Mezzi agricoli: quando le materie prime sono un problema

Cresce la domanda, ma l'offerta si scontra con metalli, plastiche reperibili a caro prezzo e spese di trasporto importanti. Possibili adeguamenti dei listini potrebbero rallentare gli acquisti

trattori-macchine-agricole-produzione-assemblaggio-fabbrica-by-maxsafaniuk-adobe-stock-750x497.jpeg

I componenti dei trattori sono per il 75% derivati dal ferro (Foto di archivio)
Fonte foto: © MaxSafaniuk - Adobe Stock

Il mercato delle macchine agricole vive un momento di boom in Italia come pure in Europa: ad aprile 2021 il Business climate index del Cema ha raggiunto il livello più alto dal 2011. Nonostante però il trend positivo degli ordini che dovrebbe proseguire nel medio termine, non tutto è "rose e fiori".
 
La domanda di trattrici ed altre macchine cresce a un ritmo imprevisto, difficilmente sostenibile per i costruttori che devono fare i conti con il rallentamento delle forniture connesso alla pandemia, ma anche con la carenza di materie prime e il loro costo elevato.
 

Rincari su materiali e trasporti

Reperire materie prime per la fabbricazione di mezzi è sempre più complesso. A marzo 2021 il prezzo medio dei materiali da industria è cresciuto del 22% rispetto a gennaio 2020, e - stando ai dati forniti da FederUnacoma - per la meccanica il valore è +40%. Da marzo 2020 ad oggi, le quotazioni di alluminio, zinco, nichel e rame, hanno vissuto incrementi a doppia cifra. Quelle degli acciai e delle plastiche sono salite, rispettivamente, del 30-40% e del 20-30%.

In Europa - comunica la federazione dei costruttori - lo scorso marzo i prezzi degli acciai hanno raggiunto il massimo storico, con i laminati ad un +70-80% rispetto ai livelli pre coronavirus, mentre nel primo trimestre 2021 i prezzi di etilene e polietilene sono saliti del 45% e del 121%.

I rincari delle materie prime sono dovuti a diversi fattori, tra cui il calo della lavorazione e della distribuzione dei materiali durante l'emergenza sanitaria, la ripresa aggressiva della Cina che fornisce acciaio a prezzi maggiorati e il rallentamento delle estrazioni di petrolio in Texas causato da diversi incendi.

Lievitano anche le spese di spedizione per effetto della riduzione dei voli commerciali, del costo quadruplicato dei container e del ritardo dei trasporti navali, su cui pesa il blocco del canale di Suez da parte della Ever Given.

L'impennata dei prezzi mette in difficoltàproduttori, in primis quelli che producono macchinari affidandosi perlopiù a fornitori esterni e spediscono all'estero i mezzi finiti tramite navi.
Una trattrice - sostiene FederUnacoma - presenta in media 1.700 componenti, nell'80% dei casi realizzati in metallo (per il 75% derivati dal ferro e per il 5% da altri metalli come il rame). Tra i componenti restanti, oltre il 10% è prodotto con materie plastiche (rivestimenti della cabina, protezioni, coperchi) e circa il 5% con polimeri gommosi (tubi, anelli di tenuta, guarnizioni).
Anche mietitrebbie, sollevatori - con immatricolazioni in crescita in Italia nel primo trimestre 2021 rispetto allo stesso periodo del 2020 - e attrezzature sono composte in gran parte da materiali ferrosi.

Le case costruttrici, pur potendo contare - in alcuni casi - su contratti di fornitura pregressi, devono gestire l'aumento dei costi di produzione e hanno due possibilità: bloccare i listini cercando di assorbire internamente l'incremento o modificarli per il 2021.
Comunque si tratta di una situazione preoccupante per le aziende che, proprio in questa fase dinamica, vedono a rischio la loro capacità produttiva.
 

Operatori, meno incentivati all'acquisto?

L'adeguamento dei listini potrebbe portare ad una riduzione della domanda nella seconda metà dell'anno e quindi ad un rallentamento della transizione ecologica e digitale dell'agricoltura. "Il problema è di ampia portata" sostiene Marco Speziali, presidente di Confai Mantova. "Coinvolge il comparto agromeccanico, che investe molto nell'acquisto di macchine innovative e potrebbe dover aumentare le tariffe delle attività contoterzi, ma anche altri settori frenando la ripresa post 2020".

In questo contesto gli agromeccanici associati di Confai Mantova rilevano ritardi nelle consegne di mezzi o componenti e costi crescenti dei lubrificanti per motori e cambi. Ad esempio, segnalano attese di cinque o sei mesi per ricevere nuovi cingoli in gomma dagli Stati Uniti. Previsti anche significativi aumenti di prezzo degli oli lubrificanti nei prossimi mesi.

Anche la scarsa reperibilità dei concimi rispetto allo scorso anno - dovuta al rallentamento delle produzioni - influisce significativamente sulla gestione delle aziende, in particolare di quelle che non adottano la concimazione a rateo variabile.

La situazione complessa a livello mondiale potrebbe aprire, come prevede Goldman Sachs, un "super ciclo" di inflazione che condizionerà in modo pesante i mercati. Secondo Confai Mantova è necessario prepararsi adottando un approccio che migliori la competitività e rilanci la marginalità aziendale.

Ti è piaciuto questo articolo?

Registrati gratis

alla newsletter di AgroNotizie
e ricevine altri

Unisciti ad altre 260.425 persone iscritte!

Leggi gratuitamente AgroNotizie grazie ai Partner