Un mondo vegetariano

La tendenza di mercato è verso i prodotti "plant based" e verso le carni di qualità. Se ne prenda buona nota

Duccio Caccioni di Duccio Caccioni

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A espandersi è il mercato dei prodotti plant based che include anche i surrogati della carne (Foto di archivio)
Fonte foto: © aamulya - Adobe Stock

Per la serie "non tutti sanno che", l'Italia dopo l'India è il paese con il maggior numero di vegetariani nel mondo.

In un recente rapporto Eurispes si evince che, nel nostro Paese, quasi una persona su dieci segue una dieta vegetariana; più precisamente l'8,2% della popolazione nel 2020, di cui il 5,8% vegetariani e il 2,4% vegani. Poi ci sono un numero imprecisato di persone che appartengono ai così detti "flexitariani", ovvero persone che pur seguendo una dieta vegetale non disdegnano, una o due volte la settimana, di mangiare carne.

Di fatto il mercato delle carni non solo in Italia ma anche in tutta l'Unione europea si sta contraendo. Nel nostro Paese il consumo pro-capite è sceso dagli 81,4 kg nel 2010 ai 76 kg nel 2018, con un calo concentrato soprattutto sulle carni rosse bovine (da 23,7 a 17,2 kg). Visti i dati, per il settore agricolo e agroalimentare bisogna desumere delle indicazioni di mercato. A espandersi è il mercato dei prodotti "plant based" che include anche i surrogati della carne (pensiamo agli hamburger vegetali, vero e proprio fenomeno di mercato degli ultimi 4 anni).

I prodotti proteici come i legumi sono e saranno sempre più richiesti dal mercato - ceci e lenticchie per esempio hanno quindi ritrovato larghi spazi nei campi dello Stivale dopo essere praticamente scomparsi per decenni (e, si sappia, ancora li si importa, principalmente dal Canada). Per quanto riguarda le carni è da notare come il mercato richieda carni di maggiore qualità e con maggiori garanzie di sostenibilità. Molto interessante la strategia delle catena di discount tedesca Aldi, catena peraltro in prodigiosa crescita e ai vertici della classifica dei distributori al dettaglio mondiale. Aldi ha iniziato una strategia che porterà nel 2030 ad offrire solo ed esclusivamente carni dal allevamenti sostenibili: in altri termini si bandiranno dagli scaffali le carni a basso prezzo privilegiando gli allevamenti attenti al benessere animale e con certificazioni (allevamento a terra, biologico etc,).

L'esempio del discounter tedesco potrebbe essere seguito a breve da altre grandi catene. Questa è la tendenza sempre per la serie "non tutti sanno che".

© AgroNotizie - riproduzione riservata

Fonte: Agronotizie

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Tag: agroalimentare carne import/export biologico sostenibilità cibo e alimentazione

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