Il Decreto Interministeriale Attuativo contenente linee guida e indirizzi inerenti i requisiti gli standard minimi di qualità per l'esercizio dell'attività oleoturistica è stato firmato dai titolari delle Politiche Agricole e del Turismo, Stefano Patuanelli e Massimo Garavaglia ed è atteso a breve alla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. L'oleoturismo - ovvero l'attività turistica realizzabile intorno al mondo dell'olio di olivaDenominazione di Origine - era stato istituito con i commi 513 e 514 della Legge sul Bilancio dello Stato per il 2020, la numero 160/2019, per iniziativa del senatore pugliese Dario Stefàno, sulla scia degli analoghi provvedimenti che hanno costruito l'enoturismo e le "Strade del vino". Ma le nuove norme per l'oleoturismo avevano bisogno di un decreto attuativo.

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Il Decreto Interministeriale - che stabilisce regole e requisiti igenico sanitari e di sicurezza delle strutture oleoturistiche - inquadra l'oleoturismo come attività imprenditoriale che richiede competenze e investimenti.

Il turismo dell'olio è definito all'articolo 1 del Decreto come l'insieme delle "attività formative ed informative rivolte alle produzioni olivicole del territorio e alla conoscenza dell'olio, con particolare riguardo alle indicazioni geografiche (Dop, Igp)".  Non sono quindi comprese nel perimetro delle attività formative e informative le olive da mensa e altri prodotti derivati dalle olive che non siano per l'appunto olio di oliva, prevalentemente Dop o Igp.

Decisiva per gli operatori - imprenditori agricoli e frantoiani - la possibilità di offrire pacchetti turistici che includano "la raccolta dimostrativa delle olive", fino a ieri riserva di caccia esclusiva delle fattorie didattiche. Le produzioni olivicole potranno essere degustate anche in abbinamento ad altri alimenti, con l'esclusione di "preparazioni gastronomiche". Un oleoturismo non sarà dunque un ristorante, ma si potrà mangiare la classica bruschetta con l'olio o altri semplici alimenti finalizzati alla degustazione dell'olio.

Le "Linee guida ed indirizzi in merito ai requisiti e standard minimi di qualità", fissate dall'articolo 2 del Decreto, legano l'offerta oleoturistica a precisi investimenti e competenze da acquisire in azienda. Obbligatorio per le aziende un "sito o pagina web aziendale" rivolto all'attività oleoturistica, e il "materiale informativo sull'azienda e sui suoi prodotti stampato in almeno due lingue, compreso l'italiano".

Il personale che guiderà nell'esperienza oleoturistica sarà in possesso di "un'adeguata formazione, con particolare riguardo alle caratteristiche del territorio", e allo "svolgimento delle attività di degustazione e commercializzazione". Toccherà poi alle regioni far osservare le linee guida fissate dal Decreto e gli enti territoriali saranno titolari delle funzioni di vigilanza, controllo e sanzionatorie.

Per aprire un oleoturismo sarà infine necessario presentare la Segnalazione Certificata di Inizio Attività (Scia) al Comune, stando al dispositivo dell'articolo 3 del Decreto. È infine prevista la possibilità che Mipaaf e Ministero del Turismo istituiscano un logo nazionale per identificare l'attività oleoturistica.


Unaprol, verso nuova stagione di valorizzazione olio

"L'oleoturismo apre le porte ad una nuova importante stagione per la valorizzazione dell'olio extravergine d'oliva italiano". Ne è convinto il presidente di Unaprol - Consorzio Olivicolo Italiano, David Granieri, che esprime grande soddisfazione per la firma del Decreto Attuativo che stabilisce linee guida e requisiti per l'esercizio dell'attività oleoturistica.

"Si aprono scenari molto interessanti per i territori a forte vocazione olivicola e per i produttori del nostro Paese - spiega Granieri -. Abbiamo la possibilità di valorizzare questo prodotto straordinario arrivando direttamente ai consumatori attraverso il racconto di storie, legami, ed emozioni dei produttori e dei luoghi di produzione".

"Ringrazio di cuore i ministri Patuanelli e Garavaglia, il sottosegretario Battistoni e quanti hanno contribuito a questo risultato che è stato raggiunto anche grazie alla determinazione e al lavoro incessante di Unaprol e dell'Associazione Città dell'Olio - continua Granieri -. Adesso ci auguriamo che le regioni colgano l'importanza di questa iniziativa e si attivino subito per allineare le proprie normative locali alle linee guida del Decreto".


Gallinella, oleoturismo diventa realtà

"Con la firma del Decreto Attuativo, l'oleoturismo diventa finalmente realtà. Ringrazio il ministro delle Politiche Agricole, Stefano Patuanelli, e quello del Turismo, Massimo Garavaglia, per il lavoro svolto in tutti questi mesi. Ora il comparto olivicolo oleario nazionale avrà nuove opportunità da cogliere, attraverso un'offerta enogastronomica ed esperienziale più professionale". Lo dichiara il deputato Filippo Gallinella (M5s), presidente della Commissione Agricoltura della Camera dei Deputati, a seguito della firma del Decreto che stabilisce le linee guida e gli indirizzi in merito ai requisiti e agli standard minimi di qualità per l'esercizio dell'attività oleoturistica.

"In Italia abbiamo una realtà capillare ma frammentata che, a volte, non riesce a garantire un adeguato reddito. Produciamo appena la metà dell'olio che consumiamo, con rilevanti esportazioni, piccoli appezzamenti e numerosi frantoi sparsi per il territorio - ricorda Gallinella, che sottolinea -. Se iniziamo a ragionare con politiche commerciali non più rivolte alla vendita allo scaffale ma dirette al consumatore, trascinandolo nella storia, nel gusto e nella enorme biodiversità dei nostri oli potremo garantire un reddito dignitoso anche a chi magari possiede appena un ettaro. È questa la grande sfida che ci attende per valorizzare il lavoro dell'agricoltore custode del proprio territorio".

"Ora toccherà alle regioni - aggiunge - attivarsi per allineare le proprie normative locali alle linee guida del Decreto, affinché vi sia un minimo comune denominatore in tutta Italia, riconoscibile attraverso il logo distintivo. La norma attuativa sull'oleoturismo può servire da slancio a un settore da tempo in sofferenza: unita a nuove strategie di vendita e alle risorse del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza per l'innovazione dei frantoi, potremo portare valore aggiunto distribuito sul tutto il territorio italiano vocato all'olivicoltura".