Nella tarda serata di ieri - 10 novembre 2025 - gli uffici del Parlamento Europeo hanno comunicato che i negoziatori - propri e del Consiglio Ue - hanno concordato di semplificare i requisiti aziendali per l'adesione alle misure della Politica Agricola Comune dell'Unione Europea.
L'accordo provvisorio raggiunto dagli eurodeputati e dalla presidenza danese del Consiglio allevierà alcuni degli oneri amministrativi e normativi che gravano sugli agricoltori durante l'attuale periodo di programmazione della Pac 2023-2027.
Ecco dunque i capitoli sui quali si è raggiunto questo accordo provvisorio, che dovrà ora essere approvato sia dal Consiglio che dal Parlamento prima che la riforma possa entrare in vigore. Obiettivo comune e credibile è che le modifiche possano essere vigenti sin dal primo gennaio 2026.
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Requisiti ambientali
Per proteggere la biodiversità verrà modificata la prescrizione che impone agli agricoltori di arare i terreni almeno ogni cinque-sette anni per mantenerli coltivabili, operazione costosa e dispendiosa in termini di tempo, gli eurodeputati hanno ottenuto un accordo secondo cui i terreni considerati coltivabili al 1° gennaio 2026 potrebbero mantenere questo status anche se non sono stati arati, coltivati o riseminati.
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I deputati hanno concordato con il Consiglio che gli agricoltori certificati biologici saranno automaticamente considerati conformi a diversi requisiti per mantenere i terreni in Buone Condizioni Agronomiche e Ambientali (Bcaa) per le parti delle loro aziende biologiche e in conversione al biologico. Gli Stati membri potranno limitare questa semplificazione nel caso in cui i controlli comportino un elevato onere amministrativo.
Controlli in loco, al massimo una volta l'anno
Gli eurodeputati hanno difeso con successo il principio una tantum per le ispezioni proposto dalla Commissione Ue, in base al quale gli agricoltori non dovrebbero essere sottoposti a più di un controllo ufficiale in loco in un dato anno.
Piccole aziende, un aiuto in più sugli investimenti
I negoziatori del Parlamento hanno inoltre insistito affinché i massimali per il sostegno ai piccoli agricoltori vengano aumentati a un pagamento annuale fino a 3mila euro (anziché i 2.500 euro proposti dalla Commissione) e a un nuovo pagamento una tantum per lo sviluppo aziendale fino a 75mila euro (in aumento rispetto ai 50mila euro proposti).
Rodrigues: "Una Pac più equa è possibile"
Il relatore André Rodrigues (S&d, Pt) ha dichiarato: "Il Parlamento Europeo ha dimostrato che è possibile rendere la Pac più equa, più chiara e più vicina a chi lavora la terra ogni giorno. Questo accordo offre maggiore sostegno agli agricoltori, regole più efficienti per le autorità nazionali e orientamenti ambientali più chiari, in modo che le buone pratiche siano incoraggiate anziché penalizzate da confusione o burocrazia. Dal 1° gennaio 2026, queste nuove regole si applicheranno a oltre nove milioni di agricoltori in tutta Europa, perché li abbiamo ascoltati e abbiamo trasformato le loro preoccupazioni in soluzioni concrete".
I precedenti
Il 14 maggio 2025 la Commissione aveva presentato un pacchetto per semplificare l'attuale Pac, basato sulle raccomandazioni emerse dal Dialogo Strategico sul Futuro dell'Agricoltura. Per accelerare l'adozione delle nuove norme, il Parlamento Europeo ha utilizzato una procedura semplificata in cui i deputati hanno presentato emendamenti direttamente alla proposta della Commissione.
Semplificazione, una priorità per l'Europarlamento
Gli eurodeputati hanno ripetutamente chiesto una revisione del codice normativo dell'UE per semplificare e ridurre gli obblighi amministrativi per le imprese. Le proposte omnibus, presentate dalla Commissione a partire da febbraio 2025, mirano a rafforzare la competitività e la prosperità dell'Ue e a sbloccare ulteriore capacità di investimento per le imprese. Con urgenza, il Parlamento ha già adottato alcune proposte e sta procedendo rapidamente alla finalizzazione delle restanti.






























