Agrofarmaci, magazzino a prova di Pan in tre passi

Il Pan prevede norme stringenti per la realizzazione del deposito agrofarmaci. Ecco come mettersi a norma in tre passi

Tommaso Cinquemani di Tommaso Cinquemani

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Il Pan prevede norme stringenti per la realizzazione del magazzino
Fonte foto: © Federico Rostagno - Fotolia

Prosegue su AgroNotizie la rubrica dedicata a migliorare la conoscenza delle pratiche di uso sicuro e sostenibile degli agrofarmaci, obiettivo dell'iniziativa Bayer AgriCampus.
 
Bayer AgriCampus

C'è ancora qualche agricoltore che conserva gli agrofarmaci in un angolo della rimessa, ponendo poca attenzione alle modalità di stoccaggio. Se prima dell'introduzione del Pan questa pratica era scorretta, ma non sanzionata, dal 2014 sono previste regole stringenti per la realizzazione del deposito in cui conservare gli agrofarmaci. Regole che ogni agricoltore dovrebbe rispettare perché utili a preservare l'efficacia dei prodotti e ad evitare contaminazioni. Oltre a mettere l'azienda agricola al riparo da sanzioni.

La normativa di riferimento è contenuta nell'allegato sei al Pan (Piano di azione nazionale per un uso sostenibile degli agrofarmaci) che spiega dettagliatamente tutte le caratteristiche che deve avere il magazzino dei fitofarmaci. Ma per capire se è tutto in ordine nel deposito basta spuntare questa check list suddivisa in tre passi (più uno).
 

I tre passi per un magazzino conforme al Pan

L'area di stoccaggio:
  • Gli agrofarmaci devono essere stoccati in un locale apposito ben ventilato, oppure in un'area specifica delimitata da mura o rete metallica all'interno del magazzino, oppure in un apposito armadio nel caso le quantità siano limitate.
  • Il deposito (o armadio) deve essere dotato di una serratura che ne impedisca l'accesso a persone non autorizzate e non deve essere mai lasciato incustodito quando aperto.
  • Nel magazzino non devono essere previste aperture verso l'esterno (come finestre) che permettano un ingresso non autorizzato ad estranei.
  • All'esterno del deposito devono essere affissi i segnali di pericolo e i numeri di telefono di emergenza, ben visibili.
  • Il deposito o l'armadio deve avere un adeguato ricambio di aria, ma avere sistemi (come reti metalliche) per impedire l'accesso di animali.
  • Il deposito deve proteggere gli agrofarmaci dalle intemperie, dalla luce solare diretta e da temperature eccessivamente basse o alte, che possano alterare i prodotti.
 
E' tutto in ordine nel deposito agrofarmaci?


Dentro l'area di stoccaggio:
  • Insieme agli agrofarmaci non possono essere conservati prodotti alimentari (ad uso umano o animale) oppure attrezzature, a meno che non siano usate per la distribuzione, e fertilizzanti, se non sono usati abitualmente in miscela agli agrofarmaci.
  • I ripiani devono essere di materiale non assorbente (ad esempio di metallo), rialzati dal suolo e non devono presentare spigoli o viti sporgenti che possono lacerare sacchi e taniche.
  • I prodotti devono essere stoccati nei loro contenitori originali e con le etichette integre e leggibili.
  • Nel deposito devono essere presenti gli strumenti per dosare i prodotti fitosanitari (bilancia e cilindri graduati per prodotti liquidi).
  • Le formulazioni in polvere devono essere conservate più in alto rispetto a quelle liquide.
  • I prodotti devono essere suddivisi per tipologie: da una parte gli antifungini, dall'altra i diserbanti o gli insetticidi.
  • I prodotti devono essere conservati in vasche di contenimento che possano arginare una eventuale fuoriuscita di liquido.

Hai sistemato i prodotti in maniera corretta?


Gli equipaggiamenti:
  • In caso di sversamento accidentale l'area di stoccaggio deve essere dotata di strumenti adatti per raccogliere o assorbire il prodotto (ad esempio sabbia, stracci, scopa e paletta) che non devono essere usati per altri scopi.
  • Il pavimento dell'area di stoccaggio deve essere impermeabile ed essere dotato di sistemi di contenimento che impediscano ad eventuali sversamenti accidentali di contaminare l'ambiente, le acque o la rete fognaria.
  • In prossimità del deposito ci deve essere un luogo per il lavaggio di emergenza e una cassetta pronto soccorso.
  • Nei pressi del deposito deve essere presente un estintore funzionante.

Il deposito è equipaggiato per far fronte a sversamenti e incidenti?


Tutto in regola? Bene. Ma per gestire in sicurezza e in conformità alla legge tutte le fasi di vita dell'agrofarmaco bisogna prestare attenzione anche allo stoccaggio e smaltimento dei contenitori vuoti.


Vuoto sì, ma ancora rifiuto speciale

Quando il contenitore di un agrofarmaco viene svuotato completamente non può essere gettato semplicemente nell'immondizia, come un rifiuto urbano qualsiasi. Nel caso non avvenga il risciacquo esso rimane un rifiuto speciale pericoloso e come tale deve essere smaltito. Nel caso invece avvenga il risciacquo la tanica perde il carattere di pericolosità, ma rimane un rifiuto speciale che deve essere stoccato adeguatamente prima del conferimento alla ditta esterna di smaltimento o alla cooperativa che si occupa della raccolta delle confezioni vuote.

Ecco allora sei cose a cui fare attenzione:
  • I contenitori vuoti possono essere depositati nel magazzino di stoccaggio degli agrofarmaci ma deve essergli dedicata una sezione particolare e la loro presenza deve essere segnalata. Devono essere conservati in appositi sacchi con riportato il nome dell'agrofarmaco e dell'azienda agricola.
  • I rifiuti speciali pericolosi vanno conservati in sacchi differenti rispetto a quelli non pericolosi e devono essere ben distinguibili.
  • Gli agrofarmaci non più utilizzabili (ad esempio perché con autorizzazione scaduta) vanno conservati obbligatoriamente nel magazzino, ma mantenendoli distinti da quelli ancora utilizzabili.
  • Lo smaltimento deve essere effettuato da ditte autorizzate iscritte ad un apposito registro.
  • In caso di controlli l'agricoltore deve poter dimostrare, carte alla mano, di aver smaltito le confezioni vuote nel modo corretto.
  • I contenitori non possono assolutamente essere riutilizzati, neppure per travasi di uno stesso agrofarmaco.


Rispettare le regole per rispettare l'operatore e l'ambiente: #iocitengo

La realizzazione di aree di stoccaggio conformi alla legge rappresenta un obbligo che mette l'agricoltore a riparo da sanzioni nel caso di controlli, ma è anche il modo migliore per evitare perdite di prodotto e preservare l'efficacia dell'agrofarmaco stesso che potrebbe risentire di una conservazione non ottimale (ad esempio alla luce del sole o in luoghi in cui le temperature sono troppo basse o alte).

Per questo è l'agricoltore il primo a dire #iocitengo, l'hashtag scelto da Bayer per il progetto AgriCampus. Una iniziativa lanciata per promuovere l'uso consapevole degli agrofarmaci.

Conservare in maniera corretta i prodotti permette di evitare sversamenti accidentali: in questo modo si garantisce all'operatore un luogo di lavoro salubre e si tutela l'ambiente. Bayer ci tiene che gli agrofarmaci siano gestiti in maniera consapevole e per questo promuove una informazione corretta e di semplice consultazione, come l'infografica pubblicata in questo articolo.
 
Bayer AgriCampus è un'iniziativa lanciata da Bayer Crop Science Italia con l'obiettivo di promuovere l'uso consapevole degli agrofarmaci.
Image Line è partner e su AgroNotizie ha creato una rubrica per ospitare i contributi provenienti da Bayer e dai partner di AgriCampus.
Consigli tecnici che se seguiti si traducono in vantaggi sia per l'agricoltore che per l'ambiente e i consumatori. Perché per tutti gli attori della filiera vale l'hashtag #iocitengo

Appuntamento a febbraio per la nuova puntata di Bayer AgriCampus dedicata ai Decision support system in viticoltura




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Fonte: Agronotizie

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Tag: agrofarmaci pan normativa europea

Rubrica: Uso consapevole degli agrofarmaci