Gestione del rischio: quali sono gli strumenti innovativi

Dal Fondo Nazionale per i Rischi Catastrofali ai Fondi di Mutualità, per passare alle polizze parametriche e ricavo. Le novità sono state illustrate nel corso del Forum di Asnacodi

Barbara Righini di Barbara Righini

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Oggi ci sono altri strumenti, non sostitutivi ma complementari alle polizze (Foto di archivio)
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Il dato fornito da Munich Re, compagnia di riassicurazione, di 210 miliardi di danni provocati da eventi climatici estremi nel 2020 nel mondo non ha stupito più di tanto la platea che, fra il 25 e il 26 novembre scorsi ha seguito a Roma il Sesto Forum Internazionale sulla Gestione del Rischio Agricolo. Il cambiamento climatico è sotto gli occhi di tutti, sicuramente ben percepibile dagli agricoltori, non bisogna correre troppo indietro con la memoria per citare gli allagamenti in Sardegna, i disastrosi temporali in Liguria, Puglia, Lazio.

In una situazione di cambiamento climatico sempre più pressante, gli strumenti di risk management diventano indispensabili. "La gestione del rischio è uno strumento fondamentale per le nostre imprese" ha detto Andrea Berti, direttore generale di Asnacodi proprio durante il Forum romano. "Da una indagine dell'Autorità di Gestione - ha aggiunto - è emerso che le aziende che si assicurano hanno una redditività maggiore del 9% rispetto a quelle che non scelgono soluzioni di gestione del rischio, proprio in piena linea con i temi al centro dell'Agenda 2030 che pone massima attenzione alla sostenibilità, sociale, ambientale ed economica delle aziende agricole. Quindi, siamo chiamati, a sostenere le nostre aziende, che devono vedere gli strumenti di gestione del rischio una vera e propria opportunità".
Se un tempo però la gestione del rischio, in agricoltura, era intesa solo come assicurazioni agevolate (agevolate perché il settore pubblico contribuisce per il 70% al pagamento delle polizze), oggi ci sono altri strumenti, non sostitutivi ma complementari alle polizze.

"Siccome molte avversità non posso contenerle - ha spiegato il presidente di Ismea Angelo Frascarelli - allora trasferisco il rischio. Come? Un tempo erano le assicurazioni agevolate ora la cassetta degli attrezzi ha dentro più strumenti". Con l'entrata in vigore della nuova Pac (dal 2023) si vedrà il debutto in Italia di un Fondo Nazionale per i Rischi Catastrofali. Oltre a questa novità ci sono altri strumenti a disposizione che sono stati messi a punto negli ultimi anni: da un lato ci sono i Fondi di Mutualità per Avversità Atmosferiche, Fitopatie ed Epizoozie, Emergenze Ambientali e Infestazioni Parassitarie e dall'altro i Fondi di Mutualità per la Stabilizzazione del Reddito, conosciuti come Fondi Ist.


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"L'Italia è leader in Europa per la gestione del rischio in agricoltura", è stato ripetuto più volte durante il Forum Internazionale sulla Gestione del Rischio Agricolo, e in Italia sono stati sviluppati e applicati strumenti avanzati. "Abbiamo sviluppato in Italia, unici in Europa - ha detto Nicola Lasorsa, responsabile dell'Unità di Risk Management di Ismea - entrambe le tipologie dei Fondi Mutualistici. In particolare, i Fondi Ist per le perdite di reddito servono a stabilizzare i redditi agricoli in situazione di volatilità dei prezzi o dei costi, come sta succedendo quest'anno. Questa situazione è ancora sperimentale, ne sono partiti una dozzina, alcuni debbono ancora essere riconosciuti a livello formale. Crediamo che i Fondi, di entrambe le nature, possano essere strumenti complementari alla polizza assicurativa. Abbiamo visto per esempio che i Fondi Mutualità vanno a coprire costi fitosanitari che tendenzialmente le compagnie assicurative non coprono".

 


Quando risponde allora un Fondo Ist? "La regola che consente agli associati a un Fondo Ist di poter presentare le carte per il rimborso del danno - ha spiegato ancora Lasorsa - è il trigger event, una soglia di danno prevista dalle norme, superata la quale l'azienda dimostra di aver subìto perdite superiori al 20%. Il trigger scatta però quando c'è superamento di una soglia più bassa, il 15%. La dichiarazione di trigger event è il momento in cui si certifica lo stato di crisi di un settore. Noi di Ismea elaboriamo i trigger event per i settori attivati, per esempio mele e latte. Fino ad ora non abbiamo visto superamenti delle soglie di crisi, ciò non toglie che ora, con i forti aumenti di costi di produzione, possano verificarsi delle situazioni. Ovviamente il trigger event può essere calcolato anche dal gestore del Fondo e allora, in quel caso, sarà lo stesso gestore a stabilire se c'è o meno il superamento della soglia. Una volta presentate le carte e verificato contabilmente con una perizia che c'è stata effettivamente la perdita di reddito è possibile ricevere i risarcimenti".

Oltre ai Fondi, che sono basati sul principio di aiuto vicendevole e che sono costituiti da organizzazioni degli stessi agricoltori, finanziati però anche con intervento pubblico, altra recente novità sono due nuovi tipi di polizze, le polizze parametriche o index based e le polizze ricavo. "Le parametriche - ha detto Nicola Lasorsa - prevedono l'indicizzazione sia dell'evento, quindi se c'è eccesso di pioggia, per esempio, o siccità, sono quindi indicatori climatici che fanno scattare il nesso di causalità rispetto a ciò che si sta verificando, ma contemporaneamente c'è anche l'indicizzazione di danno, a seconda di quanto si prolunga l'evento. Più si prolunga l'evento tanto più danno ci può essere. Il danno non si misura quindi in campo, con una perizia vera e propria fisica, è un danno agganciato a indicatori prestabiliti. Le polizze ricavo vanno invece a mixare la valutazione del danno aziendale, sia in termini di perdita di resa sia di perdita di ricavo, di prezzo di vendita. Queste ultime sono attivabili ora solo sui frumenti. Hanno una doppia componente, operano quindi anche sulla perdita di ricavo, oltre che su quella di resa".


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Fonte: Agronotizie

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Tag: assicurazioni video clima cambiamenti climatici

Temi caldi: Forum Asnacodi 2021

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