Il Parlamento europeo approva la creazione di una Commissione speciale sugli agrofarmaci. Sotto la lente, la procedura europea di autorizzazione di queste sostanze, il ruolo delle agenzie europee, eventuali conflitti di interesse e i diversi pareri scientifici emessi sui presunti effetti sulla salute.

All'origine della sua creazione ci sono i Monsanto Papers e il caso del glifosate. Due eurodeputati italiani membri della Commissione: Bonafé (Pd) Pedicini (M5S).
 
Avrà particolare attenzione alla questione glifosate. Nonostante il processo di approvazione sugli agrofarmaci sia piuttosto complesso, ci sono ancora dei dubbi sulla sicurezza del glifosate, soprattutto scaturiti dopo il rilascio dei Monsanto Papers. I punti di vista degli esperti sulla pericolosità dell'agrofarmaco sono agli antipodi, da qui la necessità della Commissione per fare luce sulla questione.
 

Una Commissione speciale sugli agrofarmaci

Il Parlamento europeo ha approvato la composizione di una Commissione speciale composta da trenta membri con il compito di valutare potenziali errori o conflitti di interesse nell'autorizzazione degli agrofarmaci in Europa. La decisione è arrivata in seguito alle preoccupazioni sul rinnovo della messa in commercio del glifosate, la cui licenza è stata rinnovata dalla Commissione europea per altri cinque anni nel novembre scorso.

Nove mesi dopo la sua prima riunione, la Commissione dovrà compilare una relazione finale con ciò che è stato scoperto e con le sue raccomandazioni, relazione che passerà poi al vaglio dell'intero Parlamento europeo.
 

Due eurodeputati italiani membri della Commissione

Tra i trenta membri di questa Commissione speciale troviamo gli italiani Simona Bonafé (Pd) e Piernicola Pedicini (M5S).
A fine febbraio la Commissione eleggerà il suo presidente. 
 

Il processo di approvazione degli agrofarmaci è lungo e duplice

In Europa i prodotti per la protezione delle piante - spesso chiamati agrofarmaci - sono soggetti ad un doppio processo di approvazione: le sostanze attive sono approvate a livello europeo e i prodotti commerciali sono successivamente autorizzati da ogni Stato membro. Questo processo dura solitamente tra i due e i tre anni, e la licenza dura tendenzialmente dieci anni.
 

Divergenze negli studi sul glifosate

Negli scorsi anni, è emersa una controversia riguardo il rinnovamento dell'approvazione del glifosate, particolarmente alla luce dei diversi punti di vista sulla sua pericolosità cancerogena.

L'Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro - una branca dell'Oms - ha classificato il glifosate come "probabilmente cancerogeno" per l'organismo umano. Mentre l'Autorità europea per la sicurezza alimentare (Efsa) ritiene che sia "improbabile che la sostanza sia un pericolo per gli umani".
Anche l'Agenzia chimica europea (Echa) è giunta alla conclusione che il glifosate "non debba essere classificato come cancerogeno".

La Commissione europea ha allora rinnovato l'approvazione per il glifosate per altri cinque anni nel dicembre del 2017.
 

Agricoltori europei difendono il glifosate

Il Copa-Cogeca, l'associazione che rappresenta i contadini e le cooperative agrarie europee, esprime rammarico per la decisione di rinnovare l'approvazione per solo cinque anni e non per quindici in quanto, secondo l'associazione, senza glifosate le forniture alimentari europee sarebbero a rischio.
 

Il ruolo dei Monsanto Papers

In una risoluzione votata a ottobre, il Pe ha dichiarato che il rilascio dei cosiddetti Monsanto Papers - documenti interni dell'azienda che possiede e produce il Roundup, di cui il glifosate è la principale sostanza attiva - avanza dei dubbi sulla credibilità di alcuni studi usati nella valutazione dell'Ue sulla sicurezza del glifosato.
Per questo motivo il lavoro della Commissione speciale sugli agrofarmaci potrà giocare un ruolo importante nell'orizzonte agricolo dei prossimi anni.

In collaborazione con Deborah Gianinetti