Sogni il trattore nuovo? Ecco due strade per l'acquisto agevolato

Molti agricoltori sognano di poter comprare un trattore o una attrezzatura nuova. Buone notizie: la legge di Bilancio 2020 e l'Inail hanno stanziato fondi proprio per il rinnovo del parco macchine

Tommaso Cinquemani di Tommaso Cinquemani

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Nel 2020 aumentano le opportunità di rinnovare il parco macchine
Fonte foto: Eima International

Il 2020 si apre con due buone notizie per tutti quegli agricoltori che vorrebbero cambiare il trattore, una attrezzatura o fare investimenti in innovazione.
Già, perché con la legge di Bilancio approvata sul finire dello scorso anno il governo ha deciso di estendere il meccanismo del credito di imposta anche alle aziende agricole. In molti quindi, a fronte dell'acquisto di un bene strumentale nuovo e innovativo, potranno 'scontare' parte del costo dalle imposte.

Ma non è finita qui. Lo scorso 19 dicembre sul sito dell'Inail è stato pubblicato il bando Isi 2019 riguardante "finanziamenti alle imprese per la realizzazione di interventi in materia di salute e sicurezza sul lavoro". Anche in questo caso, a fronte dell'acquisto di macchinari nuovi, l'istituto riconosce un sostanzioso bonus a fondo perduto.

Inoltre in legge di Bilancio, nella parte dedicata all'agricoltura, sono stati stanziati ulteriori fondi: 1 milione destinato all'innovazione e 5 milioni per investimenti in beni strumentali. Cifre molto contenute, che tuttavia dimostrano una attenzione nei confronti del settore agricolo.
 

Il credito di imposta per l'acquisto di beni strumentali 4.0

Ma veniamo al grosso della novità inserita nella legge di Bilancio. Dal 2020 le aziende agricole potranno beneficiare di un credito di imposta sugli investimenti effettuati per l'acquisto di beni funzionali che traghettino le aziende verso l'era digitale (o 4.0 che dir si voglia) anche nell'ambito dell'economia circolare e della sostenibilità ambientale.

Insomma, l'acquisto di un trattore innovativo o di una attrezzatura 4.0 possono rientrare in questo regime agevolato.

Per sapere se il bene funzionale 'dei desideri' può rientrare nel credito di imposta è necessario spulciare l'allegato A della legge 232/2016 che riguarda proprio i "Beni funzionali alla trasformazione tecnologica e digitale delle imprese secondo il modello Industria 4.0". Oppure chiedere ai concessionari, che si stanno attrezzando per sfruttare a loro volta questa opportunità e che all'atto di vendita devono presentare una dichiarazione di rispondenza del bene venduto ai requisiti del suddetto allegato A.
 

Fino al 40% di credito di imposta

Ma quanto ritorna in tasca all'agricoltore a fronte dell'acquisto di un bene strumentale nuovo e innovativo? La legge di Bilancio stabilisce che a fronte di investimenti fino a 2,5 milioni di euro il credito di imposta è pari al 40%. Tra 2,5 e 10 milioni invece scende al 20%. Il credito di imposta può essere utilizzato per compensare l'Iva, le imposte dirette, i contributi previdenziali o i tributi locali.

Questo significa che a fronte dell'acquisto di un trattore del valore di 200mila euro l'agricoltore può 'scontare' da tasse, Iva e tributi vari ben 80mila euro. È interessante notare che la legge di Bilancio prevede lo strumento del credito d'imposta anche per beni intangibili, come ad esempio software. Anche in questo caso devono avere determinate caratteristiche (vedi allegato B alla legge 232/2016) e il credito d'imposta è pari al 15% fino ad un investimento massimo di 700mila euro.

L'acquisto di autovetture, seppure innovative, non dà diritto al credito d'imposta. Come anche l'acquisto di fabbricati, costruzioni o beni con un coefficiente di ammortamento ai fini fiscali inferiore al 6,5%. Mentre beni strumentali "non 4.0" godono di un credito del 6%, per investimenti sino a 2 milioni di euro.

Come riportato al comma 185 sono ammessi a questo incentivo tutti i beni strumentali nuovi acquistati nell'anno 2020 oppure "entro il 30 giugno 2021 a condizione che entro la data del 31 dicembre 2020 il relativo ordine risulti accettato dal venditore e sia avvenuto il pagamento di acconti in misura almeno pari al 20% del costo di acquisizione".
 

Sicurezza e sostenibilità, dall'Inail 40 milioni

Se il provvedimento Industria 4.0 non ha un budget limitato, per chi invece intende ricorrere all'aiuto previsto dall'Inail è bene che arrivi preparato al click day. L'Istituto per l'assicurazione contro gli infortuni sul lavoro ha infatti stanziato per il comparto agricolo 40 milioni di euro per incentivare investimenti in materia di salute e sicurezza sul lavoro.

Sul sito dell'Inail è possibile leggere che i fondi sono stanziati per incentivare "l'acquisto di nuovi macchinari e attrezzature di lavoro caratterizzati da soluzioni innovative per abbattere in misura significativa le emissioni inquinanti, migliorare il rendimento e la sostenibilità globali e, in concomitanza, conseguire la riduzione del livello di rumorosità o del rischio infortunistico o di quello derivante dallo svolgimento di operazioni manuali".

Al settore agricolo sono riferiti due assi. Il 5.1 è dedicato alla generalità delle imprese agricole e prevede un incentivo del 40% relativo al costo del bene. Mentre l'asse 5.2 è destinato ai giovani agricoltori e prevede una percentuale del 50%. Il finanziamento massimo erogabile è pari a 60mila euro, quello minimo è pari a mille euro e deve essere calcolato sulle spese sostenute al netto dell'Iva. L'asse 5.1 ha una dotazione di 33 milioni, mentre l'asse 5.2 di milioni ne ha a disposizione 7.
 

Tutti pronti per il click day

Per non farsi sfuggire questa opportunità occorre prepararsi per tempo ed essere tempestivi nell'invio della domanda, visto che i fondi sono ripartiti in ordine di presentazione della richiesta. È bene monitorare questa pagina per controllare le scadenze.

In particolare entro il 31 gennaio prossimo sarà comunicato il giorno di apertura della proceduta informatica per la compilazione della domanda nella sezione Servizi online dell'Inail. Nel giorno fissato per il click day avverrà poi l'inoltro della domanda stessa. Le aziende agricole che si saranno piazzate in posizioni utili ad accedere ai fondi, dovranno poi successivamente confermare la volontà di aderire all'iniziativa.

Lo ricordiamo, i fondi sono distribuiti in ordine cronologico. Prima si presenta la domanda più chance ci sono di vederla accolta. Quindi occorre essere tempestivi nell'invio nel giorno stabilito.

Dal bando Isi sono escluse le medie e grandi aziende agricole, quelle non iscritte alla Camera di commercio o che abbiano ricevuto fondi relativi a bandi Isi 2016, 2017 o 2018. Per uno stesso bene non è vietato fare domanda sia per il bando Isi che sfruttare le agevolazioni del credito d'imposta per l'Impresa 4.0. In questo caso però ci sono dei paletti e occorre inserire informazioni specifiche nel modulo D allegato al bando.
 

Segnale positivo nella legge di Bilancio

Come ricordato, la legge di Bilancio prevede altri due strumenti per incentivare l'innovazione in ambito agricolo. In Gazzetta Ufficiale si può ad esempio leggere che "al fine di favorire gli investimenti in beni materiali strumentali nuovi da parte delle imprese agricole […] è istituito un apposito Fondo per gli investimenti innovativi delle imprese agricole, con la dotazione di 5 milioni di euro per l'anno 2020".

Non si tratta certo di cifre elevate, anzi, ma è un segnale di attenzione verso questa tematica. Bisognerà poi vedere come il Mipaaf deciderà di distribuire i fondi.

Un altro segnale di 'buona volontà' arriva dal comma 520 della legge di Bilancio, in cui si stanzia un milione di euro "al fine di favorire l'efficienza economica, la redditività e la sostenibilità del settore agricolo e di incentivare l'adozione e la diffusione di sistemi di gestione avanzata attraverso l'utilizzo delle tecnologie innovative".

A questo scopo il governo ha concesso "alle imprese agricole un contributo a fondo perduto fino al 35% della spesa ammissibile e mutui agevolati di importo non superiore al 60% della spesa ammissibile per il finanziamento di iniziative finalizzate allo sviluppo di processi produttivi innovativi e dell'agricoltura di precisione o alla tracciabilità dei prodotti con tecnologie blockchain".

Si tratta di un obiettivo nobile e ambizioso, al fronte del quale tuttavia le risorse stanziate sono davvero limitate.

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