Ieri, 13 giugno 2022, in Commissione Politiche Agricole della Conferenza Stato Regioni si è registrato l'accordo sul riparto del Fondo Europeo per l'Agricoltura e lo Sviluppo Rurale (Feasr) tra i Programmi di Sviluppo Rurale 2023-2027: oltre 16 miliardi di euro di risorse complessive, 6 miliardi e 750 milioni delle quali provenienti dal Feasr e da Next Generation EU e con le restanti rinvenienti dal cofinanziamento nazionale

 

L'accordo - che dovrà ora essere sancito dall'intesa all'unanimità in Conferenza Stato Regioni - prevede la non penalizzazione delle regioni del Sud, che di fatto non dovrebbero perdere risorse in termini di spesa pubblica complessiva, ma solo grazie all'aumento del cofinanziamento nazionale, sostenuto dalle casse delle regioni, che saranno in parte compensate da un Fondo perequativo da 500 milioni di euro che sarà costituito sul Bilancio dello Stato, come per altro in parte anticipato da AgroNotizie. È quanto si ricava dai comunicati diffusi sin dal primo mattino.


I criteri oggettivi e i correttivi

L'applicazione dei nuovi criteri oggettivi, riproposta in Commissione Politiche Agricole solo lo scorso 9 maggio 2022, avrebbe spostato ingenti risorse Feasr e di spesa pubblica complessiva verso il Nord del Paese. Un primo decisivo passo è stato fatto nella Commissione del 10 giugno 2022, che ha definito con completezza i criteri correttivi, come anticipato dal sito web istituzionale Psr Campania Comunica sin dall'11 giugno.


Per le regioni e province autonome con dotazione finanziaria inferiore al 2%, si garantisce almeno la percentuale di riparto assicurata dal cosiddetto criterio storico.

 

La quota di risorse inizialmente accantonata per effettuare un'azione di riequilibrio è innalzata dall'8% al 9,69%: di tale incremento, una percentuale del 1% è attribuita alle regioni in base ad un parametro ricavato dalla superficie e dal numero delle aziende tabacchicole per il triennio 2018-2020.

 

Una quota delle risorse per il riequilibrio, pari allo 0,69% è attribuita alle regioni che dalla categoria "in transizione" passano alla categoria "meno sviluppate" e, contestualmente, subiscono una penalizzazione a seguito della nuda utilizzazione dei nuovi criteri.

 

Il limite relativo al blocco del cosiddetto "guadagno" da parte di alcune regioni e conseguente all'utilizzo dei nuovi criteri viene elevato dal 15 al 16%.

 

Le dichiarazioni di Patuanelli

"Prendo atto con estrema soddisfazione dell'accordo raggiunto questa mattina dagli assessori all'Agricoltura delle regioni e province autonome sulla proposta di riparto avanzata dal Ministero delle Politiche Agricole, attraverso la quale saranno messi a disposizione oltre 16 miliardi di euro in 5 anni, per sostenere gli interventi di sviluppo rurale contenuti nel Piano Strategico della Politica Agricola Comune per il periodo 2023-2027 - afferma il ministro Stefano Patuanelli in una nota diffusa dal Mipaaf dopo le 16:30 di ieri, 13 giugno 2022.


Il ministro Patuanelli ricorda poi nella nota: "Ora l'intesa dovrà essere approvata dalla Conferenza Stato Regioni, cui spetta l'ultima parola sulla programmazione dei fondi comunitari destinati al settore agricolo".

 

"ll passaggio odierno è però molto importante - sottolinea il ministro - anche perché giunge a conclusione di una fase negoziale particolarmente delicata e complessa". Infine Patuanelli ringrazia il coordinatore della Commissione Politiche Agricole della Conferenza delle Regioni, l'assessore veneto Federico Caner e tutti gli assessori "per l'approccio costruttivo assunto durante l'intero negoziato".

 

Scilla: "È un buon accordo"

Già verso mezzogiorno a dare per primo la notizia dell'accordo è l'assessore regionale all'Agricoltura, Sviluppo Rurale e Pesca Mediterranea, Toni Scilla, secondo il quale "Sarà così possibile attivare i relativi bandi già alla fine dell'estate, dando subito nuove opportunità agli imprenditori agricoli siciliani".


"Si tratta di un buon accordo per la Sicilia - aggiunge Scilla - a seguito della maggiore incidenza del cofinanziamento nazionale, dal momento che si passa dai circa 2,2 miliardi di euro di spesa pubblica del settennio 2014-2020 ai circa 2,6 miliardi di euro per il settennio 2021-2027. Saranno finanziate, tra le altre, le misure che riguardano l'insediamento dei giovani in agricoltura, gli investimenti nelle aziende agricole e, ancora, misure specifiche per gli agriturismi e per le strade interpoderali".


"Serve sottolineare - chiarisce l'assessore della Giunta guidata da Nello Musumeci - che questo accordo vale solo ed esclusivamente per la programmazione 2023-2027 e non rappresenta alcun precedente per le prossime programmazioni. Questo significa che i futuri criteri che stabiliranno le successive ripartizioni saranno stabiliti in un secondo tempo".


Caputo: "Restano disattesi i principi comunitari"

"Il Governo impegnerà 100 milioni all'anno per i prossimi 5 anni in modo da compensare alcune regioni per i maggiori impegni causati dal maggiore cofinanziamento regionale - aveva sottolineato l'assessore all'Agricoltura campano, Nicola Caputo alla vigilia della riunione di ieri.


Alla Campania sul 2023-2027 vanno risorse complessive per "oltre 1,2 miliardi di euro che corrispondono al 9,75% della spesa totale delle regioni - spiega Caputo a margine della riunione della Commissione Politiche Agricole della Conferenza delle Regioni di ieri. - Un'intesa che avrà valore solo per la programmazione 2023-2027 - sottolinea l'assessore campano - non rappresentando, infatti, alcun punto di partenza per il futuro".


Tale condizione è stata richiesta, secondo Caputo, perché in questo accordo restano  "Disattesi gli stessi principi del Regolamento Ue numero 2115/2021 che invita i Paesi Ue a procedere nella ripartizione delle risorse Feasr tenendo conto delle regioni in ritardo di sviluppo e, soprattutto, delle disparità interregionali all'interno di uno Stato membro".


"Sono stati adottati criteri con uno specifico peso percentuale del tutto arbitrari e non rispondenti alle esigenze di una equa ripartizione delle risorse fra le diverse aree del Paese e solo un importante impegno finanziario del Governo ed in particolare del ministro Patuanelli, cui va il mio ringraziamento per il grande lavoro svolto, ha consentito la definizione del riparto del Feasr".


Caputo spiega che il riparto avverrà sulla base di due principi: "Il primo, nessuna regione dovrà ricevere meno risorse, in termini di spesa pubblica complessiva rispetto al riparto basato sui criteri cosiddetti storici; il metodo utilizzato non costituisce riferimento per i futuri riparti per i quali vanno individuati criteri veramente oggettivi e soprattutto pertinenti alle finalità del Feasr".


"Abbiamo scelto - conclude Caputo - la strada più lunga, ma siamo arrivati alla condivisione di tutte le regioni grazie al forte sforzo messo in campo dal Mipaaf che ha aumentato il tasso di cofinanziamento nazionale e compensato le regioni".