Bene prezioso quanto e più del petrolio, l'acqua va gestita.

Tra i principali produttori di sistemi irriguiIrritec punta da anni sulle soluzioni di microirrigazione per massimizzare il risparmio idrico ed economico ed ottenere vantaggi produttivi (qualità omogenea dei prodotti), ambientali (risparmio d'impiego dei nutrienti in fertirrigazione) e sanitari (la pianta non bagnata è meno soggetta a danni fitosanitari).

Risultato della ricerca e sviluppo aziendale, l'ampia offerta tecnica e tecnologica Irritec propone al cliente soluzioni "sartoriali" tagliate su misura in base alle più diversificate esigenze colturali, pedoclimatiche e aziendali.
 
Filare di ciliegio (Prunus avium)
Filare di ciliegio (Prunus avium)


È tempo di irrigazione per i frutteti: come fare la scelta giusta

Aprile e maggio sono i mesi in cui in Italia inizia l'irrigazione dei frutteti, compresi ciliegio (Prunus avium) e pesco (Prunus persica) dei quali ci occuperemo nello specifico.

"Pur caratterizzate da esigenze idriche diverse - spiega Salvatore Scicchitano, agronomo e progettista senior di Irritec - consigliamo per la gestione idrica di queste due colture impianti ad ali gocciolanti.
Nel caso di territori pianeggianti e impianti con filari non troppo lunghi è ottimale la tipologia standard mentre, nel caso di pendenze o filari molto lunghi, è bene optare per la tipologia autocompensante"
.

A differenza delle ali gocciolanti standard (Junior, Tandem o DP Line di Irritec) il cui funzionamento prevede l'aumento della portata di acqua all'aumentare della pressione, la tipologia autocompensante (Multibar C o F di Irritec) è in grado di mantenere costante la portata con pressioni comprese tra 0,5 e 4 bar. In questo modo, anche in filari lunghi o con pendenze la quantità d'acqua distribuita all'inizio e alla fine del filare rimarrà costante
 

Ala gocciolante autocompensante Mutibar F

Ala gocciolante autocompensante Mutibar F


Ampia anche la scelta dei gocciolatori che possono essere integrati nel tubo (immagine sopra) o esterni e applicabili manualmente a bottone (iDrop) disponibili anche in versione autocompensante, ideale quando si voglia avere una gestione estremamente precisa del flusso di acqua. 
 

Soluzioni su misura

Come chiarito dall'esperto, dare la "ricetta universale" è molto difficile: ogni situazione, infatti, richiede analisi preliminari di terreno e acqua, della varietà coltivata, del tipo di portinnesto utilizzato, delle condizioni pedoclimatiche della zona, delle tecniche colturali adottate ma anche degli obiettivi e delle esigenze aziendali.

"Irritec ha uno staff tecnico agronomico che in Italia e all'estero affianca l'azienda agricola direttamente in campo. A fronte di una valutazione puntuale delle specifiche esigenze e caratteristiche della realtà richiedente e solo dopo aver raccolto le informazioni necessarie, viene definito un progetto e sviluppato un disegno dal quale l'ufficio commerciale elabora l'offerta" spiega Scicchitano.

"In fase di installazione poi è prevista una consulenza ad inizio e a metà lavori con collaudo finale. Nel frattempo ci occupiamo di fare una sorta di formazione all'operatore".

"Il costo medio di un impianto, pur con la forte variabilità imputabile al livello tecnologico scelto (il grado di sofisticazione degli impianti è sempre maggiore: oggi è possibile la gestione in remoto con uno smartphone o un tablet), può rientrare - fa sapere l'esperto Irritec - in un range compreso tra 1.500 e 2mila euro a ettaro. Chiaramente, l'incidenza del costo ad ettaro diminuisce all'aumentare dell'estensione dell'impianto".

Spesa facilmente ammortizzabile se si considerano il risparmio energetico (lavorando a basse pressioni la richiesta è molto bassa), idrico e di fertilizzanti. A queste voci vanno aggiunti il migliore stato fitosanitario delle piante, la maggiore qualità del raccolto e la possibilità di produrre la Waterfood Print o impronta idrica, oggi sempre più richiesta soprattutto dalla Grande distribuzione organizzata.


Ciliegio e pesco: ad ognuno l'acqua che serve

Caratterizzate da diversa epoca di maturazione, queste due colture da frutto - entrambe con apparato radicale superficiale e quindi sensibili tanto alla carenza quanto all'eccesso di acqua - pur condividendo la struttura dell'impianto irriguo necessitano di una diversa gestione della risorsa.

"La tecnica irrigua e le altre operazioni colturali devono avere come obiettivo l'ottenimento di un giusto equilibrio tra fase vegetativa e fase produttiva considerando i rapporti di competizione esistenti tra l'accrescimento dei frutti, dei germogli, delle radici e la differenziazione delle gemme per la produzione dell'anno successivo" chiarisce l'agronomo.

Una forte disponibilità di acqua e azoto nel post fioritura, porterà allo sviluppo prevalente dei germogli con grande consumo degli assimilati a scapito dei frutti e delle radici. In aggiunta, un'eccessiva vigoria fogliare crea zone d'ombra nella chioma non funzionali allo sviluppo dei frutti.
Di contro, una eccessiva disponibilità idrica in prossimità della raccolta, causa la spaccatura dei frutti o comunque la loro scarsa conservabilità.

"Nel caso del ciliegio - chiarisce l'agronomo - abbiamo una maturazione di frutti entro il mese di giugno o inizio luglio, quando la crescita vegetativa è molto spinta e non è possibile ricorrere alla tecnica dello 'stress idrico controllato' per ridurre il consumo di acqua.
Nelle aree cerasicole caratterizzate da piovosità primaverile, l'irrigazione si riduce a interventi post-raccolta utili alla preparazione della pianta alla fruttificazione dell'anno successivo. Inoltre, particolare attenzione è necessaria con cultivar a maturazione tardiva con portinnesti che riducono la vigoria della pianta
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Il pesco, di contro, si caratterizza per una maturazione dei frutti da fine giugno a ottobre nelle varietà più tardive. Quindi nei mesi estivi dove in Italia il clima è caldo e poco piovoso, è importante fornire il giusto apporto idrico".

In entrambi i casi, il ricorso a metodi di microirrigazione, oltre a generare un importante risparmio idrico e una gestione ottimale dei nutrienti in fertirrigazione, crea una striscia umida lungo il filare che riproduce le migliori condizioni per lo sviluppo di un equilibrato apparato radicale e di conseguenza della pianta, con importanti risultati sulla qualità del raccolto.

 

Subirrigazione: scelta top 

L'irrigazione in subirrigazione prevede l'interramento dell'ala gocciolante e costituisce una variante "evoluta" dell'irrigazione a goccia (dove le ali gocciolanti poggiano sul suolo o sono sospese).

Multibar Rootguard è la tecnologia esclusiva Irritec che, in quanto dotata di un gocciolatore contenente un additivo per l'autodifesa dall'intrusione radicale, rappresenta la soluzione ideale negli impianti di subirrigazione.

Spesso ostacolata da preconcetti privi di reale fondamento, l'adozione di questo tipo di tecnologia offre numerosi vantaggi. "Dove possibile la subirrigazione è sempre vantaggiosa. La distribuzione dell'acqua e del nutrimento direttamente nella rizosfera previene perdite della prima per evaporazione e del secondo per dispersione nel terreno - spiega l'agronomo, che aggiunge - il risparmio degli input che abbiamo stimato in un impianto in soprassuolo arriva al 25%". 

Inoltre, l'assenza di tubature esterne previene possibili danni causati dall'uso di macchine agricole in fase di raccolta, potatura e distribuzione di prodotti fitosanitari, oltre a scongiurare il furto dell'impianto.
 
Dosabox Junior Automatico Irritec
Dosabox Junior Automatico Irritec
 

Infine, quale complemento ideale negli impianti di irrigazione a goccia, il fertirrigatore Dosabox Junior Automatico Irritec specifico per frutteti, posto a livello della pompa rappresenta la soluzione tecnologicamente più all'avanguardia della casa costruttrice per la somministrazione controllata di fertilizzanti (fino a tre diversi) con gestione volumetrica proporzionale. Capace di coniugare estrema precisione e semplicità di utilizzo, dispone di un monitor di pH e conducibilità elettrica (EC) che consente il monitoraggio costante delle caratteristiche di salinità e conducibilità elettrica della soluzione.