Ugelli antideriva, come scegliere quello giusto

Sul mercato esiste un gran numero di ugelli antideriva. Come scegliere quello giusto per l'irrorazione? E qual è il significato di sigle, codici e colori? Ecco una guida che risponde ad ogni dubbio

Tommaso Cinquemani di Tommaso Cinquemani

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Per mitigare la deriva uno strumento semplice è l'uso degli ugelli antideriva

Prosegue su AgroNotizie la rubrica dedicata a migliorare la conoscenza delle pratiche di uso sicuro e sostenibile degli agrofarmaci, obiettivo dell'iniziativa Bayer AgriCampus.
 
Per un uso consapevole degli agrofarmaci

Nell'articolo precedente dedicato agli ugelli antideriva abbiamo spiegato quali sono le caratteristiche di questi strumenti e perché sono importanti nel mitigare l'effetto deriva durante l'irrorazione delle colture.

Eppure molti agricoltori, quando si trovano davanti la scelta dell'ugello da utilizzare, hanno dei dubbi e spesso si affidano ai consigli del vicino oppure si limitano a riproporre anno dopo anno quello che hanno sempre fatto. Sul mercato esistono tuttavia molte tipologie di ugelli antideriva che differiscono per materiale di fabbricazione, forma del getto, dimensione delle goccioline e portata. Vediamo dunque le differenti tipologie.
 

Plastica, metallo o ceramica?

"Prima di tutto bisogna sottolineare il fatto che gli ugelli antideriva possono essere realizzati in molti materiali differenti", spiega ad AgroNotizie Massimiliano Mochetti, marketing technical advisor di Braglia, azienda produttrice di componentistica per l'irrorazione e distributore unico per l'Italia degli ugelli Albuz.

"I più economici sono quelli in plastica, che tuttavia hanno il difetto di usurarsi molto velocemente e quindi devono essere cambiati spesso per evitare che la portata del flusso e la forma delle goccioline differisca da quelle nominali".
 
A sinistra un ugello in plastica della Hypro, a destra due ugelli in ceramica della Albuz
A sinistra un ugello in plastica della Hypro, a destra due ugelli in ceramica della Albuz

"Ci sono poi gli ugelli in metallo, più costosi rispetto a quelli in plastica, che però vengono corrosi nel tempo dalle miscele fitoiatriche. Dagli anni '70 si è affermato come standard di mercato l'ugello in ceramica, che ha la vita più lunga rispetto agli altri materiali. E' poco più costoso, ma più performante e stabile".
 
La sede di Braglia Spa a Reggio Emilia
La sede di Braglia Spa a Reggio Emilia


Ventaglio, cono e altre forme geometriche

A seconda dell'impiego, che varia a seconda della coltura, del prodotto e dell'attrezzatura, l'operatore deve poi scegliere la tipologia di nebulizzazione. Esistono ugelli a ventaglio singolo, con differenti angoli di apertura, pensati soprattutto per le irroratrici a barra. Una particolare variante sono gli ugelli a doppio ventaglio, pensati per ottenere una bagnatura più omogenea e penetrare più in profondità nella vegetazione.
 
Ugelli a specchio della Albuz
Ugelli a specchio della Albuz

Ci sono gli ugelli a cono pieno e a cono vuoto, utilizzati principalmente per il trattamento delle colture arboree. Sul mercato si trovano poi gli ugelli a specchio, utilizzabili solo nel diserbo montati sulle irroratrici a barra, che permettono di ridurre al minimo la deriva. Alle due estremità delle barre bisogna montare gli ugelli a ventaglio di tipo asimmetrico (OC). Ci sono infine ugelli con getti multipli dedicati alla fertilizzazione.
 
Una coppia di ugelli a doppio ventaglio, antideriva (a destra) e convenzionale (a sinistra)
Una coppia di ugelli a doppio ventaglio, antideriva (a destra) e convenzionale (a sinistra)


Colori e codici identificativi degli ugelli

Stampigliate sull'ugello ci sono tre lettere, seguite dalla sigla ISO e successivamente due serie di tre numeri ciascuna. Le prime tre lettere indicano il modello dell'ugello (CVI, AVI, ADI, etc.) mentre i primi tre numeri rappresentano l'angolo di apertura del getto (ad esempio 60°-80°-110°-120°).
Colori e codici degli ugelli

La seconda serie di numeri invece riguarda la portata, espressa però in galloni al minuto, ad una pressione di 40psi. Nel nostro sistema metrico-decimale le portate vengono tuttavia espresse in litri al minuto. Per questo bisogna fare riferimento ai colori dell'ugello, che secondo la norma ISO 10625 sono ben quindici, anche se poi quelli realmente utilizzati sono molti meno.

Qualunque sia il costruttore, ad uno stesso colore corrisponde una medesima portata alla pressione di 3 bar. Ad esempio l'ugello viola eroga 0,2 litri al minuto, quello verde 0,6 litri/minuto, quello rosso 1,6 litri/minuto e quello bianco ben 3,2 litri al minuto.

Tabella Codice/colore ISO 10625

Bisogna prestare attenzione però, perché ci sono ugelli che seguono i colori ISO (in questo caso la parola ISO è stampigliata sull'ugello stesso), mentre altri non seguono questo standard. In quest'ultimo caso bisogna consultare le apposite tabelle di conversione, fornite dal costruttore.

Ogni ugello è poi corredato da una tabella che ne esprime la portata a seconda delle pressione di esercizio. Considerando un ugello, in linea generale, maggiore è la pressione, maggiore è la portata, minore è il diametro delle goccioline (e quindi maggiore è la deriva). Ogni ugello ha tuttavia un range di pressioni di utilizzo entro cui deve lavorare.

Ad esempio l'ugello antideriva Albuz AVI 110° di colore giallo può lavorare in un range di pressione tra 3 e 5 bar e ha una portata che varia da 0,8 a 1,03 litri al minuto. Tipologia di ugello e pressione di esercizio sono indispensabili per determinare i volumi d'acqua necessari.

È interessante l'applicazione per smartphone che Albuz ha sviluppato per facilitare la vita agli agricoltori alle prese con la scelta dell'ugello. "Basta scaricare l'app gratuita Albuz, disponibile sia per i dispositivi IOS che Android, selezionare il tipo di coltivazione, se seminativo o frutteto, inserire la velocità di avanzamento, il volume da irrorare, il numero o la distanza tra gli ugelli ed eventualmente lo spazio tra le file per ottenere le tipologie di ugelli disponibili", spiega Mochetti.
 

Colture seminative o arboree

La tipologia di ugello dipende principalmente dal tipo di attrezzatura su cui andrà montato, se una irroratrice a barra oppure un atomizzatore.

Barra irroratrice. Per garantire una uniformità di copertura è necessario che il getto di ogni ugello si sovrapponga parzialmente a quello prodotto dall'ugello precedente e successivo. Maggiore è l'angolo di apertura dell'ugello più è possibile stare vicino al bersaglio. E quindi minore è il rischio di deriva.

Gli ultimi due ugelli a ventaglio montati alle due estremità della barra devono poi essere di tipo asimmetrico (OC). Questi ugelli si sovrappongono parzialmente al getto dell'ugello precedente, in modo da mantenere costante la quantità di prodotto che raggiunge il bersaglio, ma il getto termina quasi perpendicolarmente al terreno (solitamente con un angolo di 15°), evitando quindi l'irrorazione laterale e il conseguente rischio deriva.
 
Ugelli di fine barra
(Fonte foto: Documento di orientamento - Misure di mitigazione del rischio per la riduzione della contaminazione dei corpi idrici superficiali da deriva e ruscellamento)

Sulle barre irroratrici è poi possibile utilizzare ugelli a specchio (per la distribuzione degli erbicidi), che generano un getto piatto con un angolo di apertura molto elevato, fino a 150°. Utilizzati con pressioni di esercizio non elevate, tra 1 e 3 bar, permettono la produzione di gocce di dimensioni elevate poco suscettibili al fenomeno della deriva.

Atomizzatore. Nel caso delle colture arboree il fatto che il getto di miscela venga orientato verso l'alto aumenta sensibilmente il rischio della deriva ed è dunque assai importante mettere in atto tutti gli accorgimenti utili a mitigarla.

Va ricordato ad esempio che ugelli di colori differenti possono avere la stessa portata se utilizzati a pressioni differenti. Ad esempio un ugello verde a 16 bar può avere la stessa portata di uno lilla a 6 bar. In questo caso è preferibile la seconda soluzione perché permette di avere gocce di dimensioni più grandi che riducono il rischio deriva.

È poi di fondamentale importanza verificare la corretta taratura/regolazione della macchina, adattandola alle specifiche esigenze della coltura.
 

Una scelta che aiuta l'ambiente e la coltura

La scelta dell'ugello da utilizzare per l'irrorazione della miscela fitoiatrica è un momento importante che non deve essere sottovalutato. Occorre dunque riflettere attentamente su quale sia la migliore tecnica di distribuzione da utilizzare chiedendo eventualmente consiglio al proprio tecnico di fiducia.

Utilizzare l'ugello corretto significa ottimizzare il trattamento della coltura, facendo esprimere al meglio le potenzialità dell'agrofarmaco e quindi, in definitiva, avere a fine anno produzioni più soddisfacenti e diminuire il rischio di deriva, tutelando in questo modo l'ambiente e le persone.

Per questo nella scelta dell'ugello antideriva più idoneo è l'agricoltore il primo a dire #iocitengo, l'hashtag scelto da Bayer per l'iniziativa AgriCampus.
 
 
Bayer AgriCampus è un'iniziativa lanciata da Bayer Crop Science Italia con l'obiettivo di promuovere l'uso consapevole degli agrofarmaci.
Image Line è partner e su AgroNotizie ha creato una rubrica per ospitare i contributi provenienti da Bayer e dai partner di AgriCampus.
Consigli tecnici che se seguiti si traducono in vantaggi sia per l'agricoltore che per l'ambiente e i consumatori. Perché per tutti gli attori della filiera vale l'hashtag #iocitengo

Appuntamento a febbraio per la nuova puntata di Bayer AgriCampus dedicata alle misure di mitigazione di deriva e ruscellamento.




 

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Fonte: Agronotizie

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Tag: innovazione difesa sostenibilità irrorazione

Rubrica: Uso consapevole degli agrofarmaci