Torniamo a coltivare

Volano i prezzi delle materie prime e i settori agricolo e agroalimentare possono andare in ginocchio

Duccio Caccioni di Duccio Caccioni

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Per quanto concerne il made in Italy, quest'anno si festeggerà la barriera dei 50 miliardi di euro di esportazioni (Foto di archivio)
Fonte foto: © kikkerdirk - Fotolia

Vediamo con piacere che negli ultimi tempi l'Italia ha raggiunto quasi l'autosufficienza nel settore della produzione lattiera. Evviva.
Potrebbe essere un bel segnale, ma dagli allevatori arrivano aspri lai. I costi di produzione sono alle stelle e i prezzi del latte fissi e bassi.

Per effetto della congiuntura internazionale, le quotazioni di soia e mais sono in forte rialzo e conseguentemente i prezzi dei mangimi sono rincarati e con essi ovviamente anche i costi di produzione di uova, carne e lattiero caseari.
Piccolo dettaglio: il nostro Paese dipende dall'estero importando il 90% delle proteine per l'industria mangimistica. E qui dobbiamo parlare di strategia e quindi di almeno tre buone ragioni per tornare a coltivare foraggi nel nostro Paese.

Strategia per l'ambiente, strategia per il territorio e il paesaggio, strategia per il made in Italy.
Per l'ambiente ricordiamo che importare soia dall'altro capo del mondo ha un costo ambientale ed energetico enorme (pensiamo al trasporto e non solo). E' stato poi ampiamente dimostrato (per esempio dal recente progetto Medi-c-a-rbonio finanziato dalla Regione Emilia Romagna e realizzato dalla Filiera Italiana Foraggi e dal Crpa) che in termini sia di risparmio sia di assorbimento di emissioni carboniche le colture foraggere italiane sono veramente un altro pianeta.

Per il territorio ricordiamo che nel nostro Paese vi sono oggi milioni di ettari non più coltivati soprattutto in collina e in montagna, con gravissime conseguenze sul sistema idrogeologico che costano ai contribuenti miliardi (per non parlare delle vittime di frane, smottamenti e inondazioni). Far tornare alla coltivazione (di foraggere) la collina e la montagna avrebbe invece un ovvio benefico effetto dal punto di vista idrogeologico oltre che indiscutibili pregi paesaggistici.

Per quanto concerne il made in Italy, quest'anno festeggeremo la barriera dei 50 miliardi di euro di esportazioni. Sarebbe bello realizzarle anche con mangimi dei nostri territori: le ricadute per la nostra agricoltura e per il Paese tutto sarebbero fenomenali.

© AgroNotizie - riproduzione riservata

Fonte: Agronotizie

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Tag: import/export latte ambiente mangimi made in italy

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