This Changes Everything. E' questa la promessa di Zorvec, la nuova sostanza attiva lanciata da DuPont che con il suo nuovo meccanismo e sito di azione offre un'arma in più ai viticoltori italiani contro la peronospora. Durante un evento a Lazise (Vr), sul Lago di Garda, l'azienda ha presentato le caratteristiche della nuova sostanza attiva e ha illustrato i test effettuati in campo. Tema molto sentito, quello della lotta alla peronospora, almeno a giudicare dai moltissimi tecnici e viticoltori presenti in sala.

DuPont ha scelto l'Italia per il lancio europeo su vite della sostanza attiva. L'evento di Lazise è stato anche l'occasione per parlare della fusione con Dow. "Una aggregazione che tra qualche anno darà vita ad una nuova società specializzata in agricoltura che avrà a catalogo sementi, agrofarmaci e servizi digitali", ha spiegato Renzo Pedretti, marketing manager di DuPont. "Per il lancio di Zorvec abbiamo scelto il Veneto per la sua forte vocazione vitivinicola e perché proprio qui la peronospora è uno dei problemi più sentiti".

Sono tre gli elementi di novità racchiusi in Zorvec. Prima di tutto il nuovo meccanismo di azione, che riduce i rischi di sviluppo di resistenze da parte del patogeno. Per il prodotto di DuPont è stata infatti creata una nuova classificazione (Frac: 49, sottogruppo: F9). Inoltre Zorvec ha un'ottima resistenza al dilavamento, avendo un alto coefficiente di ripartizione (3.65), che permette al prodotto di legarsi alle cere velocemente. Dopo meno di un'ora dal trattamento la pianta è già protetta. Ed infine grazie alla sua sistemia è in grado di proteggere anche grappoli e nuovi germogli.
 

"Zorvec inoltre è caratterizzato da una bassissima tossicità per gli insetti utili", spiega Riccardo Fanecco, territory manager di DuPont. "La strategia di difesa che consigliamo prevede due trattamenti delle soluzioni a base di Zorvec in successione, distanziati l'uno dall'altro da una decina di giorni, durante il periodo della fioritura. Ma attenzione, il prodotto deve essere impiegato prima dell'insorgere della malattia in maniera preventiva".

L'Oxathiapiprolin, questo il nome del principio attivo, agisce con un nuovo meccanismo di azione che impedisce alle zoospore di infettare i tessuti vegetali. "Si tratta di un prodotto con una spiccata attività biologica", spiega Luigi Vergara, product manager fungicidi di DuPont. "Bastano venti grammi di principio attivo per difendere un intero ettaro di vigneto. Inoltre il prodotto è caratterizzato da una spiccata attività sistemica acropeta e translaminare che permette di proteggere anche i grappoli e i germogli delle foglie che non hanno raggiunto neppure il 20% delle dimensioni finali".

Per avere una maggiore copertura degli organi vegetali e diminuire l'insorgere di resistenze, DuPont ha selezionato due partner antifungini. Zorvec è così disponibile in due formati: Zorvec Zelavin Vel e Zorvec Zelavin Bria. Il primo è una combinazione in co-pack di Zorvec Zelavin, il cui principio attivo è l'Oxathiapiprolin, e Movida, a base di Zoxamide. Il secondo invece unisce lo Zorvec Zelavin al Flovine, a base di Folpet. Presto, fanno sapere da DuPont, arriveranno i prodotti liquidi già miscelati.

Dalle numerose prove in campo, illustrate durante l'evento, è emerso che Zorvec Zelavin Vel arriva al 96,6% nel controllo della peronospora sulle foglie che al momento dell'applicazione hanno raggiunto il 20%-80% della loro dimensione finale. E arriva al 59,5% delle foglie non ancora presenti al momento del trattamento. Performance simili a quelle di Zorvec Zelavin Bria.

Zorvec ha ottenuto un ottimo controllo della peronospora sui grappoli anche nel caso in cui questi non siano stati raggiunti direttamente dal prodotto. In campo infatti, in esperienze sperimentali, le bacche sono state coperte con buste di plastica durante il trattamento. Zorvec Zelavin Vel ha raggiunto l'89% di controllo della peronospora sui grappoli schermati, mentre Zorvec Zelavin Bria l'84,9%. Tutto ciò però non deve esimere l'agricoltore dall'utilizzare corretti volumi di acqua e corretti dosaggi dei prodotti seguendo le buone pratiche agronomiche e le indicazioni delle etichette.

Durante l'evento è stata sottolineata la necessità di utilizzare i prodotti in maniera corretta per evitare l'insorgere di resistenze. "Occorre limitare il numero di trattamenti ad un massimo di due a stagione", ha spiegato Fabrizio Bonacini, registration manager di DuPont. "Occorre applicare il prodotto esclusivamente in miscela con un altro antiperonosporico e solo preventivamente, rispettando l'intervallo raccomandato di dieci giorni".