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Concimazione organica in vigna, meglio se a rateo variabile

Una squadra di ricercatori sta mettendo a punto dei prototipi di spandiconcime a rateo variabile dedicati alla concimazione organica. Più biodiversità e fertilità in vigna, meno costi per l'azienda e l'ambiente. L'intervista a Isabella Ghiglieno dell'Università di Milano

Tommaso Cinquemani di Tommaso Cinquemani

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Il progetto Life Vitisom si concluderà a dicembre 2019
Fonte foto: © hykoe - Fotolia

La fertilizzazione della vite è uno degli elementi cruciali per avere piante sane e uve di qualità in quantità. Ma è anche un elemento cruciale per prendersi cura del suolo che nei moderni vigneti è carente di sostanza organica, con effetti negativi sulle piante e l'ambiente.

Per questo nell'ambito del programma europeo Life è stato lanciato Vitisom, un progetto che coinvolge otto partner, con capofila l'Università degli studi di Milano, che ha come obiettivo quello di mettere a punto degli spandiconcime a rateo variabile che possano distribuire concimi organici a seconda delle reali necessità della pianta.

Di rateo variabile abbiamo già parlato in questo articolo dedicato alla viticoltura di precisione. Si tratta di spandiconcime in grado di fornire dosi di concime in maniera variabile a seconda delle reali esigenze della pianta. Una vite vigorosa avrà meno bisogno di nutrienti, una che cresce su un terreno meno fertile avrà invece bisogno di un aiuto in più.

"Ad oggi non esistono spandiconcime a rateo variabile per la concimazione organica, ma solo per quella minerale", spiega ad AgroNotizie Isabella Ghiglieno, ricercatrice dell'Università degli studi di Milano e project manager di Life Vitisom.
"I prototipi che stiamo studiando sono cinque, ognuno dedicato ad un areale differente del nostro territorio. Partner del progetto sono Guido Berlucchi e Castello Bonomi, in Franciacorta. E Conti degli Azzoni, nelle Marche. In queste aziende stiamo sperimentando i macchinari messi a punto dalla ditta Casella, specializzata nella costruzione di macchine agricole".

Perché una concimazione variabile è da preferire ad una a dose costante?
"Perché le esigenze delle piante non sono tutte uguali. La concimazione a rateo variabile permette di fornire alla pianta l'esatta quantità di concime di cui ha bisogno, senza sprechi".

Come si fanno a capire le necessità della singola vite?
"Attraverso il vigore vegetale. E' un indice che viene misurato con delle speciali telecamere che captano la luce riflessa dalle foglie. Dopo l'elaborazione dei dati si ottengono le cosiddette mappe di vigore dalle quali poi si ricavano le mappe di prescrizione, che indicano allo spandiconcime quanto prodotto dare e dove".
 
Un esempio di mappa di vigore

Dove sono disposte le telecamere che rilevano il vigore vegetale?
"Nella nostra sperimentazione abbiamo usato sia le immagini satellitari sia i dati provenienti da sensori di prossimità montati sui trattori".

Dunque le mappe di vigore possono essere ottenute solo durante la fase vegetativa della pianta?
"Dato che la concimazione organica viene fatta in autunno-inverno e ad inizio primavera abbiamo bisogno di avere delle misurazioni a prescindere dalla presenza o meno delle foglie. Per questo stiamo mettendo a punto un sistema per ricavare questa misurazione dai tralci".

In che modo?
"Abbiamo montato su un trattore un sensore che misura la vigoria della pianta basandosi sullo spessore dei rami. Mentre il mezzo avanza in vigna un computer analizza i dati del sensore e comunica allo spandiconcime la quantità esatta di compost, letame o digestato separato solido da fornire".
 
Il sensore per determinare il vigore vegetale

Quali impatti ha la concimazione a rateo variabile?
"Prima di tutto si ha una diminuzione degli sprechi e quindi un risparmio di concime. L'approccio variabile permette poi di avere una maggiore omogeneità delle uve e quindi una qualità del vino superiore. Dal punto di vista del terreno invece si ha un aumento della sostanza organica e dunque un miglioramento della fertilità chimica e biologica dei suoli. Stiamo anche studiando l'effetto sulle emissioni di gas ad effetto serra".

Alla fine del progetto ci saranno macchinari disponibili per gli agricoltori?
"L'idea è quella di mettere a punto macchinari dall'utilizzo estremamente semplice che possano essere impiegati in vigna".

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