In applicazione a quanto sancito dalla direttiva comunitaria 128 del 2009 del Parlamento Europeo e del Consiglio, recepita con decreto legislativo 150 del 14 agosto 2012, viene definito un quadro d'azione comunitaria che regolamenta e definisce un uso sostenibile dei prodotti fitosanitari.

Il decreto opera nell'ambito dei prodotti fitosanitari secondo un principio di precauzione in un'ottica di massima armonia con le politiche di sviluppo rurale e con i dettami dell'Organizzazione comune dei mercati.

Procedendo all'applicazione di quanto definito all'articolo 6 del decreto 150/2012, il Pan o Piano d'azione nazionale per l'uso sostenibile degli agrofarmaci, definito da un tavolo tecnico istituito dal Mipaaf, rappresenta lo strumento di piena applicazione delle nuove direttive comunitarie a livello nazionale.

Approvato con decreto del 22 gennaio 2014 pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n°35 del 12 febbraio 2014, il Pan si pone quali obiettivi primari in linea con le direttive europee, la riduzione dei rischi per la salute umana e l'ambiente, la riduzione e la razionalizzazione degli impieghi di prodotti fitosanitari. 
In esso sono contenuti obiettivi, misure, modalità e tempi utili a centrare gli obiettivi passando anche attraverso la promozione di metodi di difesa integrata, divenuta obbligatoria, e biologica.

Controllo funzionale e formazione
Tra le misure contenute nel documento nazionale, figurano, tra l'altro, il controllo delle macchine irroratrici e l'adeguamento al sistema formativo già in essere per gli utilizzatori professionali di fitofarmaci, distributori e consulenti.
In merito alla formazione, gestita a livello regionale, il Pan istituisce l'obbligatorietà di un percorso formativo base e un aggiornamento periodico con rilascio di certificato di abilitazione valido per cinque anni sul territorio nazionale e rinnovabile, previa partecipazione a corsi di aggiornamento.
Per quanto riguarda i controlli alle attrezzature preposte all'applicazione dei prodotti fitosanitari, o controllo funzionale, si passa da un sistema volontario introdotto negli anni '80 a uno obbligatorio.

Enama, cooridnamento tecnico
Sin dal 2004 su decreto del Mipaaf, l'Enama, Ente nazionale per la meccanizzazione agricola, si occupa del 'programma per il coordinamento delle attività di controllo della macchine per la protezione delle colture' all'interno del quale ha prodotto numerosi documenti volti ad armonizzare le procedure di controllo.
Il ruolo di Enama, forte della partnership tecnica con l'Università di Torino, è oggi di coordinamento e supporto tecnico per l'aggiornamento delle procedure attuative dei controlli funzionali, di raccolta dati dai centri prova poi inviati alla banca dati nazionale istituita dal Mipaaf e di supporto alle regioni per la formazione dei tecnici addetti a tali controlli.
"Il fatto che Enama abbia iniziato questo tipo di attività nel 2004 - ha spiegato per Agronotizie Roberto Limongelli dell'Ente - ha permesso alle regioni di arrivare pronte ai controlli funzionali richiesti dall'Europa a livello tecnico ma anche organizzativo su aspetti quali le attrezzature necessarie, la formazione dei tecnici, la definizione di metodologie, procedure, limiti e parametri delle prove.

Grazie al lavoro svolto in questi anni dal tavolo inter-regionale coordinato da Enama e promosso dal Mipaaf, siamo riusciti anche ad ottenere il mutuo riconoscimento, previsto nel Pan, che genera una valenza a carattere inter-regionale ed europeo dei controlli effettuati in ogni singola regione italiana.

Il controllo è obbligatorio per tutte le macchine operatrici ad uso professionale specificate nel decreto, una volta entro il 26 novembre 2016
- ha chiarito Limongelli - e l'intervallo tra i controlli funzionali non deve superare i cinque anni fino al 2020 e i tre dopo tale data.

Le attrezzature nuove, con data d'acquisto successiva al 26 novembre 2011, devono essere sottoposte a controllo entro cinque anni dalla data d'acquisto. 
Mentre, entro sei mesi dall'entrata in vigore della normativa, verrà definito un apposito decreto del Mipaaf che dovrà stabilire gli intervalli di frequenza del controllo per varie e diverse tipologie di macchine e attrezzature.
Un tavolo di esperti effettuerà una vera e propria analisi dei rischi per verificare il grado d'impatto ambientale delle diverse dipologie di  macchine e, in base a questi parametri, verranno definiti i tempi.
Per il momento
- prosegue l'esperto -, sono escluse le irroratrici a spalla a leva o gli atomizzatori a spalla, privi di induzione d'aria, quindi a motore ma senza ventilatore".

Taratura e formazione, parametri a braccetto
Altro aspetto definito nel Pan di importanza chiave, è la regolazione o taratura da effettuarsi anche in questo caso entro il 26 novembre 2016, in aggiunta al controllo funzionale periodico così da garantire una corretta distribuzione della quantità di miscela fitoiatrica necessaria al trattamento.
"Rientrano nel controllo funzionale - specifica Limongelli -, tutti gli aspetti volti ad attestare le buone condizioni di funzionamento della macchina tra cui, per fare qualche esempio, la taratura del manometro, il corretto inserimento dei filtri, l'assenza di perdite lungo le tubazioni, gli ugelli che non siano usurati e abbiano una portata corretta per la tipologia di trattamento e così via; il tutto diversificato a seconda della tipologia di macchina in questione.
Altro discorso
- prosegue - è la regolazione o, come veniva chiamata, taratura della macchina. Una volta accertata la sua condizione ottimale, l'intervento dell'operatore che è poi l'utilizzatore finale, diventa una discriminante fondamentale ai fini della sostenibilità.
Quindi, garantire la capacità di saper definire l'esatta portata in funzione della vegetazione da trattare, la velocità di avanzamento, la corretta scelta degli ugelli da chiudere e molto altro, sono tutti compiti demandati dal Pan direttamente all'agricoltore il quale deve fornirsi della corretta formazione e preoccuparsi di riportare nel proprio registro trattamenti i parametri di impiego della macchina nella varie fasi del trattamento
".

Vengono in aiuto all'agricoltore, i centri prova dove è possibile effettuare un controllo strumentale finalizzato a definire le corrette regolazioni da scegliere nei diversi trattamenti.
"Si tratta - specifica Limongelli - di un passaggio non obbligatorio e, per questo è probabile che siano previste agevolazioni per quanti decidano di sottoporsi volontariamente a questo ulteriore controllo. Cosa, questa, non possibile per il controllo funzionale visto il suo carattere di obbligatorietà e, in questo caso, i costi vanno a gravare direttamente sull'agricoltore.
Naturalmente
- conclude l'esperto -, vista l'ampia sezione del Pan che affronta la tematica realtiva al corretto uso delle macchine, sarebbe auspicabile che l'aspetto venisse trattato in modo approfondito all'interno della formazione obbligatoria prevista dal Pan stesso".

Da chiarire, infine, che la normativa fa riferimento all'uso professionale; quindi, se la macchina è di proprietà di un'azienda agricola deve essere controllata mentre, ove il proprietario non fosse un agricoltore a titolo professionale, non sono necessari controlli.