Agricoltura di precisione, l'Enea lancia la sua 'task force droni'

Presentata a RomeCup 2016 la squadra di ricercatori dell'Enea che avranno il compito di lavorare nel campo dei velivoli senza pilota. AgroNotizie ha parlato con uno dei ricercatori

Tommaso Cinquemani di Tommaso Cinquemani

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Blasi, ricercatore dell'Enea: 'Il precision farming è uno dei settori in cui i droni possono ricoprire un ruolo fondamentale'
Fonte foto: © Alexander Kolomietz - Fotolia

Durante RomeCup 2016, la fiera internazionale della robotica che si svolge ogni anno a Roma, l'Enea ha presentato la sua task force dedicata ai droni. Ricercatori con vari profili che studieranno e svilupperanno soluzioni in un settore in forte espansione e che suscita grande interesse nell'opinione pubblica.

Il gruppo di lavoro, che mette assieme persone provenienti da diversi dipartimenti e con competenze differenti, svilupperà il mondo dei droni a 360 gradi, da quelli terrestri a quelli volanti e perfino sottomarini. I campi di applicazione sono infiniti: tutela del territorio, sicurezza pubblica, architettura, industria e ovviamente l'agricoltura di precisione.

Il precision farming è uno dei settori in cui i droni possono ricoprire un ruolo fondamentale”, spiega ad AgroNotizie Luciano Blasi, ricercatore dell'Enea. “Attraverso i sensori trasportati dagli aeromobili a pilotaggio remoto è possibile andare raccogliere dati direttamente in campo. Informazioni che una volta analizzate possono dirci molto sullo stato di salute della vegetazione e quindi guidare le decisioni dell'agricoltore”.

Di droni se ne parla tanto e molte aziende si sono lanciate in questo business nascente. Da parte degli agricoltori c'è forte interesse (come dimostrano i dati dell'indagine condotta da Nomisma insieme a Image Line), ma ancora dubbi sulla reale utilità di questi strumentini. Dubbi condivisi anche da Blasi secondo cui “un punto cruciale resta quello del ritorno economico. Attualmente non ci sono studi soddisfacenti che indichino quale è il risparmio per l'azienda agricola che utilizza i droni”.

Fino ad oggi il settore che guarda con maggiore interesse ai droni è la viticoltura. E' quello infatti a maggiore valore aggiunto, in cui la cura della singola vite, per ottenere le massime prestazioni in termini di quantità e qualità, può determinare un vantaggio economico adeguato a giustificare la spesa di un monitoraggio attraverso i droni.

Il settore, certo, è ancora agli albori. E anche la task force dell'Enea è in una fase iniziale, visto che ancora non ci sono fondi stanziati per sviluppare progetti specifici. “Il vantaggio che abbiamo in Enea è di poter mettere a sistema competenze diverse”, spiega Blasi. “Come Agenzia siamo in grado di sviluppare ogni aspetto, dalla progettazione del drone, alla sensoristica, ai modelli informatici di analisi dei dati rilevati dai velivoli”.

© AgroNotizie - riproduzione riservata

Fonte: Agronotizie

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Tag: viticoltura innovazione ricerca agricoltura di precisione droni

Rubrica: AgroInnovAzione

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