Mais, quando il digitale fa risparmiare

L'azienda agricola Nulli utilizza attrezzature a rateo variabile. Il risultato? La diminuzione degli sprechi e l'aumento dei profitti. Ecco la sua storia

Tommaso Cinquemani di Tommaso Cinquemani

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Gli input produttivi vengono somministrati in modo preciso
Fonte foto: Azienda agricola Nulli

Alle porte di Milano, nel comune di Vernate, si trova l'azienda agricola Nulli, acquistata nel 1981 da Emanuele Nulli, industriale della chimica con il pallino per l'agricoltura. L'azienda si estende su 130 ettari e produce principalmente mais, soia e riso e dopo l'acquisto ne viene affidata la direzione al figlio di Emanuele, Franco Nulli, che immediatamente apporta migliorie accorpando alcuni fondi e introducendo l'irrigazione a pivot.

Fino al 2014 l'azienda utilizza per le principali lavorazioni servizi contoterzi. Poi, con il passaggio alla terza generazione con l'arrivo di Emanuele Nulli, tutte le operazioni vengono svolte internamente con l'acquisto del parco macchine necessario. "Ci siamo accorti di avere costi di produzione troppo alti. La gestione interna delle lavorazioni ci ha permesso di aumentare la marginalità e avere maggiore controllo sulle operazioni di campo", racconta Emanuele, che ha ereditato il nome dal nonno.

Quali macchine avete acquistato?
"Dopo avere studiato l'offerta di mercato ci è sembrato naturale orientarci verso macchine innovative. Trattori allestiti con guida satellitare Rtk e attrezzature Isobus in grado di dialogare ed essere gestite dalle trattrici".

Che cosa vi hanno permesso di fare queste macchine?
"La guida satellitare facilita e ottimizza le operazioni: si possono seguire linee di lavoro rette o curve ripetute sul campo e definite sulla larghezza di lavoro dell'attrezzo. L'operatore può concentrarsi così sul monitoraggio dell'attrezzo e del lavoro. Inoltre, la presenza dell'Isobus permette un dialogo facile con le attrezzature e una precisa somministrazione degli input produttivi a fronte della semplice impostazione della macchina sulle proprie esigenze".

Facciamo un esempio, come avviene la semina in azienda?
"Dopo aver collegato al trattore la seminatrice, completamente elettrica, mediante un iPad in dotazione sul quale è installato il software del costruttore, regoliamo la densità di semina e l'eventuale quantitativo di concime e geodisinfestante da distribuire sulla fila. Una volta decisi i parametri si effettua una distribuzione di prova e, se tutto rientra nei parametri, inizia il lavoro in campo. L'iPad si interfaccia con il segnale del trattore e traccia la posizione del mezzo e delle aree di campo che sono state seminate, evitando sovrapposizioni grazie al blocco della distribuzione degli elementi che si trovano a ripassare su una zona già seminata".
 
La seminatrice elettrica permette una elevata precisione di semina
La seminatrice elettrica permette una elevata precisione di semina

Quali sono i vantaggi di evitare le sovrapposizioni?
"Da un lato il risparmio di semente: se prima dovevo acquistare qualche sacco in più di semi ad ettaro, ora sono sicuro di arrivare in fondo al campo con le tramogge vuote e tutto il terreno lavorato. Inoltre, dal punto di vista agronomico, si ottiene una densità di semina omogenea che permette una crescita ottimale del mais che non entra in competizione con piante seminate troppo vicine".

Fate altre operazioni di campo a rateo variabile?
"Assolutamente . Il principio della semina viene applicato anche ai trattamenti effettuati con la barra irroratrice oppure alla concimazione. La barra ha infatti un sistema di chiusura delle sezioni che impedisce le sovrapposizioni, così come lo spandiconcime, ed evita l'applicazione di una dose eccessiva su una stessa porzione di terreno".
 
Anche la somministrazione di fertilizzanti avviene senza sovrapposizioni
Anche la somministrazione di fertilizzanti avviene senza sovrapposizioni

Sono ormai diversi anni che utilizzate queste tecnologie. L'investimento è stato ripagato?
"Ogni anno abbiamo risparmiamo una quota percentuale di input produttivi anche consistente. Abbiamo eliminato gli sprechi ma anche ridotto il danno ambientale legato alla fitotossicità o all'eccesso di azoto, dannoso alla coltura e alla qualità e salubrità del prodotto finale".

Utilizzate mappe di prescrizione?
"Non ancora. Abbiamo una trebbia con sensori di carico e dunque registriamo la produttività dei nostri campi metro per metro. In caso di cali significativi facciamo dei sopralluoghi per indagarne le cause. Ma per adesso non elaboriamo mappe di prescrizione".

Come mai?
"Per due ragioni. La prima è che abbiamo già fatto un grosso passo avanti di cui ancora sto valutando la consistenza del vantaggio produttivo. In secondo luogo, l'utilizzo delle mappe di prescrizione richiede un percorso di formazione non indifferente".

A proposito di formazione: chi vi ha supportato nell'utilizzo di queste nuove tecnologie?
"Sostanzialmente le case produttrici da cui abbiamo acquistato le attrezzature offrono un'ottima assistenza non solo nel momento della vendita ma anche successivamente".

Quanto l'innovazione nella tua azienda agricola è legata alla tua giovane età?
"Credo che la propensione ad innovare sia essenzialmente un approccio mentale e non per forza una prerogativa dei giovani, anzi. Mio padre già venti anni fa utilizzava sui trattori aziendali i primi sistemi Gps in commercio. Oggi, che anche tutti i nostri cellulari dispongono di sistemi satellitari, penso sia assurdo continuare a gestire le operazioni in campo con mezzi antiquati come ad esempio schiumogeno tracciafile per la semina".

L'agricoltura di precisione è adatta solo alle grandi aziende agricole come la tua?
"Non credo. Il mercato offre attrezzature per tutte le tasche. Va solo fatta una riflessione per capire il livello di innovazione necessario al miglioramento produttivo nella propria azienda. Quando abbiamo iniziato questa piccola rivoluzione, sapevo che l'agricoltura di precisione non era in grado di fare magie, ma mi avrebbe aiutato a fare meglio quello che facevo prima".

Qualche agricoltore potrebbe spaventarsi di fronte agli investimenti necessari…
"Se l'azienda fa correttamente le sue valutazioni, l'investimento si ripaga. Oggi con il credito d'imposta sulle attrezzature 4.0 è ancora più facile avvicinarsi all'agricoltura di precisione. Però vedo ancora troppi agricoltori che acquistano macchine di ultima generazione solo perché possono pagarle la metà e non perché hanno intenzione di sfruttarne tutte le potenzialità".

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