Sicilia, è nata l'associazione Rete rurale siciliana

E' il coordinamento tra quasi tutti i Gruppi di azione locale dell'isola e punta ad organizzare meglio l'azione delle singole agenzie di sviluppo. Le rivendicazioni: almeno il 20% dei fondi strutturali da affidare ai Gal ed una legge regionale per definirli

Mimmo Pelagalli di Mimmo Pelagalli

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I Gal siciliani si organizzano e Rete rurale siciliana darà loro voce a tutti i livelli (Foto di archivio)
Fonte foto: © Alberto Masnovo - Adobe Stock

È nata l'associazione Rete rurale siciliana, l'organismo che rappresenterà quasi tutti i Gruppi di azionale locale siciliani. Un traguardo storico di aggregazione dall'avvio dell'iniziativa comunitaria "Leader" ad oggi. Obiettivo dell'associazione è quello di favorire lo sviluppo rurale e la partecipazione al partenariato istituzionale delle organizzazioni e delle amministrazioni direttamente o indirettamente coinvolte. Eletto anche il Consiglio direttivo che ha scelto quale presidente Santo Inguaggiato del Gal Isc Madonie. Gli altri due componenti, Enzo Maccarrone del Gal Etna e Michele Sabatino del Gal Rocca di Cerere GeoPark, hanno assunto la vicepresidenza.

La "Rete rurale siciliana" si pone in sostanza tre intenti fondamentali, tutti all'insegna del "fare rete":
  1. Creare le opportune connessioni tra tutti i soggetti impegnati nella programmazione, gestione e attuazione della politica di sviluppo rurale a livello locale, regionale, nazionale e della Ue (autorità di gestione, organismi pagatori, Gal, eccetera),
  2. Attuare un partenariato economico e sociale nelle forme organizzate, comprese le organizzazioni professionali degli imprenditori ed i reali o potenziali beneficiari del sostegno pubblico,
  3. Collegare la società civile e i consumatori, rappresentati dai vari organismi di promozione e tutela degli interessi collettivi e dei beni pubblici.

L'associazione Rete rurale siciliana si qualifica inoltre come un organismo di rappresentanza che rientra tra "I partner pertinenti" che gli Stati membri devono identificare per ciascun Programma secondo i regolamenti comunitari.

Rete rurale siciliana designerà tra i propri soci i soggetti che rappresenteranno i Gal della Sicilia presso tutti i Tavoli di concertazione, al coordinamento nazionale dei Gal, nella Rete rurale nazionale ed europea, nei Comitati di sorveglianza dei Fondi strutturali assegnati alla Regione Siciliana e in altri enti e istituzioni regionali, nazionali e comunitari che promuovono lo sviluppo locale sostenibile.

Favorirà inoltre rapporti di collaborazione tra i Gal soci, università, enti di ricerca o aziende pubbliche e private, svolgendo altresì un ruolo di promozione sociale e di politiche di incentivazione dello sviluppo sostenibile, nonché delle politiche volte al consolidamento delle istituzioni democratiche di tipo partecipativo ed alla promozione e tutela dei diritti umani e civili.

Sarà da stimolo per la partecipazione dei portatori d'interesse diffusi all'attuazione dello sviluppo rurale, informerà il pubblico e i potenziali beneficiari sulle politiche di sviluppo rurale e sulle opportunità offerte, promuoverà, nelle zone rurali, l'innovazione del settore agricolo, della produzione agroalimentare e della silvicoltura, dell'agricoltura sociale e della biodiversità autoctona siciliana, nonché del turismo sostenibile e della protezione dell'ambiente.

Tra le priorità strategiche della Rete rurale siciliana c'è il miglioramento della qualità di attuazione dei programmi di sviluppo rurale della Regione Siciliana, quelli operativi regionali, interregionali, nazionali e comunitari.
Opererà di concerto con i sistemi istituzionali delle aree vaste di riferimento, a partire dagli enti locali, ai fini dell'attuazione del Clld (Community led local development). Tutto ciò nel tentativo di conciliare una visione di pianificazione dall'alto con una visione strategica dal basso e dare valore alla dimensione territoriale attenzionata dal Parlamento europeo.

"La Rete rurale siciliana - afferma il presidente Santo Inguaggiato - costituisce un traguardo importante ai fini della rappresentanza nelle varie sedi, locali e nazionali, e del confronto con le istituzioni, in primo luogo con la Regione. La Rete rafforzerà i Gal che, a buon diritto, intendono svolgere pienamente il ruolo di agenzie di sviluppo dei territori essendo punto di incontro di un vasto partenariato, pubblico e privato: istituzioni locali, associazionismo democratico, categorie produttive ed enti di ricerca".

"La Rete - continua Inguaggiato - ha già avviato il confronto con l'assessore all'Agricoltura per accelerare la spesa dei Piani di azione locale della programmazione 2014-2020 e per la semplificazione delle procedure nella fase di transizione, 2021-22, e in vista della nuova programmazione, 2023-27".

"Con riferimento al Programma di sviluppo rurale, al Clld e al Piano operativo Fondo europeo di sviluppo regionale, la Rete chiede di portare almeno al 20% le risorse affidate ai Gal, un modo per soddisfare la domanda dei territori, mettere a valore la programmazione dal basso, frutto del coinvolgimento del partenariato, rafforzare il tessuto produttivo nei vari settori e la coesione, avendo sempre a riferimento lo sviluppo rurale. Infine - conclude Santo Inguaggiato - tra gli obiettivi, vi è quello di puntare all'emanazione di una legge regionale che possa definire il ruolo dei Gal come soggetto intermedio, così come previsto dalla legislazione europea".

Oltre al Consiglio direttivo è stato costituito anche il Comitato tecnico, composto dai direttori responsabili di piano e dai responsabili amministrativi e finanziari di ciascuno dei Gal aderenti, del quale il Consiglio direttivo dovrà avvalersi per lo svolgimento delle attività dell'associazione e per l'affiancamento tecnico nei tavoli di rappresentanza.

© AgroNotizie - riproduzione riservata

Fonte: Rete Rurale Siciliana

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Tag: organizzazioni agricole psr sviluppo rurale politica agricola politiche regionali

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