Sicurezza alimentare, l'Efsa giudica innocue sette sostanze attive di interesse fitoiatrico

Le motivazioni scientifiche (e qualcuna burocratica) dietro le scelte dell'Agenzia di Parma

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L'Agenzia europea per la sicurezza alimentare ha confermato l'innocuità per sette sostanze attive ad attività fitosanitaria

Il numero delle sostanze attive ad attività fitosanitaria che per la loro innocuità non richiedono la fissazione di limiti massimi di residuo nelle derrate alimentari ha da tempo superato il centinaio, a fronte di 484 principi attivi approvati nella Ue (quasi uno su quattro).

L'Efsa, in una sua pubblicazione dove comunica la chiusura della procedura di valutazione del rischio alimentare riguardante tredici sostanze attive, per ben sette ne sancisce l’inclusione nel cosiddetto “Allegato IV” del regolamento 396/2005, assieme a zolfo, estratti vegetali, feromoni e microrganismi vari, solo per citare i prodotti più noti.
  • 1-decanolo. Il celebre antigermoglio tabacco era stato provvisoriamente inserito nell’allegato IV in attesa della conferma della sua approvazione Ue come fitoregolatore. La sua struttura chimica particolarmente semplice e il suo profilo tossicologico particolarmente favorevole hanno convinto l’agenzia di Parma a considerare conclusa la valutazione del rischio dei suoi residui sulle derrate alimentari, anche per via del suo utilizzo solo su tabacco. Resta da chiarire il motivo per il quale si continui a considerarlo “non innocuo” per l’operatore che lo utilizza e a non rimuovere l’Aoel (livello di esposizione accettabile per l’operatore), che indica un certo livello di pericolosità? Il motivo è tutto burocratico: la procedura in questione si occupava solamente della sicurezza alimentare, mentre la valutazione del rischio per gli operatori verrà aggiornata al rinnovo dell’approvazione Ue della sostanza, in scadenza nel 2024.
  • Alcoli grassi. Gruppo di composti cui appartiene anche l’1-decanolo, pur avendo perso l’approvazione Ue per scarso interesse commerciale e mancanza di supporto da parte dei notificanti, sono stati mantenuti nella lista degli innocui per i medesimi motivi del loro più fortunato componente.
  • Repellenti. Più difficile accettare l’innocuità dei repellenti a base di tallolio: più che una loro effettiva innocuità per l’uomo a convincere i valutatori a mantenerli nell’Allegato IV è stata l’ubiquitarietà dei loro componenti e il loro utilizzo che non prevede il contatto con le derrate alimentari.
  • Tiosolfati. Anche in questo caso il mantenimento dei tiosolfati di sodio e argento è legato più alle loro modalità di utilizzo che non genera residui sulle derrate alimentari piuttosto che ad una conclamata innocuità per l’uomo, essendo il pacchetto di studi tossicologici tutt’altro che completo. Ci riproponiamo di approfondire maggiormente l’argomento qualora qualche lettore fosse interessato.
  • Tiocianato di potassio. Questa sostanza non ha titolo per essere considerata innocua per l’uomo, in quanto la documentazione tossicologica è piuttosto carente ma, poiché questa sostanza è ubiquitaria e presente in numerose derrate alimentari i valutatori hanno dovuto fare di necessità virtù e più che definirla innocua hanno sancito l’inutilità di fissare limiti massimi di residuo nelle derrate alimentari in quanto si verificherebbero puntualmente sforamenti.
  • Acido S-abscissico. Qui invece stiamo sul sicuro: questo fitoregolatore è naturalmente presente in natura e per le sue favorevoli proprietà tossicologiche l’inserimento nell’allegato IV ci trova pienamente l’accordo.


Conclusione

Siamo tranquilli, ma fino a un certo punto: alcune motivazioni di natura più burocratica che scientifica danno l’impressione che il metodo scientifico venga applicato a corrente alternata per rispettare delle procedure troppo rigide lasciando evidenti paradossi come quello dell’innocuità relativa.
 

Approfondimenti per studiosi, addetti ai lavori o semplicemente curiosi

  • European Food Safety Authority (Efsa). "Pesticide active substances that do not require a review of the existing maximum residue levels under Article 12 of Regulation (EC) No 396/2005". EFSA Journal 17, n. 2 (1 febbraio 2019)

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