Campania, produzione di nocciole giù del 70%

Gelate ad aprile, poi la siccità estiva. Sarà un'annata corilifera da dimenticare per gli agricoltori campani. L'Op Il Guscio ha incontrato sul tema l'assessore Caputo ed ha concordato una strategia di rilancio del comparto

Mimmo Pelagalli di Mimmo Pelagalli

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Si valuta innanzitutto la richiesta di stato di calamità, ma anche altre iniziative (Foto di archivio)
Fonte foto: © Branislav Zivkovic - Adobe Stock

L'annata corilifera 2021 in Campania, ad oggi, registra una mancata produzione di nocciole pari a circa il 70% rispetto al potenziale produttivo medio regionale, a seguito di sempre più frequenti eventi meteorologici avversi: prima le gelate di aprile, che avevano già decimato gli esiti della fioritura che prende corpo a gennaio, poi la siccità estiva ha definitivamente compromesso lo sviluppo dei piccoli frutti in guscio.

"Il 70% è un'enormità in quanto rappresenta un valore economico da 80 a 90 milioni di euro nella sola regione Campania - scrive l'organizzazione di produttori Il Guscio. L'Op rappresentata dal direttore, Sabato Castaldo, e dai referenti del distretto di qualità Campania in Guscio, Giampaolo Rubinaccio e Francesco Sodano, hanno chiesto ed ottenuto nei giorni scorsi un incontro presso gli uffici dell'assessorato all'Agricoltura della Regione Campania dove hanno manifestato la drammatica situazione che sta colpendo il settore del nocciolo all'assessore Nicola Caputo.

La discussione al tavolo con l'assessore Nicola Caputo si è focalizzata in particolare su cinque punti e sono state affrontate diverse questioni collegate agli eventi:
  • La necessità di attivare tutte le procedure previste per richiedere lo stato di calamità, allo scopo di consentire agli agricoltori interessati di accedere ai benefici economici o agli sgravi fiscali e contributivi previsti per legge in situazioni di questo tipo, in particolare dagli interventi ammissibili del Fondo di solidarietà nazionale;
  • Si è chiesto a voce alta che il sistema assicurativo gestito da Condifesa Campania nei confronti dei propri associati sia il più possibile trasparente, aiutando e indirizzando le imprese agricole nella gestione dei rischi e capaci di mettere a disposizione competenze specialistiche nella prevenzione e gestione dei rischi. Un problema su cui lavorare è sicuramente quello delle arboree da frutta secca, dove la disponibilità delle compagnie assicurative di assumere il rischio nei periodi d'inizio dell'anno, ovvero nella fase di fioritura e impollinazione, è molto spesso contingentata;
  • La necessità di adottare nuove procedure di accesso a finanziamento delle imprese agricole. A cominciare dai bandi del Programma di sviluppo rurale (in particolar modo progetti collettivi o integrati) e dai fondi del Piano nazionale di ripresa e resilienza affinché le imprese possano sostenere investimenti finalizzati a prevenire i danni connessi ad avversità atmosferiche, calamità naturali ed eventi catastrofici;
  • Ampliare la rosa di prodotti ammessi nel disciplinare di produzione relativo alla misura 10.1 del Psr, anche insetticidi, ma soprattutto consentire urgentemente l'utilizzo di almeno due principi attivi per le crittogame del nocciolo;
  • Promuovere strategie per un progetto integrato di filiera, capace di costituire lo strumento operativo per l'implementazione dell'approccio integrato nell'attuazione degli interventi settoriali dello sviluppo rurale, garantendo l'adozione di un approccio multisettoriale che coinvolge tutti gli attori e tutte le risorse della filiera e della zona interessata.


"L'assessore Caputo è sembrato molto colpito da quanto da noi riferito e proposto. Sarà nostro compito monitorare e seguire con attenzione la situazione, in attesa che gli enti preposti rispondano in modo veloce ed efficace alle nostre istanze" riferisce la nota della Op Il Guscio.

L'assessore Caputo ha così sintetizzato l'esito dell'incontro nella sua nota giornaliera su Facebook: "I problemi della nocciola, un prodotto fondamentale per la nostra agricoltura sono stati al centro dell'incontro con la Op Il Guscio. Il cambiamento climatico e le avversità atmosferiche hanno messo a dura prova il settore che ha perso il 60-70% di prodotto a livello regionale".

"Abbiamo discusso delle soluzioni più adeguate per affrontare le criticità del settore - ha aggiunto Caputo - come una adeguata gestione del rischio e la necessità di adeguare alle esigenze delle aziende le diverse proposte assicurative. Mi hanno lasciato un paper con le loro riflessioni sul settore, sul quale con gli uffici lavoreremo nei prossimi giorni".

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