Genagricola, agricoltura di precisione da Nord a Sud Italia

Dalla viticoltura alle colture erbacee passando per la zootecnia. Genagricola ha sposato i principi dell'agricoltura di precisione su molteplici filiere e in sette diverse regioni. Abbiamo incontrato il loro responsabile agronomico

Tommaso Cinquemani di Tommaso Cinquemani

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La prima azienda di Genagricola è stata quella di Ca' Corniani
Fonte foto: Genagricola

Genagricola è la società agricola del Gruppo Generali. Una realtà imprenditoriale che gestisce 26 aziende agricole (di cui tre in Romania) disseminate in sette regioni differenti. Fondata nel 1851 con la bonifica di una palude salmastra nei pressi del comune di Caorle (Venezia), oggi conta circa 15mila ettari su cui insistono le culture più disparate. Si va dal mais al frumento, passando per la vite e il girasole fino ad arrivare all'allevamento di bovini e suini. Non mancano poi impianti di biogas.

In uno sforzo costante volto a perseguire la sostenibilità economica e ambientale delle produzioni, Genagricola ha introdotto ormai da anni i principi dell'agricoltura di precisione in tutte le sue filiere, dovendo adattare le varie soluzioni tecnologiche non solo alle molteplici colture che gestisce, ma anche alle caratteristiche del territorio in cui opera. Le 23 aziende agricole spaziano infatti dai colli friulani alla pianura emiliana, dalle zone viticole piemontesi alle aree cerealicole del Meridione.

I 23 corpi aziendali gestiscono un totale di 15mila ettari, di cui 12mila destinati a culture estensive e circa 900 dedicati alla viticoltura. La restante superficie, coperta da boschi per circa 2mila ettari, ha una funzione agroambientale, come ad esempio la fornitura di cibo e riparo per le api ed altri insetti utili.

"Il campo su cui abbiamo effettuato gli investimenti maggiori in termini di innovazione è quello delle colture estensive come il mais, il frumento, l'orzo e la soia", racconta ad AgroNotizie Gilberto Conficoni, responsabile agronomico di Genagricola.

Quali sono state le prime tecnologie che avete introdotto nella gestione di queste colture?
"Abbiamo iniziato ormai quindici anni fa con l'introduzione della prima guida assistita, precursore dell'attuale guida automatica, che permette ai nostri trattoristi di effettuare traiettorie più precise evitando le sovrapposizioni che inevitabilmente si hanno quando la guida è manuale. E già questa innovazione ci ha permesso di ottenere un risparmio di carburante, ma anche di seme e di fertilizzante".
 
Sui trattori è montata la guida automatica
Sui trattori è montata la guida automatica
(Fonte foto: Genagricola)

Avete effettuato delle mappatura dei vostri campi?
"Utilizziamo tre diverse tipologie di mappe. Prima di tutto abbiamo caratterizzato i suoli aziendali attraverso campionamenti e analisi chimiche del terreno. Queste mappe vengono poi incrociate con quelle satellitari e di produzione al fine di gestire in maniera variabile la semina e la fertilizzazione dei campi".

Vi siete dotati dunque di trince e trebbie con sensori di carico per la realizzazione delle mappe di produzione?
"A differenza di altre realtà Genagricola è dislocata su 23 aziende in sette regioni. Questo ci impedisce di avere attrezzature importanti di proprietà, ma ci affidiamo a validi contoterzisti a cui abbiamo richiesto apparecchiature in grado di dialogare con la piattaforma Climate field view per la realizzazione delle mappe di produzione".

In quale modo utilizzate Climate field view?
"Attraverso questa piattaforma, che sfrutta le immagini satellitari, siamo in grado di monitorare in tempo reale la vigoria dei nostri campi o l'indice di evapotraspirazione. È così possibile intervenire con l'irrigazione di soccorso prima che la coltura vada in stress. Inoltre ci permette di analizzare i dati di produzione, raccolti dalle macchine, per elaborare le mappe di prescrizione. Con queste possiamo distribuire concimi e sementi a rateo variabile".

Avete quantificato il risparmio che queste tecnologie vi garantiscono?
"Ovviamente i risparmi variano da azienda ad azienda e sarebbero più elevati se il nostro fosse un corpo aziendale unico. Tuttavia possiamo dire che abbiamo ottenuto in media una riduzione del 10% dei consumi di gasolio, fertilizzanti, sementi e in generale di usura dei mezzi. E abbiamo ottenuto una maggiore produttività, pari a 7 ettari lavorati in più al giorno".

Quando si dice innovazione viene automaticamente in mente il drone. Lo avete mai impiegato?
"Abbiamo effettuato dei lanci con drone di Trichogramma brassicae, il parassita della piralide del mais. Il velivolo è stato efficiente nella distribuzione del prodotto, ma i risultati che abbiamo ottenuto non sono stati pienamente soddisfacenti e quindi intendiamo approfondire la tematica".
 
Il drone è stato impiegato per il lancio del parassitoide della piralide del mais
Il drone è stato impiegato per il lancio del parassitoide della piralide del mais
(Fonte foto: Genagricola)

Anche in viticoltura avete introdotto pratiche di precision farming?
"Come ricordato dal nostro amministratore delegato, Igor Boccardo, la produzione di vino è un settore strategico per Genagricola. Oggi impieghiamo i dati provenienti dai satelliti per monitorare la vigoria delle piante ed effettuiamo una concimazione a rateo variabile del vigneto. Inoltre abbiamo un sensore di prossimità della Trimble, montato sul trattore, che ci permette di valutare con estrema precisione lo stato di salute delle piante".

Utilizzate qualche tipo di Dss per la difesa del vigneto?
"Ci appoggiamo ad Horta per avere un supporto alle decisioni relativo alla difesa. Questa società ci supporta anche su frumento e orzo. È utile avere un sistema che monitora costantemente il livello di rischio in campo e permette di prendere decisioni più consapevoli".
 
I tecnici di Genagricola devono gestire differenti tipologie di territori e colture
I tecnici di Genagricola devono gestire differenti tipologie di territori e colture
(Fonte foto: Genagricola)

Avete intenzione di fare nuovi investimenti dal punto di vista dell'innovazione in vigna?
"Assolutamente sì. Come detto il settore vino diventerà sempre più strategico per noi, per questo abbiamo intenzione di fare investimenti in innovazione, per migliorare la qualità dei vini e la sostenibilità delle produzioni. Da questo punto di vista ci stiamo approcciando alla vendemmia selettiva".

Genagricola è anche zootecnia. Avete 500 vacche da latte e 9mila suini. Anche su questo frangente avete introdotto delle innovazioni?
"In stalla utilizziamo dei podometri per misurare il tasso di mobilità degli animali. Questo ci consente ad esempio di identificare animali malati o in calore. Inoltre abbiamo una sala di mungitura a spina di pesce con analisi real-time della qualità del latte".

Genagricola è una realtà da 15mila ettari. Dunque è vero che l'agricoltura di precisione è appannaggio solo delle grandi realtà...
"Non direi. Complessivamente la superficie che coltiviamo è ampia, ma le singole aziende hanno dimensioni medie. Come detto non abbiamo ad esempio macchinari importanti, ma ci affidiamo a contoterzisti. A seconda della regione o della coltura ci rivolgiamo a fornitori differenti, scegliendo il meglio che offre il mercato. È un approccio che potrebbe essere adottato anche da aziende di dimensioni ridotte. L'unico sistema davvero unico per tutto il Gruppo è il software gestionale per la compilazione ad esempio del quaderno di campagna".

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