Implement, l'innovazione mette radici nella terra

Coltivatori, erpici, aratri. I nuovi attrezzi per la lavorazione del terreno restano al passo con i tempi grazie alla tecnologia Isobus e ad organi lavoranti ancora più performanti e resistenti

Serena Giulia Pala di Serena Giulia Pala

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Da sinistra: coltivatori Kverneland Turbo T i-Tiller e KUHN Prolander 500 R
Fonte foto: Agronotizie

L'approccio alla preparazione del letto di semina sta cambiando. Le lavorazioni convenzionali - aratura ed erpicatura - vengono affinate o sostituite da quelle conservative - minimum tillage, semina su sodo, strip tillage - che prevedono la riduzione dell'intensità e della profondità (fino a 15 centimetri) d'intervento, la copertura del suolo con residui colturali, l'uso di cover crop e le rotazioni. Inoltre, a causa dei cambiamenti climatici, i periodi in cui le condizioni del terreno sono ideali per la lavorazione divengono più brevi imponendo di agire in modo tempestivo ed efficace.

Tecniche e sfide nuove richiedono implement aperti all'innovazionecoltivatori capaci di interventi meno profondi e di gestire i residui colturali senza problemi o come erpici ed aratri in grado di garantire maggiori produttività e precisione anche in condizioni difficili.
 

Grandi novità per la lavorazione superficiale

Per lavorare solo il primo strato di suolo, arrivano nuovi coltivatori dotati di tecnologie e componenti particolari. Uno di questi è il Turbo T i-Tiller di Kverneland, modello trainato 100% Isobus che - regolabile dalla cabina con i terminali Isobus (IsoMatch Tellus Pro/Go o altri) - vanta il sistema Dynamic traction control per la variazione della profondità durante il lavoro e il dispositivo Auto-Protect per la protezione automatica dal sovraccarico. Lavora larghezze da 6.6 a 10 metri miscelando il terreno fino a 3.20 centimetri di profondità.
 
Coltivatore Kverneland Turbo 6500 T i-Tiller in campo
Coltivatore Kverneland Turbo 6500 T i-Tiller in campo

Interessante anche il coltivatore ibrido Koralin da.6.6 e 8.4 metri lanciato da Lemken ad Agritechnica 2019. Ideale per la gestione delle stoppie, combina due file di dischi ad azione verticale per la rottura del suolo e il taglio dei residui con tre file di denti (con vomeri molto resistenti) ad azione orizzontale per il taglio delle radici delle infestanti a profondità di 2-10 centimetri.
 

Coltivatori, ancore e denti per performance al top

Sul mercato fanno capolino anche modelli versatili che, dotati di ancore e denti, eseguono al meglio la lavorazione secondaria o il minimum tillage. Ad esempio, gli inediti coltivatori Kverneland Enduro e Enduro Pro da 3 a 5 metri possiedono tre file di ancore Triflex Auto-reset, disegnate per frantumare il terreno e mescolare i residui colturali a diverse profondità, mentre i TopDown e Opus di Väderstad montano ora le nuove ancore DeepLoosening Marathon che operano nello strato sottostante quello lavorato dai denti principali (a 40 centimetri di profondità).

La gamma KUHN si amplia con l'arrivo dei coltivatori portati pieghevoli Prolander 400-500-600 R da 4-5-6 metri. I Prolander 100 R affinano il terreno per la falsa semina e assicurano un flusso di suolo perfetto usando quattro file di denti vibranti a forma di S (70 x 12 millimetri, con vomeri dritti e a zampa d'oca) distanti tra loro 50 o 60 centimetri. Indicati per gli appezzamenti italiani, operano con trattori da 100-210 cavalli a profondità di 3-15 centimetri e sono facili da usare grazie alla regolazione idraulica in continuo dalla cabina, al ripiegamento a 2.50 metri per il trasporto e alla sostituzione rapida dei pezzi.

KUHN Prolander 100 R e 1000

Fratelli minori dei Cenius, utilizzabili con trattori da 105-190 cavalli, i Cenio da 3-3.5-4 metri di Amazone lavorano con tre file di denti distanti tra loro 30 centimetri a profondità tra 5 e 25 centimetri, evitando intasamenti in presenza di abbondanti residui colturali e rivelandosi ideali per la coltivazione superficiale delle stoppie come pure per lavorazioni più profonde. La regolazione della profondità è meccanica o idraulica. La protezione contro i sovraccarichi è garantita da un bullone di sicurezza (Cenio Special) o da un sistema di sgancio automatico (Cenio Super).

Arricchiscono l'offerta Väderstad per la minima lavorazione i coltivatori trainati NZ Extreme 1250 e 1425 che si distinguono per le larghezze di 12.5 e 14.25 metri e per l'efficacia di lavoro, merito dei denti vibranti più rigidi e resistenti all'usura. Sul mercato entro fine 2021, presentano un telaio a cinque sezioni ripiegabili per adattarsi a terreni con profilo irregolare, operare a profondità costante e contenere l'ingombro durante i trasferimenti su strada. Da segnalare anche l'ingegnoso sistema per il trasferimento a terra del peso e il timone idraulico con blocco meccanico dedicato.
 
Coltivatore Väderstad NZ Extreme in azione
Coltivatore Väderstad NZ Extreme in azione
 

Lavorazione: rapida ed omogenea con i dischi

Aria di novità pure tra gli attrezzi che lavorano a varie profondità con dischi di grande diametro e riconsolidano il terreno con diversi tipi di rulli. I coltivatori Väderstad Carrier XL 425-625 possiedono ora inediti dischi CrossCutter da 510 millimetri per l'affinamento dei primi 3.5 centimetri di suolo. Dischi con diametro fino a 620 millimetri montati su supporti indipendenti con sicurezza ad elastomeri equipaggiano, invece, i nuovi coltivatori pieghevoli KUHN Optimer XL 9000-12000 da 9 e 12 metri, che non arrivano in Italia, e 6000-7500 da 6 e 7.5 metri.

Questi ultimi, disponibili sul mercato nazionale dalla stagione 2020-2021, si aggiungono agli Optimer 4000-5000 da 4 e 5 metri offrendo maggiori larghezze per le aziende XL ed XXL. Plus dei modelli sono l'elevata capacità di penetrazione in ogni condizione, l'ampio spazio che riduce il rischio di intasamenti, la regolazione idraulica della profondità dalla cabina e il nuovo doppio rullo ad U. Abbinati a trattori con potenze da 100 a 300 cavalli, gli Optimer XL 1000 eseguono lavorazioni superficiali o medio-profonde a profondità tra 5 e 15 centimetri.

Top di gamma della linea di erpici semi-portati o trainati di Maschio Gaspardo è ora Veloce 700 da 7 metri, provvisto di telaio pieghevole e di due file di dischi distanti tra loro 80 centimetri per affinare il terreno e mescolarlo con i residui colturali ad alte velocità. Sull'implement presentato ad Agritechnica 2019 sono installati supporti dei dischi più flessibili per ottimizzare il flusso di suolo, nonché quattro ammortizzatori Silent Block e mozzi auto-lubrificanti Agrihub. La potenza richiesta va da 240 a 360 cavalli.
 

Erpice a dischi Maschio Gaspardo Veloce 700

Agli erpici Catros XL da 3-3.5-4 metri si aggiungono i nuovi Amazone Catros  XL da 4 a 8 metri nelle versioni portata e trainata TS. I modelli da 7 e 8 metri hanno il carrello centrale integrato TX. Tutti i Catros, dotati di due file di dischi da 610 millimetri con seghettatura grossa o fine, arrivano ai 18 chilometri orari assicurando grande produttività senza rinunciare alla qualità. L'adattamento al profilo è garantito dai dischi sospesi singolarmente su supporti in gomma e dal ContourFrame per il movimento verticale delle due ali (Catros da 7 e 8 metri). La profondità è regolabile meccanicamente o idraulicamente.

Altre novità Amazone sono gli erpici Certos TX da 4 a 7 metri, provvisti di un telaio rinnovato che lascia ai dischi uno spazio maggiore per eludere gli ostacoli, piastre laterali progettate per trattenere il terreno nell'area di lavoro e due file di dischi da 660 millimetri. Sospesi singolarmente e distanti tra loro 17.5 centimetri, i dischi operano a profondità (regolabile per via meccanica o idraulica) tra 7 e 20 centimetri, permettendo di offrire ottimi risultati nella coltivazione delle stoppie, nel rinnovo dei prati, nella preparazione dei terreni incolti e nella lavorazione secondaria.
 

Quando l'erpicatura si fa dura...

Operatori che si trovano a preparare il letto di semina in condizioni impegnative necessitano di attrezzature robuste e performanti come i nuovi erpici a denti rotanti Serie S di Kverneland. Utilizzabili per lavorazioni Heavy Duty in vari contesti con trattori fino a 250 cavalli, i modelli Serie S lavorano larghezze da 3 a 4.5 metri avvalendosi di quattro rotori per metro lineare con velocità regolata da un'apposita trasmissione standard.

I rotori montano denti Quick-Fit di serie o Active in opzione. I primi sono assicurati tramite un fermo al corpo macchina, concepito per garantire un ottimo flusso di terreno senza intasamenti. Sugli erpici - abbinabili a rulli e seminatrici - sono installati anche un'inedita testata d'attacco, una barra di livellamento regolabile in continuo e deflettori laterali a parallelogramma con protezione da sovraccarico a molla.
 
Erpice Kverneland Serie S con seminatrice e-drill maxi plus
Erpice Kverneland Serie S con seminatrice e-drill maxi plus
 

Aratura, innovazione profonda

Chi preferisce ancora effettuare una lavorazione primaria con gli aratri può contare su modelli ben diversi da quelli riportati nei libri sulla storia dell'agricoltura. Pur essendo sul mercato già da qualche tempo, meritano una segnalazione due aratri Isobus: KUHN Vari Master L On Land con funzioni Smart ploughing lift, Line e Kverneland 2500 con tecnologia i-Plough.
Il Vari Master L On Land (fuori solco) fa parte degli aratri portati Vari Master L con regolazione idraulica della larghezza di lavoro dei corpi, ora proposti con 4-6 corpi sia in versione fuori solco (ideale per sfruttare la trazione di trattori da 200-300 cavalli cingolati o dotati di pneumatici larghi) sia entro solco. La variante fuori solco vanta una nuova cinematica di sfalsamento che mantiene l'aratro allineato alla direzione di avanzamento. La regolazione dell'angolo di attacco degli avanvomeri ottimizza l'interramento dei residui, mentre l'inedito telaio ricurvo migliora il lavoro vicino ai bordi.

Alcune innovazioni del 2500 i-Plough si ritrovano sui nuovi aratri reversibili 230033003400 S (portati) e 6300 S Variomat® (semi-portati) di Kverneland. Dotati di buri aero-profile cave con luce libera da terra di 80 centimetri e coltri posteriori a dischi da 45 o 50 centimetri, possiedono l'esclusivo sistema Variomat® che gestisce per via meccanica o idraulica la variazione della larghezza di lavoro dei corpi, il dispositivo Auto-line che permette di seguire la linea di trazione ottimale e il sistema di sicurezza dei corpi a balestra Auto-reset.

I Variomat® si differenziano tra loro per il numero di corpi (da tre sui 2300 S ad otto sui 6300 S), la distanza tra essi (da 85 a 115 centimetri) e la richiesta di potenza (si passa da meno di 240 cavalli a oltre 350). I top di gamma vincitore del Machine of the year 2020 possono essere regolati facilmente dalla cabina durante il lavoro e passare dalla posizione di trasporto a quella di lavoro in pochi secondi. Si rinnova anche la gamma di componenti KV con l'arrivo del corpo aratro n. 38, ideale per l'aratura profonda.

Lemken Juwel 10 al lavoro

Altro inedito aratro portato reversibile è Juwel 10 di Lemken, proposto con un massimo di sette corpi nelle versioni entrosolco e OF, utilizzabile sia fuori sia entrosolco. Il modello - abbinabile a trattori cingolati o gommati con potenze fino a 450 cavalli e facile da trasportare - colpisce per la conversione rapida per l'aratura entrosolco, la grande capacità operativa anche in condizioni difficili e la regolazione idraulica dell'angolo, controllabile dalla cabina.