L'acqua che non c'è

Interviste impossibili: la crisi idrica dovuta alla scarsità di precipitazioni mette a rischio i piani irrigui dell'estate. Chiediamo all'acqua cosa ne pensa

Donatello Sandroni di Donatello Sandroni

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Interviste impossibili: siccità e il punto di vista dell'acqua
Fonte foto: Agronotizie

A inizio maggio è piovuto, finalmente. Ma bastano queste precipitazioni a far pensare risolta la crisi siccitosa che ha attanagliato molte regioni del Nord Italia? Meglio chiederlo alla diretta interessata, ovvero l'acqua stessa.


Mia cara, era tanto che non ci vedevamo…
"Che vuole farci, le temperature medie globali aumentano, le correnti atmosferiche cambiano e può capitare che io vada a svernare altrove".


Ce ne siamo accorti: più di tre mesi di siccità durante l'inverno.
"Lo sono bene: tra fine dicembre a inizio primavera, appunto in Nord Italia, si sono infilati oltre cento giorni di totale assenza di piogge. In quota ciò si è trasformato pure in assenza di neve. Una combo micidiale che ha intaccato non solo le riserve in cima ai monti, bensì anche i livelli di invaso dei grandi laghi settentrionali".


Una fonte di preoccupazione, Le confesso, per i molti agricoltori che hanno seminato mais e che si accingono a seminare riso.
"Hanno tutta la mia comprensione. I maiscoltori, perché quella poca pioggia caduta a inizio maggio ha premiato i coraggiosi che hanno seminato su terreni decisamente asciutti. I risicoltori, poiché oggi devono valutare attentamente cosa fare per la semina: nel breve seminare in asciutta potrebbe apparire la via più consigliabile, ma poi? Al riso servirà comunque tanta acqua e a guardare gli attuali scenari hanno da stare poco sereni".


Ma Lei, che ha il polso della situazione, che cosa può dirci sulle riserve disponibili?
"Dolente, ma non posso portare buone nuove. A inizio primavera sopra i 2.800 metri del massiccio del Monte Rosa vi erano accumuli di neve di poco superiori ai 60 centimetri, mentre dal 2014 al 2012 raramente si era scesi sotto i 200. Per alcuni anni, fra il 2017 e il 2018, si era addirittura saliti sopra i 300. Nel 2009 si erano sfiorati addirittura i 380. Quindi non siete messi benissimo per i prossimi mesi, dal momento che manca la neve di riserva, quella che con il suo scioglimento mantiene in equilibrio i livelli di laghi e fiumi".


Comunque in estate laghi e fiumi sono sempre calati…
"Sì, ma se non ci fossero state cospicue riserve nevose in alta quota sareste arrivati ad agosto con i grandi laghi mezzi vuoti e i grandi fiumi quasi secchi. Il fatto che manchi neve è la prima fonte di preoccupazione, poiché è come restare senza soldi in banca pur avendo nei prossimi mesi diverse rate da pagare".


Insomma, ci sta dicendo che siamo già oggi profondamente indebitati?
"Eccome. Non li sente già i bisticci tra le comunità lacustri e i consorzi irrigui? Già tali diatribe sono quasi una costante nel tempo, ma quest'anno rischiate di sbranarvi l'un l'altro per avere qualche metro cubo d'acqua in più".


Peccato che senza acqua diverse colture secchino in campo e addio raccolti.
"Perfettamente consapevole, ma non pare che tale eventualità venga considerata in vetta alle preoccupazioni dell'amministrazione idrica dei grandi bacini. Vi sono molteplici interessi da mediare e quindi temo che anche l'agricoltura dovrà accettare di essere messa a stecchetto".


Le piogge cadute a fine aprile e a inizio maggio non sono servite a molto, quindi?
"Sono servite a tappare momentaneamente il buco e a far germinare bene il granturco, dandogli quel minimo di risorsa per svilupparsi nel breve. Come pure hanno dissetato i cereali a paglia che dovevano lanciarsi verso il traguardo della trebbiatura. Ma se qui non piove ancora, e molto, siete in guai seri, poiché i laghi già oggi piangono miseria".


Eppure i grandi laghi sono riserve abbondanti di acqua, mi pare.
"Certo, ma mica li si può considerare come delle vasche a completa disposizione di acquedotti e impianti di irrigazione. Sotto a certi livelli si rischiano conseguenze ambientali locali. Il tutto, nonostante un lago come quello Maggiore abbia mediamente un volume di 37 km3. Un dato considerevole dato da una superficie di 212,5 km2 e da una profondità media di 174 metri. Pensi che quella massima è di 372 metri. Agli attuali afflussi da monte ci vorrebbero mesi per ripristinare i volumi defluiti da dicembre ad aprile. Se pensa che mediamente defluiscono dal lago fino a 200 metri cubi al secondo e ne arrivano da monte circa metà o poco più… Ha idea di quanto deve piovere per mantenere in equilibrio il sistema in-out?".


Quindi, o qui piove tanto, ma tanto, fino ad almeno agosto, o i raccolti rischiano di brutto?
"Esatto. Ci sono già alcune società di erogazione che hanno comunicato la possibilità di non poter soddisfare le forniture previste. Se l'acqua non c'è mica te la puoi inventare. Quindi la paura aumenta".


E sperando che poi quando piove non faccia tempesta…
"Ecco, io avrei preferito evitare questo tema, poiché già mi sento in imbarazzo ad aver condiviso scenari così tristi, ma la preoccupazione è legittima. Quando non piove a lungo, con l'aumentare delle temperature si possono creare localmente condizioni favorevoli a bombe d'acqua e grandinate. Quindi, se prima mi maledicevate perché non c'ero, so già che in tal caso mi maledireste perché son venuta giù troppo violenta".


Oltre alla speranza che da maggio ad agosto giunga anche la pioggia che non è caduta da dicembre ad aprile, cosa può fare l'agricoltura per difendersi?
"A parte le processioni a fini intercessori?".


Su, dai, non scherziamo. Va bene che gli antichi Romani sfilavano durante le Robigalia per rabbonire il Dio Robigo, cui attribuivano le ruggini dei cereali, ma ormai son passati duemila anni…

"Mi creda, quando la gente è disperata ricorre anche a pratiche irrazionali. Dove la logica non riesce a fornire soluzioni, si tenta anche la via delle azioni illogiche".


Anche Lei ammiratrice del venusiano Dr. Spock?
"Ovviamente. Una mente tanto algida quanto brillante. Impossibile non apprezzarla".


E quindi, se ci fosse il Dr. Spock cosa ci consiglierebbe?

"Presumo che consiglierebbe di centellinare le risorse disponibili, somministrandole solo con criteri di soccorso nei momenti in cui si rischia davvero il collasso delle colture o la seria perdita di produzione. Per esempio, il mais in fioritura non può restare senza di me. Ma in tal senso dubito che l'irrigazione a scorrimento, coi volumi che utilizza, possa essere guardata come soluzione razionale. Meglio quella a pivot o, per i più raffinati e predisposti agli investimenti lungimiranti, dei begli impianti di irrigazione a goccia, con le manichette".


Sì, una soluzione alto tecnologica che permette anche di massimizzare i benefici della nutrizione localizzata. Ma molto costosa all'inizio. 
"Certo: i costi di implementazione sono elevati rispetto ad altri sistemi irrigui. Ma qui i casi sono due, a parte sperare nella benevolenza di piogge che cadono solo al momento giusto: o investite per adattarvi ai cambiamenti, o saranno i cambiamenti a investire voi…".


Messaggio ricevuto. Forte e chiaro. E da domani, tutti attaccati alle previsioni meteo con le dita incrociate. 

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Fonte: Agronotizie

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Tag: cerealicoltura meteo irrigazione siccità acqua semina

Temi caldi: Le interviste impossibili

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