L’Efsa ha appena pubblicato sul proprio portale l’esito della valutazione congiunta dell’aminoacido L-cisteina proposto come sostanza di base ad attività insetticida contro la formica tagliafoglie che, secondo la Fao, a livello mondiale interessa una superficie di circa 120 milioni di ettari. Al di là dell’interesse immediato sulle vicende nostrane (l’insetto è presente nelle zone tropicali e la domanda propone l’utilizzo del prodotto nei dipartimenti francesi d’oltremare – Guadalupa, Martinica e Guyana), quello che ci ha incuriosito è l’ingegnoso meccanismo d’azione che permette – secondo la documentazione presentata dal notificante – di debellare in soli tre mesi un insetto molto dannoso con l’utilizzo di una sostanza di uso comune e considerata pressoché innocua.
 

Un po’ di ripasso

Ricordiamo ai non addetti ai lavori che la categoria delle sostanze di base è stata inserita nel regolamento Ue sui prodotti fitosanitari per semplificare gli adempimenti per utilizzare in ambito fitoiatrico sostanze di uso comune e di comprovata innocuità (ad esempio additivi alimentari), senza dover attivare la complessa e costosa procedura comunitaria. Nell’ambito delle 20 sostanze attualmente autorizzate troviamo lo zucchero, la lecitina, il bicarbonato di sodio, l’olio di cipolla, solo per citare alcuni esempi. L’autorizzazione come sostanza di base non può essere usata come scorciatoia per l’immissione in commercio di veri e propri formulati, che vanno invece autorizzati come prodotti fitosanitari veri e propri, anche se contenenti la stessa sostanza.
 

Alla radice del problema

Come può un semplice aminoacido debellare un insetto in cima alla piramide evolutiva della classe animale con maggior numero di specie? In effetti il meccanismo di azione non è applicabile in maniera universale in quanto sfrutta la simbiosi tra le formiche tagliafoglie e il fungo da esse coltivato che, in cambio delle foglie reperite dai laboriosi imenotteri fornisce loro nutrimento prelibato e abbondante. La futura sostanza di base si presenta sotto forma di granuli che devono essere posizionati sul cammino delle formiche che finiranno per trasportarlo all’interno del nido contaminando il fungo simbionte che in breve tempo non sarà più in grado di fornire nutrimento agli insetti, ponendo fine all’intera colonia e alle sue devastazioni. Nessuna controindicazione per l’uomo e l’ambiente: l’unico problema è la specificità del problema risolto.
 

Esperimento replicabile?

Il caso descritto è difficilmente replicabile su larga scala, in quanto queste tipologie di simbiosi sono limitate e non coinvolgono colture importanti per la fitoiatria mediterranea. Tuttavia è un segnale del sempre maggiore interesse verso soluzioni alternative all’agrochimica convenzionale, che sta incontrando sempre maggiori difficoltà per via delle normative sempre più stringenti.
 

Andrà comunque votata

Nei prossimi mesi la candidatura della l-cisteina a diventare la ventunesima sostanza di base approvata nella Ue verrà votata dai 27 Stati membri e, se verrà raggiunta la maggioranza qualificata, ne verrà ufficializzata l’approvazione con la pubblicazione del provvedimento sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea.
 

Approfondimenti per studiosi, addetti ai lavori o semplicemente curiosi