Agrilevante 2019, un'edizione da ricordare

Successo per la manifestazione di Bari che con i numerosi incontri e talk in programma ha spaziato dalle macchine agricole alla zootecnica, passando per la sicurezza sul lavoro in agricoltura, la Xylella fastidiosa e l'apicoltura

Giulia Romualdi di Giulia Romualdi

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Agrilevante 2019: il ricco programma di conferenze, convegni e workshop
Fonte foto: Agrilevante

80.200  visitatori complessivi, con il 13,3% di incremento rispetto all'edizione 2017. Numeri da record dunque per quanto riguarda la platea degli agricoltori, operatori economici e tecnici della meccanica agricola, ma anche per quanto riguarda gli operatori esteri (3.600 sul totale dei visitatori, con un incremento del 12,6% rispetto all'edizione scorsa). In crescita anche le delegazioni estere ufficiali (160 operatori in totale, provenienti da quaranta paesi) e soprattutto il numero degli espositori, che ha raggiunto quota 350 superando il numero (328) dell'edizione precedente.

Questi i numeri dell'edizione 2019 di Agrilevante, l'Esposizione internazionale di macchine, impianti e tecnologie per le filiere agricole, che si è conclusa domenica 13 ottobre a Bari.

"Il successo di una manifestazione come Agrilevante - commenta il presidente di FederUnacoma Alessandro Malavolti - dimostra come l'agricoltura, quando viene affrontata in termini di innovazione, di compatibilità ambientale, di qualità dell'alimentazione, ha un fascino straordinario e una funzione nobile, quella di riconciliare l'uomo con la terra".

"La nostra organizzazione ha scommesso su Agrilevante a partire dal 2009, in un momento economico molto sfavorevole per l'area mediterranea - ha aggiunto l'amministratore delegato di FederUnacoma Surl Massimo Goldoni - ed oggi raccoglie frutti copiosi, perché l'area mediterranea sta tornando a crescere, e una rassegna come questa rappresenta per le industrie costruttrici di tecnologie una piattaforma commerciale sempre più strategica".

Tra novità e conferme, il programma è stato ricco di incontri: 55 eventi, tra conferenze, convegni e workshop su argomenti relativi alla tecnica agronomica, all'ambiente, alla sicurezza sul lavoro, alla formazione, alla progettazione e manutenzione del verde. Successo per la nuova area dedicata al gardening e cura del verde e la nuova sezione dedicata alla zootecnia, con la mostra di 500 capi di bovini, equini e ovicaprini di razze pregiate autoctone.

Particolare interesse anche per i social network grazie all'attività di Image Line. All'azienda di Faenza, che dal 2012 affianca FederUnacoma per la comunicazione digitale durante gli eventi fieristici, è stato infatti affidato il reportage della kermesse. Oltre 14mila le interazioni registrate dalla fanpage durante la quattro giorni barese, molto apprezzate le stories ed i post su Instagram, in particolare le testimonianze relative agli incontri "B2B" organizzati da FederUnacoma insieme ad Ice.


Macchine agricole, sicurezza e giovani

Ampio spazio è stato dedicato al tema della sicurezza dell'operatore nell'uso delle macchine agricole e la sicurezza ambientale delle macchine agricole, grazie al workshop sull'innovazione nella meccanica e nell'impiantistica applicate ai biosistemi agroalimentari e forestali promosso dal dipartimento Safe dell'Università di Foggia, dal Distal dell'Università di Bologna, dal Disaat dell'Università di Bari e da FederUnacoma.

E sempre in materia di sicurezza sul lavoro nel corso della manifestazione è stato presentato Ripresa (Rete italiana per la promozione della sicurezza in agricoltura), un progetto per la diffusione della sicurezza in agricoltura che ha l'obiettivo di mettere a sistema le conoscenze e i dati in tema di sicurezza e divulgarli alle community degli operatori. Realizzato in compartecipazione dalla direzione centrale prevenzione Inail e dalle Università della Tuscia, di Udine e di Catania, "discende dall'obbligo, previsto dal Dlgs. 81/08 Testo unico sulla sicurezza sui luoghi di lavoro, dell'elezione in tutte le aziende agricole degli Rls, i Rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza. Il progetto - ha spiegato ha spiegato Rino Gubiani, docente dell'Università di Udine - prevede la realizzazione di una piattaforma informativa per gli Rls e per tutti coloro, datori di lavoro e lavoratori, che vogliano saperne di più e formarsi sul tema della sicurezza e della prevenzione sui luoghi di lavoro in agricoltura".
Ripresa prevede quattro fasi e come ha specificato Massimo Cecchini dell'Università della Tuscia "finora è stata realizzata la prima fase che consiste prevalentemente nella costituzione della base informativa da realizzare attraverso l'acquisizione di dati e informazioni".

Attenzione anche ai giovani grazie alle nuove opportunità che il settore riserva loro. Sulla base di un'indagine svolta presso i costruttori di macchine agricole e commentata da Alessandro Malavolti nel corso di un apposito convegno organizzato dal Ciheam-Iamb di Bari, le nuove figure professionali ricercate sono quelle di ingegneri meccanici con forte propensione all'informatica e all'elettronica. Ma non solo, "abbiamo bisogno anche di tecnici capaci di programmare le macchine nelle aziende agricole - ha affermato Malavolti - preparati nei diversi territori per massimizzare l'uso delle risorse meccaniche, cioè in grado di rendere le macchine disponibili all'uso da parte degli agricoltori. La nostra realtà è l'agricoltura di precisione, e la prospettiva è l'agricoltura 5.0, cioè la robotica applicata all'agricoltura, in particolare nelle operazioni che richiedono tanta manodopera, come la raccolta del pomodoro, delle olive, dell'uva, della frutta e della verdura. E avremo bisogno di tecnici nelle campagne anche per far funzionare i robot".
 

Riflettori puntati sulla Xylella fastidiosa

Sempre più di attualità, il tema della Xylella fastidiosa è stato trattato anche nel corso di Agrilevante mediante il talk su "Le buone pratiche e l'innovazione a salvaguardia della piana degli olivi monumentali da Xylella fastidiosa", organizzato dall'Associazione regionale tecnici e ricercatori in agricoltura (Arptra).

"Per contrastare la Xylella nella Piana degli olivi monumentali non abbiamo altro da fare se non la lotta al vettore attraverso il controllo delle infestanti e l'eliminazione delle piante infette. Dalla ricerca si pretende la risposta risolutiva, senza considerare quanto ha fatto la ricerca in appena sei anni sul rapporto fra pianta, patogeno e vettore e riguardo agli aspetti epidemiologici", ha affermato Franco Nigro dell'Università di Bari.

"Manca la risposta risolutiva per il contenimento del batterio - ha aggiunto - ma considerando il lavoro compiuto in alcuni decenni dalla ricerca americana, è già tanto che in breve tempo siano state individuate due varietà resistenti. Di fronte alla morte certa degli olivi, non c'è alternativa all'innesto con varietà resistenti. Incerto è anche il monitoraggio, che cerca oggi il sintomo dell'infezione, mentre il tempo di incubazione del batterio è di dodici-diciotto mesi".
 

Zootecnica, la novità del 2019

Quest'anno Agrilevante ha dato ampio spazio alla zootecnia sia con la Mostra zootecnica che con il convegno sulla produzione di foraggi dal titolo "Qualità partendo dal campo".
Organizzato dall'Aia e dall'Ara Puglia, è stato introdotto da Eros Gualandi, presidente della cooperativa Il raccolto di Bologna, presentando applicazioni della tecnologia nella loro coltivazione.


A come apicoltura e agricoltura

Anche l'apicoltura è stata al centro alla Fiera del Levante di Bari grazie al talk "Le api sono in pericolo? …parliamone con gli esperti" organizzato dall'Associazione regionale pugliese dei tecnici e ricercatori in agricoltura (Arptra) nell'ambito di una serie di incontri su cibo, agricoltura e ambiente da essa tenuti nei quattro giorni di Agrilevante.

Agricoltori e apicoltori devono parlarsi e venirsi incontro per superare le reciproche diffidenze e collaborare nel rendere correttamente complementari le loro attività: questa l'indicazione operativa emersa nell'incontro vivacizzato dal dialogo-dibattito fra Maria Donnaloia, agronoma, apicoltrice e tecnico dell'Associazione regionale apicoltori pugliesi (Arap), e Vittorio Filì, presidente dell'Arptra.
 

Frutticoltura del Mezzogiorno, una frutticoltura che cambia

Complice il cambiamento climatico, le colture frutticole tropicali (annona, avocado, frutto della passione, papaya, per citarne alcune) stanno prendendo sempre più piede in alcune aree del Mezzogiorno e in particolare in Sicilia. Ma la nascita di numerosi impianti non  è stata sempre fortunata giacché alcuni impianti sono strati stroncati da condizioni meteorologiche avverse o da pratiche agronomiche non adeguate. A volte anche la non corretta gestione post raccolta dei frutti ne ha compromesso la qualità finale.

Per rispondere a queste problematiche il dipartimento di Scienze agrarie, alimentari e forestali (Saaf) dell'Università di Palermo sta conducendo diverse attività di ricerca che ha presentato nel convegno "Coltivazione frutta tropicale nel Mezzogiorno".
"La ricerca vuole supportare gli agricoltori e i tecnici nella scelta delle specie e varietà e nella conduzione agronomica, e gli operatori commerciali nella gestione post raccolta dei frutti", ha affermato nel suo intervento Vittorio Farina, professore associato di Frutticoltura tropicale e subtropicale presso il Saaf.
Gli studi agronomici stanno riguardando in particolare la relazione tra l'andamento delle temperature e le diverse fasi fenologiche, per valutare eventuali situazioni critiche.
 

Isole del Mediterraneo: un laboratorio a cielo aperto

Nel mare Mediterraneo si contano migliaia di isole, non tutte abitate, e nelle sole acque territoriali italiane ne sono presenti ben 800. L'attività basilare nelle economie isolane, insieme al turismo e alla pesca, è l'agricoltura, che viene praticata in condizioni spesso difficili per la carenza d'acqua, la qualità dei terreni, le pendenze e l'esposizione ai venti.
Nondimeno, l'agricoltura isolana, in molti casi definita come "agricoltura eroica", esprime prodotti di qualità e altamente tipici, capaci di rappresentare anche un'attrattiva turistica.

Il problema fondamentale delle attività colturali nelle isole è quello relativo alla meccanizzazione, vale a dire la difficoltà di trovare mezzi che per dimensioni, caratteristiche tecniche, sistema di propulsione, possano adattarsi a quel particolare ambiente.
Di questo si è parlato durante il convegno "Meccanizzazione e filiere sostenibili nelle isole del Mediterraneo", promosso da FederUnacoma insieme con Itabia, l'Italian biomass association.

Presentati numerosi progetti sperimentali realizzati per adattare i mezzi meccanici alle necessità dell'agricoltura delle varie isole, come il progetto Pantelleria realizzato dall'Università di Palermo, il progetto per le isole greche realizzato dall'Università della Tessaglia e Smart Islands, illustrato da Valentina Cozza, ricercatrice Cnr-Istituto inquinamento atmosferico.


Verso Agriumbria 2020

Allevamento, macchinari per l'agricoltura, tecnologie per le fonti energetiche rinnovabili, macchine movimento terra e prodotti agricoli. Saranno questi i principali temi trattati nel corso della 52esima edizione di Agriumbria, la kermesse in programma dal 27 al 29 marzo prossimi a Bastia Umbra. Presentata in occasione di Agrilevante, la manifestazione si caratterizzerà ancora una volta per il suo fiore all'occhiello: la rassegna zootecnica. Una rassegna che diventa ancora più ricca con l'esposizione annunciata di oltre 750 capi di bestiame tra bovini, ovini, caprini, suini, avicunicoli, ed equini.

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