AquaTek, al mais solo l'acqua che serve

Presentato a Milano il progetto di Monsanto, in stadio avanzato di sperimentazione: un software innovativo per aiutare l’agricoltore a decidere quando e quanto irrigare, abbattendo i costi di produzione. Guarda i video

Barbara Righini di Barbara Righini

Questo articolo è stato pubblicato oltre 3 anni fa

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Mais, l'importanza dell'irrigazione mirata
Fonte foto: © Andre Nery - Fotolia

Su un milione circa di ettari di mais in Italia, il 75% è irrigato e i costi per l'irrigazione incidono per il 30% nella gestione della coltura.
Rendere più efficiente il sistema irriguo può diventare per un maiscoltore un modo per abbattere i costi di produzione; allo stesso tempo rende l'agricoltura più sostenibile.

Dall'anno prossimo i coltivatori di mais italiani avranno uno strumento in più per rendere efficiente la loro azienda: si tratta di AquaTek, progetto della Monsanto in stadio avanzato di sperimentazione. La prima fase di test si è conclusa nel 2015 e ora 350 aziende italiane stanno partecipando alla fase 'ground breakers', ovvero quella di 'sperimentazione in campo aperto'.

Con Netafim Italia e con Hydrobio Inc, Monsanto ha sviluppato un sistema di supporto alle decisioni in fatto di irrigazione, in modo che la coltura riceva sempre e solo la quantità di acqua necessaria.

L'applicazione tiene in considerazione i dati del suolo, l'immagine satellitare e i dati meteo per dare un'indicazione su quanto irrigare e quando”, ha spiegato Federico Bertoli, commercial lead di Monsanto Italia. AquaTek restituisce quindi in tempo reale informazioni sulle dotazioni idriche del suolo in modo da consentire all'agricoltore di modificare il modello irriguo impiegato. Riducendo il consumo di acqua si riduce poi contemporaneamente l'utilizzo di carburante.
 

Utilizzando AquaTek, l'Università di Milano ha condotto una ricerca durata tre anni per verificare quanto l'irrigazione a goccia aumenti l'efficienza nell'utilizzo di carburante e dell'acqua e quanto ne benefici la produttività. In Italia quasi il 90% dei campi di mais è irrigato con metodi molto dispersivi: a scorrimento o ad aspersione.

Per questa sperimentazione, abbiamo avuto una grandissima variabilità meteorologica e abbiamo esplorato anche una vasta variabilità di suoli. Le risposte delle coltura ai diversi trattamenti che riguardano l'acqua sono quindi state fortemente influenzate dall'interazione fra le caratteristiche dei suoli e diverse condizioni meteorologiche. Dal punto di vista della ricerca abbiamo esplorato talmente tanta variabilità che le conclusioni sono praticamente certe, c'è grande attendibilità dei risultati”, ha detto soddisfatto Roberto Confalonieri, professore del Dipartimento di scienze agrarie ed ambientali.

Il risultato è incoraggiante per chi mediti di investire in un impianto di irrigazione a goccia: si utilizza fino al 20% in meno di risorsa idrica rispetto all'aspersione, si risparmia il 42% in termini di tempo di forza lavoro e si moltiplica di tre volte l'efficienza di consumo energetico, diminuendo quindi le emissioni di CO2. Dal punto di vista della produttività, cioè di quanto mais è stato prodotto per ettaro, non sono state trovate invece differenze significative fra i due trattamenti, quindi ala gocciolante e irrigazione per aspersione.
 

AquaTek è in fase di test in altri Paesi e a breve sarà introdotto anche in Spagna, Portogallo, Grecia, Turchia e Ungheria.

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Fonte: Agronotizie

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Tag: innovazione ricerca ambiente irrigazione acqua

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