raggio di 8 chilometri che si intersecano, descritti puntando il compasso nei due siti di ritrovamento dell’insetto - un esemplare a Palma Campania (Napoli) e sei a Nocera Inferiore (Salerno).
 

Il Piano di sorveglianza

Il Piano di sorveglianza prevede il monitoraggio della zona delimitata ai sensi dall’articolo 22 del Regolamento (UE) 2016/2031 con le metodiche del Piano d’azione. Le trappole, distribuite sul territorio dell’area delimitata, che coincide con l'area cuscinetto, saranno disposte soprattutto nei due quadrati di 8 chilometri di lato - 64 chilometri quadrati cadauno - costruiti disegnando i quattro lati della lunghezza data tra le due diagonali che si intersecano sui luoghi dei ritrovamenti dello scorso anno e che formano quattro angoli di 90°. I territori quadrati così ottenuti, sono stati definiti come area a sorveglianza rinforzata.
 

Il Piano di emergenza

Il Piano di emergenza per Bactrocera dorsalis scatterà eventualmente in caso di nuovo ritrovamento, ed è elaborato sulla base dell’articolo 25 del Regolamento (UE) 2016/2031: prevede la mobilitazione della Protezione civile, del Servizio fitosanitario centrale, dei Carabinieri forestali e dei comuni per accompagnare l’individuazione dell’area infestata e della nuova zona delimitata, e le misure di eradicazione dell’insetto da quarantena, che vanno dal blocco della movimentazione della frutta all’utilizzo d’insetticidi già di recente autorizzati dal ministero della Salute.
 

Il Piano d’azione

Il Piano d’azione punta a far tornare il territorio alla situazione di ordinaria gestione del Piano di sorveglianza, se non vi sono catture per un anno dall’ultimo ritrovamento. Prevede, tra l'altro, misure di distruzione totale dei frutti infestati, trattamenti con esche insetticide selettive, tecnica dell’annientamento maschile.
 

Mosca orientale della frutta e specie ospiti

La mosca orientale della frutta ha un potenziale biotico elevatissimo: a 30°C il ciclo da uovo ad adulto può durare solo 9 giorni ed una femmina può produrre sino a 3000 uova. La mosca orientale della frutta, originaria dell’Asia tropicale, è simile alla mosca dell’olivo, dalla quale si distingue soprattutto per la lunghezza doppia (8 millimentri). L’eventuale presenza di Bactrocera dorsalis, in Campania, sarebbe dannosa per i frutti di agrumi, melo, pero, ciliegio, amareno, pesco, fico, kaki, vite e gelsi. Specie ospiti sono anche alcune solanacee, in particolare il pomodoro, e le cucurbitacee: cocomero, cetriolo e zucca.

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Fonte: AgroNotizie

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Tag: difesa fitosanitari insetticidi mosca orientale della frutta

Temi caldi: mosca orientale della frutta

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