Gamma Irritec, must per l'irrigazione di oliveti intensivi

Dalle ali Multibar® ai programmatori Commander Evo, i prodotti del brand sono gli strumenti giusti per gli interventi irrigui nell'olivicoltura, o anche nella mandorlicoltura, superintensiva

Contenuto promosso da Irritec
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Irrigazione a goccia, ottima scelta per uliveti intensivi
Fonte foto: Irritec

In passato, l'olivo (Olea europaea L.) è stato sempre considerato, a torto, una coltura con scarse esigenze idriche e l'irrigazione era riservata solo alla coltivazione di olive da mensa e non da olio. Oggi quasi tutta l'olivicoltura, intensiva e tradizionale, prevede interventi irrigui.

L'irrigazione degli uliveti superintensivi permette di ottenere un rapido sviluppo vegetativo nei primi anni d'impianto, l'anticipo della messa in produzione, l'aumento di resa e qualità, nonché la riduzione dei problemi di alternanza di produzione. Dunque l'olivicoltura, come pure la mandorlicoltura, di tipo intensivo non può prescindere dalla tecnica irrigua e quindi dall'esperienza di Irritec.
 

Identikit di un oliveto superintensivo

In un sistema intensivo la densità d'impianto è elevata (1.20 metri lungo la fila, 3.5-4 metri tra le file) e gli apparati radicali sono poco sviluppati, anche se hanno un'elevata capacità di radicazione.
Al trapianto, le piccole piantine devono essere considerate dal punto di vista irriguo come fossero ortive per via delle dimensioni contenute e dell'apparato radicale molto ridotto. È consigliabile effettuare il trapianto - fase piuttosto delicata - solo dopo aver installato l'impianto microirriguo, che deve entrare subito in funzione, soprattutto in caso di messa a dimora in primavera-estate.

Inoltre, la scelta del metodo irriguo da adottare sulle colture superintensive - che prediligono terreni sciolti e molto drenanti - è dettata dalle caratteristiche degli stessi impianti. L'irrigazione a goccia, nelle versioni tradizionale e interrata, è la tecnica ideale per uliveti e mandorleti intensivi.
 
Irrigazione a goccia, tecnica ideale per uliveti intensivi
Irrigazione a goccia, tecnica ideale per uliveti intensivi
 

Irrigazione e subirrigazione, i consigli di Irritec

Le ali gocciolanti integrali ed autocompensanti, in primis le Multibar® di Irritec, erogano le quantità di acqua giuste per raggiungere gli obiettivi di crescita e di produzione uniforme sull'intera superfice investita. Considerando la breve distanza tra le piante e la loro dimensione iniziale, la distanza tra i gocciolatori non deve essere superiore ai 50 centimetri, mentre la loro portata oraria può variare tra 1.6 e 2.1 litri. La distanza ridotta è fondamentale per creare una striscia umida continua e favorire l'attecchimento iniziale.

Le ali gocciolanti devono presentare la funzione autocompensante così da fornire acqua a filari molto lunghi (anche 250 metri), che sono frequenti nei sistemi intensivi per facilitare le operazioni colturali, tutte meccanizzate. Le ali devono garantire il massimo dell'uniformità di erogazione per far sì che tutte le piante, fin dalla prima fase, ricevano le stesse quantità di acqua e di nutrienti in essa disciolti, anche su elevate pendenze e notevoli lunghezze.

Le ali gocciolanti possono essere installate su fili di sostegno o stese a terra, dato che la realizzazione del sistema a parete non permette di incrociare le lavorazioni. Per evitare la presenza esterna delle ali, è possibile ricorrere alla subirrigazione che prevede l'interramento di uno o due tubi per filare. L'interramento consente l'incremento del risparmio idrico per l'assenza di perdite per evaporazione, l'ottimizzazione della fertirrigazione, l'eliminazione di ostacoli alle macchine per potatura e raccolta, l'aumento della durata dell'impianto irriguo e il miglioramento estetico dell'oliveto.

Le ali gocciolanti Irritec per la subirrigazione vantano il sistema Rootguard® che protegge gli erogatori dall'intrusione radicale. Il sistema è installato meccanicamente, usando appropriate attrezzature che rendono il lavoro più veloce e meno costoso.
 
Ali gocciolanti Irritec installate su fili di sostegno in uliveto
Ali gocciolanti Irritec installate su fili di sostegno in uliveto
 

Oliveti: esigenze idriche e organizzative

Per il calcolo dei volumi da apportare all'olivo bisogna considerare un coefficiente colturale Kc pari a 0.5-0.7 o anche a 1.0 nel caso di impianti inerbiti e situati in zone calde e aride. In media, il consumo idrico stagionale è di 2.000-2.500 metri cubi per ettaro all'anno. Con gli impianti indicati in precedenza si ottiene una pluviometria di 1.2 millimetri all'ora che rende necessario un turno irriguo di quattro ore per restituire quasi 50 metri cubi per ettaro. Chiaramente, occorre mantenere un livello di umidità ottimale in relazione al tipo di terreno, all'andamento climatico e alla fase fenologica.

In fase di progettazione dell'impianto di irrigazione, è importante valutare l'azienda agricola nel suo insieme in modo tale da soddisfare le necessità iniziali e future, puntare alla massima uniformità di distribuzione e agevolare la meccanizzazione della coltivazione superintensiva.
 

Fertirrigazione al top con Dosabox Junior Automatic

Per la realizzazione degli impianti irrigui in uliveti intensivi, Irritec mette a disposizione un solido know-how e una serie di sistemi per risolvere le varie problematiche delle aziende, spesso di medio-grandi dimensioni.

Oltre alle soluzioni per il filtraggio più o meno spinto dell'acqua a seconda della fonte della risorsa idrica, la casa siciliana ha sviluppato dispositivi per l'iniezione dei fertilizzanti come, ad esempio, Dosabox Junior Automatic. Quest'ultimo sfrutta una pompa autonoma di spinta e un contatore tangenziale installato sulla tubazione principale e ad essa collegato per iniettare, anche a cinque bar, fino a tre fertilizzanti e acido in modo preciso e continuo.

In più, particolari sonde consentono a Dosabox di monitorare il pH e la Ce (Conducibilità elettrica) e di variarne i livelli in modo semplice, agendo manualmente su appositi comandi. Studiato per la frutticoltura, il sistema Irritec permette di massimizzare i risultati agronomici e produttivi, minimizzando i costi iniziali e quelli di gestione.
 
Impianto d'irrigazione Irritec in uliveto
Impianto d'irrigazione Irritec in uliveto
 

Gestione a distanza, semplice con Commander Evo

Nell'ambito della moderna agricoltura di precisione, tipica degli impianti superintensivi, l'automazione è indispensabile per il controllo degli impianti irrigui. La gestione da remoto, da ogni luogo, dell'irrigazione offre diversi vantaggi, consentendo il risparmio di acqua tramite un'erogazione precisa e tempestiva, la riduzione dell'uso di fertilizzanti (distribuiti nei modi, nelle quantità e nei tempi opportuni a beneficio dei costi e dell'ambiente), il risparmio di manodopera, gli interventi notturni, il controllo in tempo reale di grandi comprensori irrigui.
Per permettere agli agricoltori di avere sempre la situazione sott'occhio, Irritec propone diversi sistemi di controllo remoto, in continua evoluzione e al passo con la tecnologia. Ognuno di questi è formato da un programmatore per la gestione del dispositivo, da sensori di vario tipo, da elettrovalvole poste sul campo anche a notevole distanza e da un sistema per la connessione.

Programmatori nati in casa Irritec sono i modelli della serie Commander Evo (Basic, Plus, Gold), che possono gestire fino a 216 valvole, organizzare ben venti programmi irrigui, controllare il tempo dell'irrigazione anche in secondi, in modo volumetrico o a domanda grazie a sensori per il rilevamento della temperatura o della radiazione solare. Interfacciabili con un Pc, i Commander sono pensati per gestire fino a cinque pompe autonome e le stazioni di filtraggio, inviare alert e instaurare dialoghi con altri dispositivi (contatori di acqua e fertilizzanti, manometri differenziali).

Il collegamento tra un programmatore e le elettrovalvole avviene tramite cavi elettrici o un sistema radio. La prima soluzione è una connessione tradizionale valida fino a determinate distanze e per un certo numero di valvole, mentre la seconda permette di raggiungere distanze di oltre 4 chilometri, sfruttando la bassa frequenza ed evitando problemi causati da ostacoli (edifici o colline).
Per la connessione radio, il Commander dev'essere dotato di un trasmettitore, un'antenna e usato con un ricevitore, che - posto in campo e munito di batteria a lunghissima durata - può gestire due valvole dimezzandone i costi e collegarsi ad esse mediante filo elettrico. Con il sistema radio è possibile aprire contemporaneamente quattro valvole e gestire il tutto in internet, automatizzando anche i vecchi impianti manuali ed evitando scavi per il passaggio dei cavi, spesso causa di rotture dei tubi interrati. Infine, in caso di fulmini, il danno è limitato a un singolo ricevitore e non a tutto il sistema.